lunedì 27 maggio 2013

124 – NUOVE CONOSCENZE

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day606.year816.Millenium41

Nel refettorio viene servito il pranzo. Sono presenti diversi altri ospiti, e tutti sono già seduti sulle panche spartane.
Un paio di tavolate sono occupate da un intero gruppo di servitori e guardie armate, facenti capo ad uno spocchioso personaggio riccamente abbigliato. Parla con boria e a ogni sua battuta viene acclamato dalle risate e dai complimenti dei lacchè.
Poco più in là un uomo dal volto severo e gli occhi attenti e scuri siede in compagnia di due donne e tre giovani assistenti. Vestono tutti in maniera formale ed elegante, tranne una delle due donne, che mostra un abbigliamento pratico e stravagante allo stesso tempo, che le consente di sfoggiare con  disinvoltura un elaborato cinturone con tanto di spada e pistola. All’estremità del loro tavolo un barbuto omaccione li osserva torvo mentre siedono di fianco a Lanus Cysten e al suo assistente.
Brunch non stacca gli occhi dalla donna elegante che siede di fianco a quello che sembra essere il suo superiore. Si alza e, sorridendo felice, si avvicina al loro tavolo, tallonato da un preoccupato Lixam.
Vetok e Mordecai si guardano e decidono di osservare per il momento la scena.
Il guardsman si appropinqua bofonchiando un complimento a voce troppo alta perché non venga udito dagli astanti: «Ma quanto è profondo il tuo warp…?» 
L’uomo dagli occhi scuri, barba e capelli perfettamente curati, lo scruta prima di rispondere per la compagna: «Non abbastanza profondo da non poter condividere la mensa con un viaggiatore delle stelle.» Poi fa cenno di sedersi, coinvolgendo anche l’assassino che, imbarazzato non avrebbe saputo come uscire dalla situazione.
La donna armata guarda con occhi gelidi Brunch, che quasi non se ne accorge, ora che si trova davanti all’oggetto dei suoi desideri. Lixam però nota che ad un cenno dell’uomo quella abbassa lo sguardo e si disinteressa del compagno.
Il Mastro della Gilda Nonesuch, la segretaria personale Miss Moll, i tre assistenti e il capitano di vascello Beatrix Hazael si presentano: il patriarca è affabile e cordiale, a differenza della segretaria e degli assistenti, che paiono apatici e rispondono unicamente a monosillabi quando interrogati. Beatrix Hazael ha gli occhi di una belva feroce e non nasconde l’antipatia per Calido Brunch.
Nel frattempo Mordecai conversa con il nobile studioso, che gli rivela che la Gilda degli Affranti è stata incaricata dalla stessa famiglia Haarlock di custodirne i beni. Vetok ascolta attento e non perde d’occhio il tavolo dove i due compagni si intrattengono con i mercanti. Più pensa a quella figura ammantata di nero e più si convince che non possano appartenere al vero credo imperiale.
Lo psyker risponde fingendo interesse verso gli argomenti proposti da Lanus Cysten, mentre sussurra parole dolci e suadenti attraverso le correnti eteriche: in breve convince l’interlocutore nel visitare il mausoleo di Solomon Haarlock, monumento di pregio e ricco di dettagli architettonici meritevoli di essere visionati.
Brunch e Lixam si alzano e tornano verso di loro. Il guardsman ha un’espressione delusa in volto, ma cerca di tirarsi su con il pranzo, che viene servito dagli stessi adepti e da alcuni servitori.
Mordecai sorride alle parole di entusiasmo di Lanus Cysten, mentre Vetok, con un brivido, ricorda la sensazione sgradevole avuta leggendo sulle pareti aliene le epigrafi: “La Morte non è che una Porta” e “ Qui abitano i Figli del Reame”.
Il malfiano ha perfettamente ragione: sono un gruppo di eretici... Forse dei cultisti... E non c’è da fidarsene…

