giovedì 31 ottobre 2013

142 – ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day611.year816.Millenium41

È l’istinto di sopravvivenza che fa agire il guardsman: davanti al mitra spianato si lascia cadere, torcendosi, cercando di offrire la minor superficie possibile, nella speranza che il servitore sia lento. La raffica di proiettili abrade l’armatura di Brunch, la disintegra, scavando una scia di sangue su petto e addome.
Brunch atterra sulla schiena, il servitore abbassa l’arma, pronto a finire l’avversario: ad una trentina di metri di distanza le labbra di Mordecai si increspano lievemente in un sorriso, mentre ancora una volta plasma e dirige la forza del warp a proprio piacimento, bloccando i meccanismi del mitragliatore pesante.
Brunch schizza in piedi come una molla, estrae fulmineo la sua Fera e si getta sulla massa di metallo e carne, deviando con la spalla sinistra in uno sforzo immane il braccio armato del servitore e infilando la spada tra le placche metalliche dell’addome, in cerca di centri vitali o dei circuiti essenziali di quell’obbrobrio di natura. Una scossa elettrica percorre il corpo metallico, un cortocircuito che brucia terminazioni nervose e chip, che sprigiona volute di fumo e un odore nauseante che avvolge i due contendenti: il servitore, ormai agonizzante si inclina, lasciandosi cadere in avanti, costringendo Brunch a strappar via di forza la spada e gettarsi di lato per non rimanere schiacciato dalla mole del nemico.

I servitori, seppur pesantemente armati, sono lenti e vengono abbattuti tutti.
Beatrix lancia un avvertimento: dagli scaloni che affiancano il mausoleo figure incappucciate cercano di coglierli alle spalle. Vetok prende copertura dietro il muro del monumento e sbircia le vesti nere scendere gli scalini di pietra con passo dinoccolato. Si sporge di quel tanto che basta per sparare, facendo eco ai proiettili della pistola bolt del capitano Hazael.
Lixam e Mordecai si affrettano a coprire il lato opposto, gridando concitati ordini ai sopravvissuti rimasti.
Brunch batte con soddisfazione su due rigonfiamenti appesi alla cintura, mentre, sanguinando copiosamente, si affretta per affrontare la nuova minaccia.
Con un ghigno in volto strappa la sicura e lancia, nonostante la fitta di dolore lancinante: «Granata!»
La fire bomb va a segno, una figura incappucciata si trasforma in una torcia, senza però smettere di avanzare: dalle fiamme emerge un servitore, sui cui zigomi metallici sono tatuate le lacrime della Gilda degli Affranti.
Vetok si ritira al riparo per ricaricare l’arma e recitare una litania dell’odio per la vista di quell’ulteriore eresia.
La pistola di Beatrix Hazael si surriscalda e inceppa, ma una seconda granata lanciata da Brunch rallenta l’avanzata nemica; la donna estrae una magnifica power sword prima di lanciarsi sulla prima delle impacciate figure.
Vetok le dà supporto, urlando a pieni polmoni: «I offer my body on the altar of the battlefield, I pray He grants me a noble death, I pray for His protection, as I offer all that I am!»
Le parole del chierico infiammano il sangue di Lixam e Mordecai, sul lato opposto del mausoleo: l’assassino si prende il rischio di  sovraccaricare il fucile laser per poi mirare alle gambe di un incappucciato. La scarica di energia fonde le articolazioni metalliche e l’avversario frana lungo la scalinata. Lo psyker è lesto, nella sua danza di morte, a finirlo; con una piroetta passa oltre, la sua figura sembra quasi pulsare fra realtà e immaterium, fino in cima alle scale, dove, roteando la spada, si appresta ad affrontare altri due avversari.

