lunedì 25 marzo 2013

105 – RICHIAMO


Settore Calixis – 41 Pry Orbital Station day590.year816.Millenium41

Questa volta il messaggio è recapitato da un emissario dell’Adeptus Terra appena sbarcato, ed è contraddistinto dalla complicata chiave crittografica utilizzata dall’Inquisitore: comunica l’ordine di imbarco immediato sulla nave che ha fatto scalo.
I quattro compagni recuperano le loro poche cose e, dopo averle trasferite a bordo, si ritrovano sulla stazione, a sorseggiare svogliatamente dell’amasec, in attesa che la nave finisca le operazioni di rifornimento; nessuno è stato in grado di specificare la loro destinazione, né la indica il messaggio in codice: devono imbarcarsi e rimanere a disposizione per i successivi ordini. La nave è diretta a Dreah, un mondo fattoria la cui produzione serve a sfamare i mondi sovrappopolati del settore.
I quattro, consapevoli del fallimento della missione e tormentati dal pensiero di Osina Wren, libera e impunita, parlano poco.
Il tavolo a cui siedono affaccia su un’ampia vetrata panoramica, dalla quale è possibile vedere la nave classe Mundus Vecturae che li ha portati fin lì.
Brunch svuota il bicchiere e lo cala sul tavolino con forza: “Vi aspetto a bordo. Non sopporto più questo posto e la vista di quella dannata nave.”
Nessuno dice nulla. L’orgoglio ferito del guardsman conta un altro impunito, Jeidus, l’ufficiale di bordo del Gorgeus Hierophant.

Settore Calixis – 41 Pry Orbital Station day591.year816.Millenium41

La scia luminosa del vascello spaziale si fa sempre più lontana, quando una voce riporta alla realtà Jastilus Grendel: “Capo, l’uomo è qui.”
“Bene. Portatelo giù da me e tenetevi pronti: fra quattro ore si parte.” Per non tornare più. È giunta l’ora di abbandonare questo posto. Ora che quei cazzo di agenti della Coblast Assay se ne sono andati e prima che ne arrivino altri. Forse dovrei raccogliere informazioni al riguardo, anche solo per avere qualche arma in più da utilizzare contro Osina… Osina, maledetta puttana! In quelle quattro ore di incoscienza mi avrai portato in giro come un cagnolino, come quel Jeidus, e mi avrai chiesto con dolcezza dove tenessi il ghostfire pollen, pisciandoti addosso dal ridere mentre ti facevi su tutta la mia roba. Per poi sparire. Insieme allo zelante Phranz Dekko. Prima di buttarti nel vuoto ti farò fare la cagnolina ubbidiente con tutta la mia ciurma! Ti troverò: a te un capitano, a me un tecnomate in grado di riparare la nave della Skaen-Har Egemony.

Cedrick Dalbeck è seduto in mezzo agli uomini del vendicativo malvivente, tormentato dal fatto di stare per commettere il tradimento più grande di tutta la vita; la spilla che di solito gli adorna la giacca è nella tasca, perché non possa assistere al disonore. Suda, in preda ad una vera e propria palpitazione, al punto da saltare in piedi al palesarsi di Jastilus Grendel.
“Siamo pronti. Te lo chiedo per l’ultima volta, uomo: sei in grado di ripararla?”
”Sissignore. Prima di scomparire il capitano ha provveduto ad acquisire i materiali per la riparazione, grazie al credito che il Concordium…” La voce gli trema al solo nominare l’organizzazione, la grande famiglia. Poi tace.
Lo schiaffo del contrabbandiere lo coglie di sorpresa e lo spaventa: “Sarebbe più facile qui nella stazione, ma può essere riparata anche fuori, sì… La gente, però, non vi seguirà.”
”Tu ci indicherai chi ritieni indispensabile per rappezzarla e pilotarla. Loro rimarranno con la forza, se necessario. Chi non vuole venire può rimanere qui o gettarsi nel vuoto, per me è indifferente.”
“Ma la nave è in attracco, non può muoversi se prima…”
“La sganceremo grazie a delle cariche al plasma messe nei posti giusti: così ci metteremo meno tempo per le manovre di disormeggio e daremo qualcosa di cui occuparsi a tutta la gente che avrebbe da ridire sul furto di una nave. Fra poco meno di quattro ore sfrutteremo la nostra unica possibilità: ho controllato turni di pattugliamento e cambi di guardia, avremo circa dieci minuti per salire a bordo, impadronirci della nave e andarcene. Ora andiamo a piazzare le cariche.”