giovedì 23 maggio 2013

123 – IL MAUSOLEO

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day606.year816.Millenium41

Gli alloggiamenti per gli ospiti restano sopra il piano di servizio occupato dalla guarnigione e dagli adepti, distribuiti su diversi piani e svariati corridoi, lungo i quali il gruppo si sfilaccia: risulta difficile capire dove siano finiti gli altri partecipanti all’asta. Le camere intorno a quella dei quattro agenti risultano essere vuote, così come tutte quelle nel dedalo di passaggi attraversato fin lì.
Brunch borbotta sulla sanità mentale di chi ha disposto l’accoglienza per gli ospiti.
Dopo aver rinunciato a nascondere le armi nella stanza scarsamente arredata, ripercorrono con difficoltà la strada fino alla scala per il livello inferiore e lo spiazzo.
Vymer, il malfiano, è stato più rapido di loro nel trovare l’uscita, e li precede, diretto verso l'infermeria, in cerca di cure mediche per il compare.
Lo spiazzo è immenso: i rumori paiono ovattati dallo strato di cenere che cosparge l’intera isola e le colonne fumanti che si innalzano dai tre pinnacoli, tingono l’atmosfera di un surreale e diffuso chiarore.
Gli agenti avanzano verso l’edificio scuro, antistante l’ingresso, dalla parte opposta a dove si trovano loro. Nell’immenso complesso sembra non esserci anima viva, ma lungo il cammino Mordecai si sente osservato. Vetok e Lixam lanciano occhiate, ma non scorgono nessun movimento attraverso il sottile velo di cenere. Brunch avanza guardando dritto davanti a sé: nemmeno sugli altopiani vulcanici del lontano pianeta Kulth aveva visto una cosa simile.
La pietra nera è scolpita per tutta l’altezza e la lunghezza dell’edificio, che sui portali di ingresso reca un’iscrizione in High Gothic: “Qui giace Solomon Haarlock, il Mercante Corsaro e Principe delle stelle.”
Una voce aspra li sorprende alle spalle: “Che cosa vi conduce alla tomba del Maestro? Gli affari che vi interessano non giacciono qui… Sono altri i luoghi che vi sarà concesso profanare”
Una figura alta, avvolta nelle vesti nere della Gilda degli Affranti, si staglia sul vuoto della piazza: si appoggia ad un bastone e dal cappuccio se ne scorge la pelle avvizzita e pallida, gli occhi infossati e le lacrime nere tatuate sul volto.
La cenere vortica nel silenzio dell’aria. Dietro la figura tetra, lontano, dall’altro lato dello spiazzo, i quattro agenti scorgono i restanti ospiti muoversi avanti e indietro, entrare e uscire da una struttura dell'Adeptus Terra
“Andiamo…” Vetok non stacca gli occhi dalla spettrale apparizione, mentre i compagni la aggirano cautamente.
Camminano velocemente per alcune decine di metri, e quando il chierico si volta un’ultima volta scopre con costernazione che il custode dei segreti degli Haarlock è svanito nel nulla, un fiocco di cenere volato via.
Vymer sogghigna in modo strano quando i quattro agenti, finalmente raggiunto l’ingresso del refettorio, lo incrociano: “Quelle Facce di Morte non portano nulla di buono.”
Da dentro provengono diverse voci. Il malfiano entra nella sala insieme agli agenti, dandosi un’ultima occhiata alle spalle.

