martedì 22 ottobre 2013

140 – RITROVO IN REFETTORIO


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day610.year816.Millenium41

Mancano dodici ore.
Manca una via di fuga dall’inferno scatenato dall’oracolo, premeditato da Erasmus Haarlock, perpetrato con la complicità della Gilda degli Affranti e del custode Greel.
Arrivati nel refettorio i quattro agenti non si stupiscono per l’assenza dell’avvocato: in tanti guardano con occhi speranzosi alla figura della Cygnan Martyr galleggiare, sospesa sull’approdo, oltre la barriera di energia che li imprigiona sulla maledetta isola.
La sala risuona del vociare confuso di adepti, guardie, ospiti, mentre il vice prefetto Glay fatica non poco a riportare l’ordine e il silenzio. Tutti si guardano con sospetto, tutti sospettano di tutti mentre le reliquie si accumulano lungo un muro del refettorio.
C’è davvero un erede di Haarlock tra di noi? E chi è…?
La domanda aleggia nell’aria, mentre Glay balbetta, cercando di organizzare pensieri e una strategia per evitare una morte certa.
Lixam richiama l’attenzione su una delle reliquie salvate, un quadro la cui tela è perfettamente intonsa e sulla cui cornice spiccano le parole “Lo specchio del mio sangue”.
L’assassino si taglia e lascia cadere qualche goccia di sangue su un angolo della tela, senza che nulla accada; è convinto che in tal modo si possa scovare l’esistenza dell’erede di Haarlock, ma nonostante tutti si sottopongano alla prova non accade nulla.
Mordecai si concentra sul quadro e prova ad aprire una porta sul warp: sulla tela si forma un’immagine indistinta, un profilo, un volto che continua a cambiare incessantemente, senza mai assumere fattezze riconoscibili. Lo psyker, dopo parecchi minuti di osservazione, interrompe il contatto con l’Immaterium, scuotendo il capo.
L’ipotesi che non esista tra loro il sangue empio degli Haarlock sposta l’attenzione e l’odio sulla Gilda degli Affranti, che di fatto controllano l’isola e lo scudo di forza che impedisce la fuga, ma nessuno dell’Adeptus Terra ha idea di dove possa trovarsi la centrale di controllo.
Lo studioso Lanus Cysten affianca Vetok, confessandogli di aver notato un particolare, un dettaglio che potrebbe dar loro una speranza: sulle porte del mausoleo di Solomon Haarlock ha notato una sorta di apertura che combacia, a suo dire, con il medaglione visto al collo di Greel. Il chierico, molto interessato alla figura del custode degli Affranti, interrompe la confusione generale prendendo la parola e suggerendo di indagare sulla struttura che ospita le spoglie del capostipite della dinastia degli Haarlock, rivelando quanto appena appreso dallo studioso.
La proposta trova riscontro, le armi vengono controllate con gesti nervosi e di impazienza: al mausoleo, oltre ai quattro agenti, andranno Rubio Ozmandius più quattro dei suoi uomini, la guardia di Octavia Nile, Lanus Cysten e l’assistente, e un gruppo di adepti e guardie planetarie al comando di Glay.
La spedizione si avvia con l'intenzione di trovare una via di fuga, a qualunque costo, mentre la terra trema sotto l’indifferente fioccare della cenere.

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