lunedì 28 ottobre 2013

141 – RISVEGLIO DI CENERE

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day611.year816.Millenium41

Il Mausoleo giace come un artefatto alieno nella piana di cenere: le sue lucide pareti nere respingono il pulviscolo piroclastico e sembrano brillare irreali nel silenzio. L'edificio è fiancheggiato da due scalinate che conducono al terrazzamento successivo, e da lì alla parte del complesso proibito ai visitatori, il regno degli Affranti.
Il gruppo si avvicina con circospezione: le guardie planetarie e gli uomini di guardia di Rubio Ozmandius e Octavia Nile si pongono a guardia delle scalinate, mentre gli agenti e gli adepti, seguendo le indicazioni di Lanus Cysten, esaminano la strana serratura che, a dire dello studioso, si potrebbe aprire grazie al medaglione che Greel porta al collo.
«In effetti mi pare di ricordargli al collo quel medaglione… Che potrebbe coincidere con l’apertura…», mormora Vetok, passando le mani sull’incavo del disegno.
«Non abbiamo l’equipaggiamento per provare a farlo saltare.» Lixam scuote la testa dopo aver spento il piccolo e inutile lascutter.

L’urlo, seppur ovattato, rompe il silenzio richiamando l’attenzione generale: alle spalle del gruppo, a circa un decina di metri, sei cumuli di cenere si sollevano da terra, sei corpi metallici cigolano e, prima ancora di drizzarsi, puntano scintillanti armi verso gli avversari. Le mitragliatrici strappano l’aria immobile in un fragore assordante: quattro archi di morte sventagliano la distanza che li separa dal mausoleo, mentre due delle figure metalliche incominciano ad avanzare, aprendo e chiudendo immense tenaglie che hanno al posto degli arti superiori.
Soldati e guardie del corpo cadono a terra, falcidiati, il loro sangue assorbito dallo spesso tappeto grigio: non ci sono ripari, non c’è scampo da quella pioggia di morte.
I combattenti del gruppo si allargano a ventaglio, per scivolare sulle ali ed evitare di essere presi in trappola. Gli adepti, Lanus Cysten e l’assistente, si accucciano, invece, terrorizzati, lì dove sono, punti di colore sulla nera parete dell’edificio.
Lixam si inginocchia, mira, svuota i polmoni, spara: manca la mitragliatrice e si rotola di lato, per non dar modo di essere preso di mira.
Mordecai compie uno scatto in avanti, stende il braccio destro con il palmo della mano aperto verso un servitore meccanico che lo sta mirando e pronuncia una parola nella mente: la pioggia di morte che lo strazierebbe non si riversa, l’arma è inceppata.
Brunch fa una capriola in avanti, nella speranza di riuscire ad ingaggiare l’avversario in corpo a corpo prima che spari, ma fa male i suoi conti: si rialza troppo lontano dall’avversario che se lo ritrova inerme davanti. Il guardsman si ritrova a fissare il nero della canna della mitragliatrice pesante puntata verso il suo petto un attimo prima che il servitore apra il fuoco…