giovedì 16 maggio 2013

122 – ATTRAVERSO I CANCELLI

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day606.year816.Millenium41

«Sono l’ufficiale più anziano, il mio nome è Hiram Bland, umile servitore dell’Adeptus Terra. Mi è stato concesso l’onore di avere la supervisione dell’asta degli Haarlock. Sono grato di vedervi arrivare sani e salvi e in tempo per il ricevimento di questa sera», l’uomo mostra un sorriso affabile e prosegue: «Ora posso avere, per cortesia, i vostri inviti?»
L’adepto è un uomo di mezza età, dai capelli brizzolati, ben curato nell’aspetto: indossa una camicia bianca dal colletto inamidato e una cravatta nera sotto la veste ufficiale, e sbircia le loro credenziali da dietro occhiali dalle lenti a mezzaluna.
Dietro di lui un soldato della Guardia Planetaria osserva la scena con volto impassibile.
Hiram Bland consegna loro un data-slate contente una mappa semplificata del posto, recante le locazioni di interesse per l’asta e le stanze dove avrebbero alloggiato.
«Siete liberi di andare dove vi pare, tranne dove troverete la porta chiusa.» L’ufficiale si volta e indica l’ingresso con un gesto del braccio: «I cancelli principali restano sempre aperti. Fate attenzione a non perdervi nel complesso, è incredibilmente vasto e antico. Sentitevi liberi di chiedere aiuto ai miei o alla guarnigione di stanza qui: non siamo in molti, ma ci concentreremo nelle zone designate per l’evento. Ci sono altre persone, ovviamente… Gli strani preti nelle loro vesti nere, appartenenti alla Gilda degli Affranti: sono i custodi di questo posto e dei beni degli Haarlock.» L’adepto si scuote di dosso la cenere, segnalando la conclusione del benvenuto: «Comunque dubito otterrete la loro attenzione.» Riconsegnati loro gli inviti, si infila sotto le vesti il registro e, voltatosi, si avvia verso i bassi edifici antistanti i cancelli.
I quattro agenti, raccolti i pochi bagagli, si avviano dietro le orme degli altri passeggeri del Cygnan Martyr, già quasi ricoperte dal leggero e costante fioccare della cenere.
I Cancelli, enormi portali scolpiti da bassorilievi, si spalancano su un passaggio largo quanto una cattedrale, fiancheggiato ai lati da edifici e da una fila di statue di santi alte una ventina di metri, che reggono bracieri nei quali sibila magma vulcanico.
Lo spiazzo ovoidale che si apre oltre è delimitato dalle facciate delle strutture del complesso. Un edificio di pietra nera, sul quale la cenere non sembra fermarsi, spicca sul grigio uniforme delle restanti strutture, dalla parte opposta all’ingresso. Da lì le strutture sembrano arrampicarsi su gradoni scavati nella roccia vulcanica: la cupola di vetro e i tre pinnacoli visti dalla  cabina della nave dominano lo scenario.  
Avviandosi verso gli alloggi loro assegnati, scorgono alcune figure vestite di nero transitare nello spiazzo aperto: alcune di loro indossano maschere bianche, ma tutti portano lacrime nere tatuate sugli zigomi. Avvolte nelle loro vesti come in tetri sudari, scompaiono silenziosamente nei meandri del complesso.
Raggiunto il gruppo dei compagni di viaggio, i quattro si accodano, alla ricerca delle proprie stanze.
Vetok coglie uno spezzone di conversazione tra Lanus Cysten, il nobile studioso, e l’avvenente Octavia Nile: « …L’ufficiale mi ha detto che si svolgerà nel Giardino dei Santi Perduti, di cui io, purtroppo, non so nulla, se non che… »
Il chierico dà istintivamente a quella coincidenza un valore di presagio: la Gilda degli Affranti è composta di anime perdute. Dovremo stare attenti…