venerdì 22 marzo 2013

104 – PUNTO MORTO


Settore Calixis – 41 Pry Orbital Station day578.year816.Millenium41

Diverse voci, più o meno spontaneamente, hanno fatto il suo nome, lo hanno indicato come persona a conoscenza di tutte le vicende che, nel bene o nel male, riguardano quel cesso di stazione spaziale. Lui, spia e informatore, criminale e contrabbandiere, spacciatore e affarista, lui, Jastilus Grendel, è il loro uomo.
Non ci mettono molto a trovarlo: Jastilus li aspetta su uno degli ultimi ponti, insieme ad una decina di scagnozzi pronti con le armi in pugno. Sorride mentre si avvicinano, cercando di stemprare la rabbia dell’approccio: non c’è spazio per giochi o abili peripezie oratorie, si andrà direttamente al nocciolo della questione.

«Niente armi da sventolare in faccia, gente, se rimaniamo tutti…»
«Chi cazzo è quella donna?» Brunch avanza in mezzo ai compagni, fronteggiando il malvivente. Grendel valuta e soppesa i loro sguardi, poi, con un cenno della mano, segnala ai compagni messi male in arnese di allontanarsi.
«È conosciuta come Osina Wren.»

«E…?»

«E non ha mai fatto parte del mio giro. Bazzica in cose pericolose: è un’avventuriera e l’amante del capitano Kiq Cortez,  o perlomeno così si mormora…»

Lixam scivola al fianco del soldato: «Dove può essere scappata?»
«Sono partite diverse navi dopo il casino che avete fatto di sotto. E io non conosco i suoi contatti fuori da 41Pry…» L’assassino, mettendo le braccia conserte, copre alla vista delle guardie la pistola, che preme sulle costole dell’informatore reticente, incentivandolo al dialogo, «… Ma dentro 41Pry posso indicarvi con chi faceva affari: Althan Guir.»

«E sforzandoti un altro po’ che cosa puoi aggiungere?»
«Nulla di quanto può sapere quel mercante, uomo.”

Lixam si sposta, rinfoderando l’arma; Brunch resta qualche secondo ancora a fissare negli occhi l’interlocutore, poi segue gli altri tre.

Settore Calixis – 41 Pry Orbital Station day578.year816.Millenium41

«Tanto per commerciare, vorremmo parlare un po’!»
Il rumore di masserizie e stoviglie gettati in terra sveglia di soprassalto Althan Guir, che tutto subito non realizza. Il viso di Brunch infuriato non preannuncia un risveglio dolce, tanto meno un proseguimento di giornata lieto: il mercante latra richieste d’aiuto, strozzato dalla presa del guardsman, all’indirizzo delle guardie che giacciono incoscienti sul pavimento dell’ingresso.
Lixam ispeziona l’ambiente alla ricerca di eventuali apparecchiature e dispositivi di registrazione, cosa abbastanza comune quando si ha a che fare con affaristi senza scrupoli. Ne trova due, le disattiva e segnala il via libera a Brunch, che riprende a maltrattare l’atterrito prigioniero.
Althan Guir piange, urla, confessa, bofonchia, mostra a testimonianza di quel che dice i registri commerciali della propria attività: la nave di Cortez passa da 41Pry per commerciare in artefatti e oggetti xeno, armi e componenti modificati dall’heretek conosciuto come Metalus Xetha IV, insieme a Osina Wren, una tipa schizzata e crudele, a suo dire. Ma da lui si rifornisce solo dei beni necessari alla sopravvivenza nello spazio o sulle basi nascoste ai margini del settore; certo talvolta gli è capitato di fare da intermediario tra Cortez e gli acquirenti interessati a merci pericolose, ma non conosce nomi, né il nascondiglio di Cortez e della sua ciurma.
Conferma il fatto che la nave, strappata al comando del precedente capitano Torgadeen, abbia cambiato nome in Grand Ocean. Il prossimo arrivo è previsto non prima di tre mesi.
Dopo averlo minacciato ed essersi assicurati che il mercante pavido non riferisca a nessuno della loro amichevole chiacchierata, i quattro agenti se ne vanno di pessimo umore: la nave a cui davano la caccia è da qualche parte nello spazio e, ormai avvertita da Osina Wren, di certo non tornerà ad attraccare su 41Pry per un bel po’ di tempo.