martedì 22 ottobre 2013

140 – RITROVO IN REFETTORIO


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day610.year816.Millenium41

Mancano dodici ore.
Manca una via di fuga dall’inferno scatenato dall’oracolo, premeditato da Erasmus Haarlock, perpetrato con la complicità della Gilda degli Affranti e del custode Greel.
Arrivati nel refettorio i quattro agenti non si stupiscono per l’assenza dell’avvocato: in tanti guardano con occhi speranzosi alla figura della Cygnan Martyr galleggiare, sospesa sull’approdo, oltre la barriera di energia che li imprigiona sulla maledetta isola.
La sala risuona del vociare confuso di adepti, guardie, ospiti, mentre il vice prefetto Glay fatica non poco a riportare l’ordine e il silenzio. Tutti si guardano con sospetto, tutti sospettano di tutti mentre le reliquie si accumulano lungo un muro del refettorio.
C’è davvero un erede di Haarlock tra di noi? E chi è…?
La domanda aleggia nell’aria, mentre Glay balbetta, cercando di organizzare pensieri e una strategia per evitare una morte certa.
Lixam richiama l’attenzione su una delle reliquie salvate, un quadro la cui tela è perfettamente intonsa e sulla cui cornice spiccano le parole “Lo specchio del mio sangue”.
L’assassino si taglia e lascia cadere qualche goccia di sangue su un angolo della tela, senza che nulla accada; è convinto che in tal modo si possa scovare l’esistenza dell’erede di Haarlock, ma nonostante tutti si sottopongano alla prova non accade nulla.
Mordecai si concentra sul quadro e prova ad aprire una porta sul warp: sulla tela si forma un’immagine indistinta, un profilo, un volto che continua a cambiare incessantemente, senza mai assumere fattezze riconoscibili. Lo psyker, dopo parecchi minuti di osservazione, interrompe il contatto con l’Immaterium, scuotendo il capo.
L’ipotesi che non esista tra loro il sangue empio degli Haarlock sposta l’attenzione e l’odio sulla Gilda degli Affranti, che di fatto controllano l’isola e lo scudo di forza che impedisce la fuga, ma nessuno dell’Adeptus Terra ha idea di dove possa trovarsi la centrale di controllo.
Lo studioso Lanus Cysten affianca Vetok, confessandogli di aver notato un particolare, un dettaglio che potrebbe dar loro una speranza: sulle porte del mausoleo di Solomon Haarlock ha notato una sorta di apertura che combacia, a suo dire, con il medaglione visto al collo di Greel. Il chierico, molto interessato alla figura del custode degli Affranti, interrompe la confusione generale prendendo la parola e suggerendo di indagare sulla struttura che ospita le spoglie del capostipite della dinastia degli Haarlock, rivelando quanto appena appreso dallo studioso.
La proposta trova riscontro, le armi vengono controllate con gesti nervosi e di impazienza: al mausoleo, oltre ai quattro agenti, andranno Rubio Ozmandius più quattro dei suoi uomini, la guardia di Octavia Nile, Lanus Cysten e l’assistente, e un gruppo di adepti e guardie planetarie al comando di Glay.
La spedizione si avvia con l'intenzione di trovare una via di fuga, a qualunque costo, mentre la terra trema sotto l’indifferente fioccare della cenere.

mercoledì 16 ottobre 2013

139 - UN CUORE PAVIDO

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day610.year816.Millenium41

Locutor Mayweather, lasciato presso l’acquartieramento dell’Adeptus Terra, nei presi dell’ingresso del complesso, è tormentato dal dubbio: scorge la Cygnan Martyr galleggiare in alto, sopra le onde esiziali del Balemire Sea e, lontani, i Giardini dei Santi perduti, nei quali si sta finalmente svolgendo l’asta. Lo hanno lasciato nei pressi del refettorio, con il compito di tener d’occhio proprio la Cygnan Martyr; in realtà l’avvocato sa benissimo di essere di intralcio ai quattro agenti, e di essere stato abbandonato al suo destino. Questo pensiero si fa strada mentre scivola tra le ombre delle statue che fiancheggiano l’ampio viale che conduce all’attracco della skyship: Mayweather copre con ampie falcate l’ultimo tratto che lo divide dalla salvezza, e si sbraccia, urlando, perché lo facciano salire a bordo.
Il capitano Shaddrack fa calare una scala, e il signor Naun afferra il pallido avvocato, conducendolo dentro e offrendogli qualcosa di forte da bere, ascoltando la sua delirante presentazione.
«Dobbiamo fuggire finché siamo in tempo… Saremo perduti altrimenti!»
Nessuno riesce ad aprir bocca che una scossa di terremoto agita le acque velenose e sull’intera isola compare una cupola traslucidadi energia.
«Per il suo santissimo trono, che cosa succede?», il signor Naun corre a babordo, mentre il capitano richiama ai propri posti tutti gli uomini.
«Sono perduti, sono tutti morti… Dobbiamo andar via, ascoltatemi!»
«Aspetteremo di sapere cosa sta accadendo: al momento non pare stiamo correndo rischi.» Elias Shaddrack risponde senza guardare l’avvocato, lo sguardo perso verso il padiglione dei giardini.
Merda! Ragazzi, dovete fare in fretta ad uscire…
«Siamo in emergenza, quindi, a mio insindacabile giudizio, la arruolo nell’equipaggio a partire da ora.»
Il signor Naun sorride, Mayweather sbianca: «Ma io… Io…»
«Marinaio, al ponte di babordo di vedetta. Scattare!» Il signor Naun gli strappa la bottiglia di amasec mentre lo apostrofa. Poi si allontana insieme al capitano verso la sala motori.