mercoledì 8 maggio 2013

121 – THE HOUSE OF DUST AND ASH

Settore Calixis – Solomon -
House of Dust and Ash day606.year816.Millenium41

Dopo la tempesta e l’attacco in volo finalmente la Cygnan Martyr, con solo un paio di ore di ritardo, arriva in vista dell’isola crematorio. Una immensa colonna di fumo nero si innalza nel cielo, come se una città intera stesse andando a fuoco. Man mano che il vascello si avvicina, i passeggeri incominciano a scorgere i dettagli del luogo: la bocca di un vulcano svetta a circa tre chilometri di altezza, ed è dominata da un complesso di strutture e cupole senza finestre, di un colore grigio-biancastro.
Forse a causa dell'angolo di visuale, per un momento sembra che le linee degli edifici, i picchi, le guglie, i crepacci, si fondano in un gioco di chiari e scuri che prendono una forma precisa, ricordando il medaglione che il loro maestro ha recuperato nella divisione Arastus. Tutti, tranne Lixam, avvertono come una fitta nel petto, che svanisce nel tempo di scambiarsi un'occhiata stupita.
La cupola centrale è sovrastata da tre immensi obelischi, tre pinnacoli di roccia che convogliano i fumi e le esalazioni vulcaniche in alto nel cielo.
«Signori, quel luogo ameno è la vostra destinazione.» Il signor Nahun passa dietro ai passeggeri assiepati davanti alle finestre, con un sorriso divertito in faccia.
La Cygnan Martyr attracca ad un ormeggio che ospita altre tre navi, a ridosso di alcuni fabbricati che sono stati palesemente edificati in tempi più recenti rispetto al complesso funerario.
Il capitano esce dalla cabina di comando per salutare i passeggeri.
Pare ovvio fin da subito che l’unico mezzo per abbandonare l’isola è proprio la nave che li ha portati fin lì.
Il signor Nahun aiuta a far scendere il malfiano ferito, mentre il gruppo si stringe intorno ad Elias Shaddrack. «Non so chi veramente siate, né quali affari vi portino in questo posto abbandonato, ma ho come l’impressione che non sia stata una vostra libera scelta», incomincia il capitano. «Comunque sia, mi avete aiutato a salvare la nave, e io sono un uomo che ripaga i favori ricevuti. Vi do un consiglio...»
Gli sguardi vengono attratti fuori da alcune figure che escono da un edificio e si avvicinano alla zona di ormeggio. 
Il capitano prosegue: «Si dice che questo posto sia una tomba, ma secondo me è qualcosa di più… Un posto per seppellire e dimenticare, una prigione per i morti. È antico e oscuro, e tutto il fuoco delle viscere di Solomon non basterebbe a scaldare i cuori di coloro che giacciono qui.» Il signor Nahun, scivolato al fianco del suo superiore, fa cenno di sì con la testa.
«La mia e le altre navi sono state noleggiate da quegli strani chierici vestiti a lutto per portare qui la gente per la loro asta, ma non hanno concordato il prezzo per riportarvi indietro.»
«Brrrr…», il signor Nahun mima un’espressione di terrore, ma ad una occhiataccia di Brunch si ricompone immediatamente.
«Io dovrò comunque aspettare il tempo di riparare questa vecchia bimba… Siate pronti per quando saremo in grado di volare: aspetterò quanto più possibile.»
La stretta di mano è forte, e pare trasmettere la sincerità d’animo di un uomo d’onore. Perfino l’espressione dello steward si fa seria mentre saluta i quattro, gli ultimi a scendere dalla Cygnan Martyr.
Il soffio d’aria che li accoglie porta turbini di fiocchi bianchicci, come se nevicasse. Vetok si spolvera la manica della giubba: «Cenere…»
Alzando lo sguardo i quattro agenti si accorgono che un velo grigiastro, quasi fosse un sudario, ricopre ogni cosa.

lunedì 6 maggio 2013

120 – ABBORDAGGIO!