mercoledì 20 marzo 2013

103 – MORSI A VUOTO


Settore Calixis – 41 Pry Orbital Station – day577.year816.Millenium41

Anche torturandolo il corriere non potrebbe fornire ulteriori informazioni: il messaggio è stato lasciato al centro servizi della stazione con l’ordine di recapitarlo ad una settimana di distanza; nessuno sa o si ricorda chi lo abbia lasciato.
Nonostante la frustrazione per non riuscire a scoprire chi abbia attentato alla loro vita, i quattro battono tutti gli angoli dove la gente si trova a bere: non si parlerà d’altro di quello che è successo al Livello 5 per un bel po’, e potrebbero venire fuori alcuni indizi dalle labbra dei più informati in merito.

Settore Calixis – 41 Pry Orbital Station – day579.year816.Millenium41

“Jastilus… Sei di nuovo qui?”
”Immagino che saprai che sono…”
”Sopravvissuti. Sì, lo so. E per questo che parto.”
Osina tiene in mano un guinzaglio, agganciato al collare di un uomo accucciato ai suoi piedi, come un cane, che indossa un cappuccio completamente chiuso di cuoio nero e lucido, dei semplici calzoni e sulla schiena porta evidenti segni di violenza e tortura.
“Te ne vai? E come? E lui… Questo qui chi è?”
La donna sorride, lo smeraldo dei suoi occhi fa luce.
“L’ufficiale di bordo Jeidus, fino a poco tempo fa in servizio sul Gorgeous Hierophant… È stata una fortuna per lui che io lo abbia trovato subito dopo essere sbarcato: ormai odiato dal suo capitano non avrebbe avuto dove andare, e sarebbe finito ammazzato, derubato e gettato in un condotto di ventilazione. Ora ubbidisce fedelmente alla padrona in cambio di protezione…”
Il contrabbandiere fa un passo indietro e impreca.
Cazzo, mi sa che quelle voci su di lei erano vere! Ha succhiato l’anima a questo povero diavolo… E sapeva già tutto molto prima che io le andassi a raccontare le voci raccolte in giro!
“Jastilus, perché mi guardi così? Ci saresti voluto essere tu al suo posto?”
La voce è dolce e calda, suadente e lusinghiera nonostante la promessa di sofferenza e schiavitù…
Per tutti i santi dell’impero: è una puttana del demonio!
L’uomo fa per fuggire, ma Osina è veloce nell’afferrarlo per un polso e bloccarlo sul posto. La sua voce ora è tagliente: “Qualunque cosa possa accadere da qui in avanti, Jastilus, tu non metterti mai contro di me… Potresti ancora renderti utile, sai?”
In mano alla donna compare un frustino, che cala con violenza sulla schiena dello schiavo: la sferzata è violenta, scioccante anche solo da udire. Il succube non emette suono, ma si inarca violentemente, tremando nell’accucciarsi.
“Ricordati, Jastilus: salvati l’anima e stammi fuori dai piedi.”
Sorride ancora, sapendo di aver vinto il confronto. Si avvicina per sussurrargli un addio: “Ora sai con chi te la sei fatta…”