Attorno al pulpito dell’asta i quattro agenti si ritrovano insieme a mastro Nonesuch e seguito, Rubio Ozmandius e servitù ed uno sparuto gruppo fra adepti e guardie planetarie, fra cui un allampanato e scosso vice prefetto Glay, che, balbettando, aggiorna il gruppo sulla situazione: «Un campo di energia avvolge l’intera isola e le comunicazioni sono saltate: siamo tagliati fuori… Ho radunato gli altri superstiti presso i nostri quartieri.»
Nonesuch, per nulla turbato, sorride: «La dinastia degli Haarlock riserva sempre interessanti sorprese.»
Passato lo sbigottimento Glay ordina di portare via le reliquie e di barricarsi nei quartieri dell’Adeptus Terra, in attesa di organizzare un piano.
La Gilded Widow, avvolta da un sinistro brillio, non viene toccata. Mordecai la percepisce ridere mentre la processione dei sopravvissuti si avvia, allontanandosi sotto la cenere incessante.

lunedì 14 ottobre 2013

138 – LA LUNGA ALA DEL CORVO

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day610.year816.Millenium41

Il demone conosciuto anche come Padre Corvo, che era riuscito a soggiogare la volontà di un abate, di attirare in trappola e distruggere uno psyker veggente, di gettare nell’orrore un’intera comunità… Quattro agenti, quattro accoliti come loro erano riusciti a sventare la minaccia: le indagini successive li portarono su Hive Sibellus, nella casa di Julia Strophes. Così la giovane donna entrò in contatto con l’Inqusitore, così entrò a far parte del suo entourage…
L’assassino si scuote dai ricordi ed estrae uno shotgun, con il quale affrontare gli stormi demoniaci.
Il campo di battaglia si trasforma in una carneficina, gli stormi volteggiano per poi buttarsi in picchiata sui gruppi di combattenti, straziando e dilaniando, lasciando traccia della loro empia presenza nei cuori e negli incubi dei presenti.
I quattro agenti si cercano, provano a riorganizzarsi: Lixam fa tuonare il fucile a pompa spezzando lo stormo ad ogni passaggio in un’esplosione di penne e strida infernali.
Vetok si ritira verso l’assassino, Brunch mena fendenti creando il vuoto intorno a sé, mentre Mordecai, passato a fil di spada un avversario, si volta e si trova ad affrontare una forma translucida ed evanescente: un gelo esiziale lo coglie fin dentro le viscere mentre si prepara ad immergersi nel warp per fronteggiare lo spettro astrale.
Lixam nota Mordecai irrigidirsi e levitare da terra nel momento in cui l’entità prova ad impossessarsi del suo spirito e lancia un grido di avvertimento: Vetok coglie il suggerimento e copre lo psyker dagli ultimi Affranti e accoliti, così come prova a fare Brunch, sanguinante per le ferite subite dai corvi.
In un solo respiro lo spettro astrale penetra nel corpo di Mordecai, che si sente bruciare il sangue nelle vene, come se si fosse trasformato in fuoco liquido.

Ti svuoterò l’anima e soffrirai eternamente…

Mordecai ha occhi che sprigionano un fuoco che riluce di porpora e oro, il suo viso è contratto in un urlo di dolore mentre, sollevatosi da terra di una decina di centimetri, spalanca le braccia e stringe i pugni: per qualche istante la presenza demoniaca lo possiede, ne ruba la vita. Poi Mordecai reagisce, il suo potere si richiude sullo spettro, lo avvolge, lo incatena nella sua stessa forza, il warp: lo psyker pronuncia una parola e spalanca un baratro tra la realtà e l’Immaterium, raccoglie le forze e scaglia la presenza nel fondo di quell’inferno, liberandosene.