Settore Calixis – Solomon -
Balemire Sea day605.year816.Millenium41

Le granate mettono fuori uso un mitragliatore, feriscono alcuni marinai e fanno esplodere due vetrate della sala, ma per il resto la nave resta integra. Gli assalitori sembrano, però, aver preso coraggio dal fatto di essere riusciti a graffiare lo scafo della Cygnan Martyr.
Le mitraglie sparano mentre il barcone vira: approssimatosi alla giusta distanza, scaglia ancora funi e sagole, mentre i marinai afferrano i taglierini laser per evitare di venire agganciati dai rampini.
«Preparatevi all’abbordaggio!», urla il signor Nahun.
Dai ponti della nave assaltatrice diverse figure si lanciano verso la Cygnan Martyr, scagliate da qualche sorta di meccanismo; mentre percorrono la distanza che divide i due vascelli appaiono come strani insetti: le loro armature non sono altro che lucide tute di protezione dagli ambienti acidi, sulle spalle portano strani zaini (che siano quelli gli artefici della loro propulsione?), vestono grossi occhiali tondi e grezze mascherine per la respirazione. Diversi mancano il bersaglio, continuando il salto verso il mare acido, centinaia di metri più sotto, ma i tonfi che si sentono indicano il corretto atterraggio dei più.
I passeggeri si dispongono in copertura dietro a poltrone e divani, tenendo d’occhio il lato di babordo, mentre diversi stridii metallici indicano che gli assalitori si stanno lasciando scivolare lungo lo scafo, dalla sommità ai ponti sottostanti. I primi a posare i piedi sulla balconata vengono respinti dai marinai, ma continuano ad arrivarne altri, insieme a rampini e granate.
I marinai incominciano a ritirarsi all’interno e finalmente i quattro agenti e i due malfiani possono aprire il fuoco: le vetrate esplodono in pezzi, e la balconata viene spazzata da una pioggia di proiettili.
Altri stridii metallici, altri assalitori. I vetri alle loro spalle esplodono quando cinque assalitori si intrufolano nella sala dal lato di tribordo, sparando all’impazzata per conquistare la posizione. Vola una granata in direzione del bancone del bar, dove Lixam e Quill si tengono al riparo: l’assassino rotola via come una scheggia, il malfiano è decisamente più lento, venendo scagliato con violenza, insieme all’esplosione di detriti, contro una paratia, dove si accascia, difficile dire se privo di conoscenza o di vita.
Brunch ignora una ferita alla tempia dovuta ad una scheggia e si lancia verso i nuovi arrivati, sfoderando la spada. Lixam copre Vymer, che striscia verso il compagno per sincerarsi delle sue condizioni, Mordecai e Vetok coprono la carica dei marinai sulla balconata di babordo.
Brunch urla come un indemoniato menando un fendente che stacca quasi di netto la gamba all’avversario e atterrendo gli altri al punto da farli arretrare verso le vetrate dalle quali sono entrati. Vetok si volta e si porta via un’altra vita con pochi e precisi tuoni di Hecutter, la sua fidata e potente pistola. Lixam, trovata la posizione giusta, fulmina teste da insetto una dopo l’altra con il fucile laser di precisione, talmente sicuro di se stesso da eliminare gli avversari in lotta corpo a corpo con i membri dell’equipaggio. Mordecai copre il signor Nahun che, continuando a sbraitare ordini, recide le funi che imprigionano il vascello.
Altri tonfi, altri assalitori… Elias Shaddrack cerca di liberare la Cygnan Martyr dalle grinfie del barcone fumante, scuotendola e virando, ma ormai la presa è salda.
Dal corridoio che dà accesso agli alloggiamenti sbucano le guardie del corpo e il segretario incappucciato di Octavia Nile: danno supporto sul fianco di babordo ai marinai, consentendo agli altri di ricaricare. I passeggeri, potendo così contare sui rinforzi, si riorganizzano e coprono con maggior facilità entrambe le fiancate. I tonfi si diradano, i pirati hanno perso l’iniziale entusiasmo. Nahun e i suoi uomini tagliano le ultime cime che li trattengono: la Cygna Martyr vibra lungo tutto lo scafo mentre vira e il cigolio ululante e il fumo scivolano via dalla vista e dall’udito.
Si contano i feriti e i danni: Quill non è messo bene, ma è vivo. Due marinai sono morti, un altro è disperso in mare, cinque sono feriti. Ci sono sopravvissuti anche fra gli assalitori: sono uomini disperati, le cui fattezze sono state orribilmente deturpate dall’ambiente acido in cui sono nati e vissuti: sono mutati. E come tali non meritano altro che il salto dalla passerella, su questo il capitano è inflessibile.

