lunedì 16 dicembre 2013

145 – PERDITA DI CONTROLLO


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day611.year816.Millenium41

È il collasso, è l’anima che viene inghiottita dal buio, fagocitata dalla forza oscura che tesse una fitta trama appena al di là del percettibile. L’unica avvertimento è la pelle d’oca dello psyker, ma anche fosse abbastanza veloce per comunicare tale sensazione non potrebbe comunque arrestare l’inevitabile.
I passi del gruppo rallentano all’ingresso della caserma, i piedi inciampano mentre gli occhi trasmettono impulsi che cervelli già traumatizzati faticano a trasmutare in realtà: i corpi giacciono scomposti e smembrati… Potrebbero sembrare gli effetti di un’esplosione, ma non è così, sono invece squarci, tagli che hanno divelto tendini e muscoli dagli scheletri, è stata una forza pervicace a frantumare scatole craniche e svuotarle dei cervelli.
Gli uomini entrano, le armi tremano nella stretta che dovrebbe dare coraggio e invece ferma solo la circolazione del sangue.
Il Centro Comandi&Controllo è stato devastato: le consolle sono fuse in colate di metallo e plasteel, convergono dai lati in gettate verso il centro della sala. Brunch si avvicina circospetto, chiedendosi quale arma abbia potuto provocare un effetto simile; il materiale è ancora tiepido al contatto, la mano scivola sulla superficie levigata, passa a sfiorare una forma vagamente tondeggiante e si ferma: con un leggero scricchiolio la superficie si crepa e si fessura e dall’interno un materiale denso cola fuori, in schiuma e bolle. Infine la forma grottesca e stravagante si palesa alla percezione del guardsman per quello che davvero è: il cadavere di un soldato fuso alla postazione di lavoro. L’icore cola sul pavimento, pigramente si ripiega su se stesso, fino a sfiorare la punta dello stivale dello sconvolto spettatore. Ci sono diverse altre forme simili nella stanza.
Brunch urla, quasi contemporaneamente a Rubio, che, estratta la pistola, farnetica frasi senza significato, esplodendo colpi per la stanza, con traiettorie pericolosamente prossime a colpire i compagni.
Lixam reagisce nella sola maniera in cui l’istinto di sopravvivenza insegna: il longlas si alza e una scarica di energia colpisce in piena faccia l’impazzito Rogue Trader, mentre la pistola di Vetok abbaia rabbiosa in difesa all’imprevisto.
Rubio Ozmandius crolla a terra, così come Brunch, che rincula con un sonoro tonfo e, con occhi sbarrati e disconnesso dalla realtà, parte ad imprecare tra conati di vomito.
Mordecai è convinto che la Gilded Widow stia sorridendo, e magari non solo lei: si avvicina a Brunch, tenendo d’occhio gli adepti e i restanti del gruppo, in cerca di indizi di pazzia imminente anche in loro.
Beatrix Hazael guarda con freddezza l’assassino mentre depreda Rubio delle armi e di tutto ciò che ha addosso di prezioso: «Per quanto fosse un uomo tanto inutile quanto stupido, apparteneva ad una famiglia potente… Qualcuno chiederà conto della sua fine…»
Lixam alza lo sguardo sulla donna, ma è Vetok a rispondere: «Non ci è mai piaciuto. E le sua armi ci possono tornare utili.»
Beatrix fa un cenno di approvazione: «Neanche a me.»
«Fottuto pallone gonfiato di Rubio…» La voce di Brunch è impastata e gracchiante, mentre a fatica si rimette in piedi.
«L’Impero ha previsto una via di fuga da questo posto o contava di lasciarvi qui a morire?» Gli occhi di Mordecai sono scuri mentre rivolge la domanda al soldato della guardia planetaria e agli adepti sopravvissuti.

domenica 8 dicembre 2013

144 – SOTTO UNA PATINA D’ORO


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day611.year816.Millenium41

L’occhio veloce di Lixam coglie l’assenza di alcuni oggetti battuti all’asta e l’orecchio attento di Vetok capta la supposizione che gli assenti se ne siano andati con i propri beni piuttosto che essere fuggiti a gambe levate dal massacro. Brunch si aggira nervosamente, con l’arma puntata verso le ombre, fino ad arrivare al soldato che singhiozza disperato: «Mi offrirai tutto l’alcol che riuscirò a ingurgitare, e forse mi renderai i calci in culo che sto per darti, ma… Tirati in piedi, soldato!»
Mordecai, dietro gli occhi chiusi, veleggia su inquiete onde di immaterium. Ascolta. Ascolta gli echi dimensionali della realtà nella quale il sangue pulsa diffondersi attraverso il warp, infrangersi, rimbalzare indietro: lo psyker è un sonar che scandaglia il reale in cerca di pericolosi squarci nel velo, di dispersioni eteriche, di presenze demoniache… Scuote il capo, riaprendo gli occhi: la Gilded Widow è la sola fonte e occhio del ciclone che avvelena e distorce l’esistenza dell’intera isola.
I sospetti di tradimento mutano in accuse rivolte al capitano Hazael, ufficialmente al soldo di Mastro Nonesuch. La reazione della donna è veemente, ma sincera: intrappolata, schiacciata a terra, lontana dalla nave e dal comando, la sua voce è prima rotta, poi riprende corpo nel maledire lo “sporco mercante di Solomon” e la sua ingombrante assenza. Nella stravagante eleganza, armata di tutto punto e impaurita dagli eventi, Beatrix hazael appare bella e terribile, come una belva che, messa in un angolo, sa di non aver più nulla da perdere.