Il giardino in cui ha avuto luogo l’asta è punteggiato di cadaveri; la cenere ricomincia a cadere indisturbata mentre alcuni ospiti e guardie planetarie accorrono sul luogo dello scontro ormai terminato.
I tre compagni, con il fiatone per il lungo scontro, osservano preoccupati Mordecai, ma lo psyker, con un sorriso, li rassicura: «Va tutto bene: l’ho ricacciato indietro.»
Poi apre i pugni ancora contratti: sui palmi giacciono due penne, due penne nere di corvo. Mordecai unisce i palmi davanti al viso e le soffia via, facendole volteggiare insieme alla cenere. Vetok tira un sospiro di sollievo: Mordecai è diventato più forte, ma diventeremo cenere anche noi se rimarremo intrappolati qui…

martedì 8 ottobre 2013

137 – L’ABATE TAMAS DI SHALE

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day610.year816.Millenium41

Nel momento di tensione nessuno si accorge della bambola che, ancora esposta nella teca, incomincia a lacrimare un icore acido che le scioglie il viso e, colando, sfrigola in un malsano vapore giallognolo; man mano che il pianto fluisce il volto diviene una maschera grottesca e il fantoccio scivola su un fianco, adagiandosi in una pozza di ribollente magma eterico.
Mordecai e Brunch rompono gli indugi e caricano i cenciosi accoliti, mentre Vetok e Lixam prendono copertura, pronti a dare supporto.
Brunch impatta con la spalla sullo sterno di un gregario, mandandolo gambe all’aria; si inchina, evitando un fendente e affonda la lama, rotolando subito di lato.
Mordecai devia un colpo di ascia, compie una elegante veronica aggirando facilmente l’avversario e lo infila da dietro; nel maelstrom di correnti eteriche originate dalla Gilded Widow, percepisce un soffio diverso, mentre la vista gli si annebbia per un istante: l’abate Tamas, al riparo dietro ad un piedistallo, gesticola e mormora parole arcane al suo indirizzo.
Alcuni affranti tornano alla carica, scivolando fuori come ombre da dietro statue, altari, pulpiti, ma il fucile di Lixam, aiutato da Vetok, è preciso ed efficace nello sventare l’imboscata. Un colpo in particolare scaglia indietro una faccia di morte, con il petto squarciato, contro un piedistallo, rovesciandolo a terra: la teca di vetro che era appoggiata sopra esplode in mille pezzi e ciò che qualche attimo prima era una bambola di squisita fattura, vortica in un vapore animato per poi schizzare via, non vista, con sinuose movenze da ofide.
Lo scontro continua feroce: l’abate Tamas, abbandonate le stregonerie, si affida al proprio hand-cannon, e centra Vetok ad una gamba, il quale si rotola al riparo per ricaricare. Lixam si sposta velocemente per avere una visuale migliore, mentre Mordecai e Brunch si ritrovano in una furiosa mischia, a contrastare gli accoliti dell’empio prete e le facce di morte.
L’abate urla improperi e frasi blasfeme, incitando i suoi al massacro nel nome del suo Signore e Padrone. Facendo affidamento alla confusione che regna intorno, esce dal riparo e si muove verso l’oggetto delle sue bramosie. La massa corpulenta si muove incredibilmente veloce, ma non abbastanza per sfuggire all’ira e alla vendetta di Vetok: il caricatore pieno della Hecutter si svuota in raffiche ravvicinate e precise, l’ultima delle quali centra in pieno il predicatore del male. L’abate Tamas di Shale viene scagliato all’indietro ma, prima di toccare terra, si scompone in una massa nera brulicante e fremente. Per un istante Lixam stacca l’occhio dal mirino per osservare con terrore i due stormi di corvi neri che turbinando sul campo di battaglia, l’ultima stregoneria che la possessione del Padrone e Signore ha perpetrato attraverso il suo viscido adoratore e servo.
Brunch istintivamente si china, riparandosi il capo al frullare di ali e alla morsa di artigli e becchi, dimenticandosi dell’avversario. Una spallata dello psyker lo manda a terra e gli fa evitare un fendente di spada.
I corvi non risparmiano nessuno, strappando con gli artigli le maschere dai visi degli Affranti, dilaniando con i becchi i corpi scarni degli adepti.
Lixam, riportata alla memoria una conversazione avuta con Julia Strophes ai tempi del suo arruolamento, mormora, quasi lasciando cadere a terra il fucile: «I corvi… Il Danzatore sulla Soglia: il demone di Iocanthos…»