Jastilus in verità non si ricorda nulla di quella notte: dal dolore del bacio al risveglio, circa quattro ore dopo insieme ad Osina, non ha memoria, solo un vuoto totale. Si ricorda però degli incubi delle notti successive.
”Che tu sia maledetta, lurida sgualdrina!”
La risata sprezzante di Osina Wren gli sarebbe riecheggiata negli incubi che da lì a poco sarebbero ricominciati.
Jastilus Grendel fugge dalla lasciva eretica, ringraziando di essere ancora vivo, tormentandosi per la paura di essersi reso immondo con lei senza nemmeno averne memoria, pregando per evitare il contagio dell’eresia.
Dopo aver corso lungo diversi condotti e aver superato alcuni comparti, il contrabbandiere si ferma per riprendere fiato e cercare di scacciare dalla mente le paure. Resta un problema da risolvere nell’immediato, restano i quattro pericolosi sopravissuti all’attentato che vanno in giro a fare domande, in cerca della loro vendetta.

lunedì 18 marzo 2013

102 – DEPRESSURIZZAZIONE!


Settore Calixis – 41 Pry Orbital Station day576.year816.Millenium41

Il vuoto dello spazio abbraccia l’interno dell’hangar, risucchia verso di sé polvere, detriti, rottami e li disperde all’esterno in un soffio rabbioso.
Una lamiera si libera scivolando sul pavimento, si alza volteggiando, colpisce Mordecai, che perde la presa e rotola verso lo squarcio, troppo lontano da Vetok, appeso ad un cavo, e da Brunch, che tende un braccio nel disperato tentativo di afferrarlo.
Lo psyker cozza contro la paratia, scivola verso il bordo frastagliato e in un attimo viene tirato nell’apertura. In un riflesso istintivo e disperato si aggrappa al metallo tagliente del bordo, e si tira dentro tanto da respirare un po’ d’aria. Il frastuono della depressurizzazione violenta e improvvisa copre lo scatto metallico e il sibilo sottile che provengono da un angolo del dock: il rampino di Lixam viene risucchiato fuori, poi il cavo, assicurato ad una trave portante della struttura, si tende e gli uncini mordono sull’esterno del bordo mezzo metro sopra Mordecai. Il flusso d’aria carico di polveri e pulviscolo acceca lo psyker, che però coglie il movimento, intuisce che la salvezza è vicina solo un altro piccolo sforzo.
Il boato del risucchio va smorzandosi, in sottofondo i segnali di allarme latrano costantemente il loro ululo, distorto nell’aria che va rarefacendosi in fretta.
Brunch aspira con forza un paio di volte e si sposta verso il cavo di acciaio, cercando di avvicinarsi il più possibile a Mordecai; Vetok è riuscito ad avanzare verso la camera di pressurizzazione, così come Lixam.
Il guardsman afferra lo psyker, che è allo stremo delle forze: il volto è cadaverico, gli occhi sono annebbiati e dalle mani ferite gocce rosso sangue piovono verso il vuoto, trasformandosi in aghi ghiacciati, sparati via più velocemente di proiettili. Brunch si sente bruciare muscoli e polmoni per la mancanza di ossigeno, ma continua a spingere avanti il compagno, fino a Lixam, che lo afferra e lo passa a Vetok, sulla soglia della porta stagna.
Ruzzolano tutti dentro, Vetok ha già attivato la chiusura e con un sibilo la paratia sigilla l’ambiente esposto al vuoto.
Mordecai boccheggia sul pavimento, non riesce a vedere nulla, sente solo un fischio e una cacofonia di altri suoni che, mescolati assieme, risultano in un rombo costante e unico. Poi, per lunghi momenti, è solo più silenzio, ovattato e confortevole.
“Mor… Svegliati, forza!”
“Trasciniamolo via di qui.”
Brunch e Vetok si fanno carico del compagno incosciente, Lixam è già qualche metro avanti, occhi aperti e orecchie tese, a cercare una via di fuga sicura dal Terzo Quadrante e dal Livello 5.
Mordecai riapre finalmente gli occhi nel momento in cui si riparano dietro ad una vasca di carico, ormai lontani dal Dock 16. Le sirene non smettono ancora di suonare, nonostante abbiano incrociato, senza farsi scorgere, diverse squadre di lavoratori intervenute per l’emergenza.
Vetok porge un pezzo di stoffa a Mordecai in modo che si possa fasciare. Lo psyker fa un respiro profondo e volta in su i palmi della mani, che incominciano a tremolare come miraggi in un deserto: il sangue viene riassorbito, e carne e pelle si rifondono insieme, come se non fossero mai state tagliate.