venerdì 3 maggio 2013

119 – LA DANZA DEL CAPITANO SHADDRACK

Settore Calixis – Solomon -
Balemire Sea day605.year816.Millenium41

«Signori, vi ringrazio per la collaborazione che sono certo che dimostrerete durante l’esercitazione rimanendo nelle vostre cabine.» Il capitano accompagna le parole con un gesto, come a spingere i passeggeri verso il fondo della sala.
«Capitano», incomincia Vetok, «saremmo lieti di poter… Assistere e anche partecipare all’esercitazione, per quanto possa essere pericoloso.»
Elias Shaddrack sorride, stringendo la mano al chierico: «Certo! Mi fareste comodo nel dare una mano qui in sala. Purtroppo è una scocciatura inevitabile.» Con la testa indica verso est, dove, da una decina di minuti, una puntino all’orizzonte continua ad avvicinarsi. Anche i due malfiani, fatto un cenno di assenso, decidono di rimanere a difesa della nave.
Il capitano prosegue: «Si tratta di disperati male in arnese, ma che hanno dalla loro la superiorità numerica. Cercherò di evitare il contatto il più a lungo possibile, ma l’unica possibilità è quella di resistere e respingerli. Cercheranno di non distruggere la Cygnan Martyr: è il bottino più prezioso.»
Il signor Nahun si intromette, concludendo il breve briefing dell’assalto preannunciato: «Signori, pistole grosse uguale ego smisurato, perciò non starò a dirvi cosa quando e come fare: usatele come meglio credete. Alle cime di abbordaggio penseranno gli uomini dell’equipaggio, più abituati a questo genere di scontri.»

Il puntino è diventato una skyship, di stazza maggiore rispetto alla Cygnan Martyr, ma decisamente messa peggio: lo scafo presenta diverse falle, i propulsori fumano vistosamente e lo stabilizzatore antigravitazionale anteriore funziona in maniera anomala, dando alla nave una bizzarra inclinazione verso poppa. Un cigolio ululante accompagna il volo del rottame degli assalitori, ora che la nave dista meno di un centinaio di metri.
«Granate!» Il signor Nauhn urla nel micro-bead collegato con il capitano, alla vista di una granulo di puntini sollevarsi dalla nave assaltatrice in un arco. La Cygnan Martyr si abbassa di quota e si porta sotto l’avversario, che in pochi attimi la riaffianca, scendendo di quota: pur versando in condizioni pietose il rottame sembra essere più veloce di loro, seppur meno maneggevole.
Elias Shaddrack rallenta, poi accelera, virando bruscamente e mettendo in condizione di tiro la fiancata di babordo. I mitragliatori ruggiscono, lo scafo sfrigola di scintille e due figure precipitano nel vuoto.
Un mormorio compiaciuto si alza nella sala, il signor Nahun si liscia la barba e uno dei marinai che comanda i mitragliatori sputa fuori bordo, forse in un gesto beneaugurante.
Il catorcio ulula e cigola mentre vira per rimettersi dietro alla preda, scarta di lato, la affianca ancora e sputa funi e rampini nel tentativo di abbordaggio. I mitragliatori riescono a piazzare poche raffiche, prima che il capitano disegni nuovamente una traiettoria elusiva: la Cygnan Martyr si inclina in picchiata, mentre le funi disegnano un arco sopra di lei; i rampini, ricadendo, non mordono altro che aria. La danza fra le due skyship continua. Dalla plancia comandi la voce di Elias Shaddrack rivela tutta l’eccitazione per il combattimento: «Se questo è tutto quello che sanno fare non ci graffieranno nemmeno lo scafo della nave!»
«Ay ay, capitano: granate!» Il signor Nauhn punta il dito verso l’alto, dove una nuova pioggia di ordigni esplosivi sta per investirli.