sabato 5 ottobre 2013

136 – MENO TREDICI


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day610.year816.Millenium41

Improvvisamente tutto si fa silenzio, al punto che la cenere sembra fare rumore posandosi a terra.
L’oracolo taglia il mazzo per l’ultima volta e Mastro Nonesuch, con un’aria divertita in volto, incomincia ad applaudire, figura grottesca che dà consistenza allo stupore generale.
«Pazzi! Siete intrappolati qui, seppelliti vivi! Morte ai depredatori di tombe! Morte a chi osa profanare il Suo nome rubando al Maestro!»
Greel, urlando l’impropero, solleva il bastone, dal quale scaturisce un arco di energia che si stabilizza in una lama di falce: con un possente fendente il Custode degli Affranti trancia in due il Prefetto Hiram Bland, in un’esplosione di sangue e viscere.
«Noi siamo i morti!» I confratelli rispondono con una sola voce, estraendo lame argentate da sotto le vesti e avventandosi indiscriminatamente sui presenti.
Gli uomini della Guardia Planetaria, ormai senza comando, cedono al panico, andando in rotta e cadendo sotto i colpi dei cultisti; gli ospiti si ritirano verso l’uscita dei giardini, chi in preda al panico e chi in maniera più organizzata.
Vetok vuole eliminare Greel, ma si deve armare: a metà strada incontra Brunch e Lixam, che gli consegnano la fidata Hecutter; si scambiano giusto un’occhiata, poi proseguono, cercando e dandosi copertura, mentre urla e colpi di arma da fuoco riempiono l’aria.
Mordecai, rimasto presso l’oracolo per non farsi sfuggire Greel, schiva una faccia di morte urlante e la sgambetta, mandandola a terra; steso in avanti il braccio destro con il palmo della mano disteso, si concentra e visualizza la spada: il pugno stringe l’elsa e in un rapido e luccicante arco di morte lo psyker lascia a terra le schegge insanguinate di una maschera infranta.
Gli Affranti sembrano ritirarsi: inseguono solo più i soldati che sono fuggiti nella direzione sbagliata. Greel sembra essere scomparso, confuso tra le altre tante vesti nere.
Mordecai si difende, in attesa dell’arrivo dei compagni; continua a tenere d’occhio l’oracolo, che per le correnti warp che emette deve essere il centro del potere che ha provocato il terremoto e chissà cos’altro da quel momento in poi. Il potere che sprigiona lo spaventa, è troppo forte per lui, non saprebbe davvero come opporglisi.
Urla e spari più vicini ne richiamano l’attenzione: l’abate Tamas di Shale e i suoi malconci accoliti, attaccati da un drappello di affranti, stanno cercando di avvicinarsi; poco più indietro Brunch, Lixam e Vetok avanzano con ordine: l’assassino miete vittime fra gli affranti che si stanno dando alla fuga, Vetok tiene a distanza i guai, mentre Brunch li cerca e li risolve a fil di spada.
L’oracolo riluce di un'aura malvagia mentre i quattro si riuniscono sotto il suo sguardo vuoto. L’abate, abbattuti gli Affranti che lo minacciavano, incita i suoi a proseguire, seguendoli trafelato.
Gli accoliti corrono bramosi, con occhi che non vedono altro che la statua dorata.
«Fermi!» intima Vetok. «Abate, fermate i vostri uomini!»
Tamas, in tutta risposta, esplode un colpo per aria, urlando con espressione folle: «L’oracolo appartiene al mio padrone! Me lo ha rivelato in sogno: egli desidera l’oracolo più di ogni altra cosa!»

