giovedì 31 ottobre 2013

142 – ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day611.year816.Millenium41

È l’istinto di sopravvivenza che fa agire il guardsman: davanti al mitra spianato si lascia cadere, torcendosi, cercando di offrire la minor superficie possibile, nella speranza che il servitore sia lento. La raffica di proiettili abrade l’armatura di Brunch, la disintegra, scavando una scia di sangue su petto e addome.
Brunch atterra sulla schiena, il servitore abbassa l’arma, pronto a finire l’avversario: ad una trentina di metri di distanza le labbra di Mordecai si increspano lievemente in un sorriso, mentre ancora una volta plasma e dirige la forza del warp a proprio piacimento, bloccando i meccanismi del mitragliatore pesante.
Brunch schizza in piedi come una molla, estrae fulmineo la sua Fera e si getta sulla massa di metallo e carne, deviando con la spalla sinistra in uno sforzo immane il braccio armato del servitore e infilando la spada tra le placche metalliche dell’addome, in cerca di centri vitali o dei circuiti essenziali di quell’obbrobrio di natura. Una scossa elettrica percorre il corpo metallico, un cortocircuito che brucia terminazioni nervose e chip, che sprigiona volute di fumo e un odore nauseante che avvolge i due contendenti: il servitore, ormai agonizzante si inclina, lasciandosi cadere in avanti, costringendo Brunch a strappar via di forza la spada e gettarsi di lato per non rimanere schiacciato dalla mole del nemico.

I servitori, seppur pesantemente armati, sono lenti e vengono abbattuti tutti.
Beatrix lancia un avvertimento: dagli scaloni che affiancano il mausoleo figure incappucciate cercano di coglierli alle spalle. Vetok prende copertura dietro il muro del monumento e sbircia le vesti nere scendere gli scalini di pietra con passo dinoccolato. Si sporge di quel tanto che basta per sparare, facendo eco ai proiettili della pistola bolt del capitano Hazael.
Lixam e Mordecai si affrettano a coprire il lato opposto, gridando concitati ordini ai sopravvissuti rimasti.
Brunch batte con soddisfazione su due rigonfiamenti appesi alla cintura, mentre, sanguinando copiosamente, si affretta per affrontare la nuova minaccia.
Con un ghigno in volto strappa la sicura e lancia, nonostante la fitta di dolore lancinante: «Granata!»
La fire bomb va a segno, una figura incappucciata si trasforma in una torcia, senza però smettere di avanzare: dalle fiamme emerge un servitore, sui cui zigomi metallici sono tatuate le lacrime della Gilda degli Affranti.
Vetok si ritira al riparo per ricaricare l’arma e recitare una litania dell’odio per la vista di quell’ulteriore eresia.
La pistola di Beatrix Hazael si surriscalda e inceppa, ma una seconda granata lanciata da Brunch rallenta l’avanzata nemica; la donna estrae una magnifica power sword prima di lanciarsi sulla prima delle impacciate figure.
Vetok le dà supporto, urlando a pieni polmoni: «I offer my body on the altar of the battlefield, I pray He grants me a noble death, I pray for His protection, as I offer all that I am!»
Le parole del chierico infiammano il sangue di Lixam e Mordecai, sul lato opposto del mausoleo: l’assassino si prende il rischio di  sovraccaricare il fucile laser per poi mirare alle gambe di un incappucciato. La scarica di energia fonde le articolazioni metalliche e l’avversario frana lungo la scalinata. Lo psyker è lesto, nella sua danza di morte, a finirlo; con una piroetta passa oltre, la sua figura sembra quasi pulsare fra realtà e immaterium, fino in cima alle scale, dove, roteando la spada, si appresta ad affrontare altri due avversari.

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