mercoledì 1 maggio 2013

118 – ESERCITAZIONI ALL’ALBA

Settore Calixis – Solomon -
Balemire Sea day605.year816.Millenium41

Il cielo sereno ad est ha incominciato a rischiararsi, mentre a occidente l’orizzonte e scuro, ribollente di strali e venti.
Il volo della Cygnam Martyr, ormai senza più turbolenze, consente un breve riposo ai passeggeri.
Lixam apre gli occhi, turbato da qualcosa: alcuni marinai trafficano sulla balconata di babordo, montano quello che sembra essere un mitragliatore pesante su un treppiede. L’assassino sveglia senza difficoltà Vetok nel momento in cui un altro gruppo di marinai emerge dalla scalinata del ponte inferiore, trasportando una pesante cassa, uguale a quella già fuori.
«Che succede?», chiede il chierico, riemergendo dallo stato di sonno profondo.
«La nave si sta armando», risponde Lixam, scrutando attraverso le vetrate l’orizzonte scuro che va schiarendosi in blu cobalto.
Mordecai e Brunch, i più provati dalle tribolazioni dovute al fortunale, giacciono ancora in uno stato più di incoscienza che di sonno. Lixam si alza, stirandosi, e fa due passi verso le porte che danno all’esterno, dove sono ormai pronti ad essere caricati due mitragliatori.
Il signor Nahun sembra comparire alle sue spalle dal nulla: «Ben svegliato, signore. La tempesta è filata via e ancora una volta potremo goderci all’aria aperta il mare senza che i suoi fiati acidi ci avvelenino.»
«Sì, pensavo anch’io di prendere una boccata d’aria», taglia corto Lixam. Poi prosegue, indicando gli uomini dell’equipaggio: «Cosa sta succedendo?»
«Normale esercitazione, signore: approfittiamo della quiete per mantenerci allenati. A questo proposito vi chiederei gentilmente di sgomberare la sala non appena terminata la colazione…», esclama lo steward, dirigendosi verso il bancone del bar, «che verrà servita tra qualche istante.»
Vetok esprime i propri dubbi attraverso uno scambio di occhiate con il compagno. Poi scuote il guardsman: meglio mangiare qualcosa prima di dover entrare in azione. Brunch borbotta e si sporge in avanti, trattenuto ancora una volta dalla cinghia del fucile. Poi si ridesta, tirandosi su e tenendosi la testa con le mani.
Il chierico fa per rivolgere l’attenzione allo psyker, ma si ritrova a fissarlo negli occhi non appena voltatosi: Mordecai si solleva dalla poltroncina con equilibrio ancora instabile, ma fatto qualche passo sembra riprendere il controllo.
«Servono la colazione, conviene buttar giù qualcosa», Lixam parla ai suoi, ma osserva Vymer che si avvicina al bancone, seguito da Quill: anche loro hanno passato la notte in sala osservazione, mentre non c’è traccia dell’abate e del suo seguito.
La voce della colazione servita arriva agli ospiti nelle cabine attraverso il leggero bussare dei marinai, l’aroma di recaff invade la sala e i mitragliatori installati diventano sei, tre per ciascuna balconata. Probabilmente ne erano stati posizionati anche al ponte inferiore.
Dopo la seconda tazza della bevanda calda e speziata, l’istinto di combattente e l’acuto spirito di osservazione di soldato si risvegliano in Brunch: «Quelli sono pezzi antifanteria… Ma i las cutter a cosa servono?»
«A tagliare le cime di abbordaggio di un’altra nave…», suggerisce Lixam.
«Merda! Sbrighiamoci a finire la colazione.» Brunch si impadronisce del vassoio di portata, servendosi una porzione in grado di chiudere la voragine che sente nello stomaco.