mercoledì 2 ottobre 2013

135 – DOMANDE E RISPOSTE


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day610.year816.Millenium41

L’attenzione di tutti è focalizzata sull’oracolo, solo gli appartenenti alla Gilda degli Affranti sembrano ignorare l’evento.
Lanus Cysten e il suo assistente prendono appunti, con occhi lucidi per l’emozione, mentre gli altri ospiti, eccezion fatta per mastro Nonesuch, paiono stupefatti e intimoriti dalla statua della donna.
Vetok attiva il micro-bead per comunicare con i compagni che attendono fuori: «L’aria è immobile, il respiro è perfetto.»
Brunch e Lixam, riconosciuto il codice della massima allerta, rispondono con la sequenza prestabilita.
Mordecai, che fino a un attimo prima sembrava quasi annusare i profumi delle correnti eteriche sprigionate dall’oracolo, rompe l’imbarazzo facendosi avanti per primo: «Chi è il settimo figlio del settimo figlio?»
La statua si volta con movenze meccaniche, ma la mano sinistra è incredibilmente fluida nel mescolare i tarocchi; la Gilded Widow taglia il mazzo e risponde: «Tu che chiedi ne stai seguendo la scia…»
Haarlock! Questa è la conferma definitiva che Luther diceva il vero e che Yanhu è sulla pista giusta…
Mormorii si levano, subito zittiti dalla voce calma e composta di Nonesuch: «Mi domando a quale scopo il vostro maestro vi abbia creato.»
«Chiedete e vi sarà risposto... Solo così la verità sarà svelata...»
Vetok scorge il nervosismo crescente in Hiram Bland e, desideroso di conosecere la verità a discapito della volontà del Prefetto di insabbiarla, si schiarisce la voce prima di porre la domanda: «Chi dunque ha assassinato i due malfiani conosciuti come Vymer e Quill?»
La statua posa l’inquietante sguardo sul chierico: «Coloro che da tempo sanno e osservano...»
Le facce di morte! Che osservano da dietro le loro empie maschere... Lead us not into heresy, but deliver us from the impure...
La preghiera accende il fervore del chierico, che comunica, incrociandone lo sguardo, la propria determinazione allo psyker; l’attenzione dei due viene immediatamente richiamata dalla voce bassa e gutturale di Mashrek, che incalza la Gilded Widow.
«Si parla tanto del tuo maestro e della sua misteriosa scomparsa, ma Erasmus Haarlock è davvero morto?»
La statua e più veloce nel voltarsi, più frenetica nello smazzare le carte: «Il Viaggiatore Oscuro sta tornando per compiere la propria vendetta! Tredici ore, tredici ore da adesso prima che la sua ira scenda come fuoco e cenere su questa tomba preparata appositamente per voi... La giusta punizione per chi osa impossessarsi di ciò che è suo. Non avete imparato la lezione della storia, siete destinati a compiere gli errori del passato, ma prima soffrirete... Prima sarete confessati...»
L’intera isola è scossa da tremiti violenti, servitori e servo skull cadono a terra, privi di vita. Gli Affranti si gettano in ginocchio, urlando e disperandosi, mentre gli ospiti e i soldati rimangono attoniti nel tentativo di reggersi in piedi.
La voce dell’oracolo sovrasta il fragore e i boati che sembrano provenire dalle viscere della terra: «Avete una e una sola possibilità di placare la sua furia: datemi il sangue dell’erede di Haarlock e vivrete, lasciate che il suo sangue riempia il mio calice e sarete salvi. Se non soddisferete la mia richiesta i Figli del Reame divoreranno le vostre carni e l’oscurità ricoprerà per sempre le vostre spoglie.»