La comunicazione radio resuscita in un gorgheggiante coacervo di impulsi, si stabilizza per qualche istante in un passaggio comprensibile, mentre Lixam alza un braccio con il pugno chiuso per richiamare l’attenzione dei suoi all’ascolto: “… Metterci d’accordo… Uscire di qui…”
«Era la pesciolina!»
Brunch inarca un sopracciglio nel sentire il soprannome coniato per Octavia Nile durante il viaggio fino all’isola; afferra per la collottola il giovane soldato, rimettendolo dritto su gambe che però non lo reggono: non è più giovane di quando lui fuggì dal pianeta Monrass, arruolato nella Guardia Imperiale, ma molto più spaventato.
«Ehi, biscottino! Ci serve sapere da che parte andare per la caserma… Subito!»
Lo strattona, tenendolo sollevato da terra e infine lo lascia ricadere nella polvere del refettorio. Un adepto indica, balbettando, la via e lo sparuto gruppo si addensa davanti alle porte che conducono all’interno del complesso.
Pochi adepti, due uomini della scorta di Octavia Nile, lo spocchioso Rubio Ozmandius, seguito come un’ombra dall’unico sopravvissuto del proprio entourage, attendono che i quattro avanzino per primi.
Rubio, ormai denudato della splendente patina di ricco e famoso mercante corsaro, di glorioso conquistatore di galassie, di pacchiano millantatore di memorabili successi e conquiste, mormora, sconvolto, una nenia inquietante; gli occhi sono cerchiati di rosso e la loro attenzione è rivolta ai fantasmi che solo una mente collassata e andata alla deriva può vedere. Non lo nota nessuno, nemmeno il piagnucolante accompagnatore che implora ogni santo conosciuto per la propria sopravvivenza, anche a discapito del tanto adulato Lord Magnificenza Ozmandius.
 

venerdì 6 dicembre 2013

143 – UN SOSPETTO CONFERMATO


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day611.year816.Millenium41

Il capitano Beatrix Hazael danza con la spada in pugno, così come lo psyker, e sebbene le lame e le movenze siano diverse, i risultati sono esiziali per le fila degli Affranti. La chioma rossa della donna quasi schiocca nell’aria per i rapidi spostamenti, per le veroniche e gli affondi improvvisi; i preziosi merletti delle lunghe maniche, le code della giacca militare, le luccicanti e complesse mostrine seguono in una sorta di eco i movimenti della spada potenziata, che con facilità squarcia acciaio e carne. Mordecai si muove con più precisione, sul bilico dell’ultima frazione di istante pulsa in un movimento che spiazza l’avversario: arriva sempre prima, anticipa sempre la mossa altrui; e la sua spada balugina in lampi, e taglia e prosciuga il nemico, oltre che del sangue, dell’energia vitale.
Evitato l’accerchiamento il gruppo ha gioco facile nell’abbattere gli ultimi servitori.
I lamenti che si levano dalla cenere spingono Lanus Cysten a cercare tra i corpi a terra quello del suo giovane assistente, riverso sul solo fianco rimastogli per la devastante mitragliata che lo ha colpito.
Beatrix Hazael, con ancora il fiato corto, richiama l’attenzione di tutti sul refettorio: gli Affranti potrebbero avere attaccato il resto del gruppo rimasto indietro.
Alcuni feriti riescono a rimettersi in piedi, provano ad aiutare quelli messi peggio, ma non c’è tempo: negli sguardi dei quattro agenti passa la consapevolezza che in quell’inferno non ci sarà scampo per i più deboli… Forse non rimarrà scampo per nessuno di loro.
Le frequenze in uso ai soldati della guardia planetaria e degli adepti sono disturbate: la sovrapposizione dei segnali crea una fastidiosa cacofonia; eppure, a tratti, sembra passare qualche rumore intelligibile, voci che si rincorrono, si lamentano, si chiamano.
Lixam mantiene la concentrazione mentre corre verso il refettorio: brutto segno. La Rossa aveva ragione, hanno sferrato l’attacco non appena ci siamo divisi!

All’interno del refettorio i soccorritori trovano tavoli rovesciati e corpi straziati di adepti e soldati sparsi tra le reliquie insanguinate. Non ci sono ospiti tra le vittime, solo personale dell’isola. Tutto appare maledettamente strano: un ultimo urlo si scarica attraverso la ricetrasmittente, subito inghiottito dal gracchiare confuso.
La conta delle forze rimaste è presto fatta: circa la metà degli operativi è morta, dei sopravvissuti solo in pochi sono in condizioni fisiche e mentali per pensare di affrontare una situazione simile.
Prima di accasciarsi a terra con la testa tra le mani e piangere, un soldato mormora: «Si sono ritirati verso la caserma, ma non credo ci siano arrivati…»