mercoledì 13 marzo 2013

101 – IL BACIO DELLA MORTE



Settore Calixis – 41 Pry Orbital Station – day576.year816.Millenium41

È giunta alla mia attenzione il vostro interesse per il vascello August Seas. Credo di potere esservi d’aiuto per il giusto prezzo.
Incontriamoci per le 13:00 al Dock 16B, Terzo Quadrante, Livello 5

Il messaggio è stato consegnato da un corriere interno della stazione spaziale a metà mattina.
Non avendo trovato altre piste da seguire se non i pochi indizi risalenti a qualche giorno prima, i quattro agenti decidono di presentarsi all’appuntamento.
Arrivati al Livello 5 scoprono che il Dock che cercano resta nella parte di quadrante distrutta da un incendio; da allora gli hangar sono rimasti vuoti, e sono ormai considerati terra di nessuno. L’idea che si sono fatti dello stato di abbandono del posto è abbastanza corretta, così come l’impressione che possa essere un buon posto per un’imboscata. Armi in pugno entrano nell’hangar attraverso la camera di pressurizzazione, ritrovandosi in un ambiente vasto e ingombro di detriti e relitti metallici. Cavi e catene pendono dagli scheletri dei carroponti e dalle gru di carico, linee nere incerte nella scarsa luce che filtra dalle finestre: il dock affaccia sullo spazio profondo, e solo qualche lampeggiante di segnalazione della stazione illumina l’ambiente.
Mancano pochi minuti all’ora dell’appuntamento. I quattro si aggirano guardinghi, scrutando fra detriti e rottami, in cerca di possibili coperture e nascondigli, ma risulta evidente che l’unico fattore che possono utilizzare a proprio vantaggio per un’azione a sorpresa è la fitta penombra che pervade il luogo. Scariche elettriche e scintille sprizzano a intervalli irregolari dai cavi che penzolano dall’alto, e ogni tanto qualche lontano eco metallico giunge fino a loro.
“Aspettiamo…?”
Lixam fa un cenno verso la porta, l’unica via di accesso presente, e va a porsi in un angolo, accucciato dietro ad alcuni barili metallici arrugginiti: la sua tuta Synskin lo rende pressoché invisibile quando resta immobile; gli altri tre cercano copertura, coprendo un arco intorno al portello d’ingresso.
I secondi passano senza che accada nulla.
Il trillo di un vox-bead interrompe il silenzio: proviene da qualche parte fra i detriti, verso le imponenti vetrate che servono per il controllo a vista dei veicoli in attracco.
Brunch è il più vicino al suono: scostando con i piedi le macerie ricerca l’origine del suono, Vetok e Mordecai si avvicinano, senza perdere di vista l’ingresso. Lixam si è ormai fuso nelle ombre dell’angolo nel quale aspetta pazientemente.
Il guardsman raccoglie il micro-bead, scambia un’occhiata con Vetok e attiva la comunicazione: una voce femminile, suadente e calda si propaga nel dock.
“Finalmente… Pensavo non avreste più risposto. Ho delle informazioni per voi, ma vi costeranno caro… Vi costeranno la vita.”
La comunicazione si interrompe, non prima che il suono di un bacio risuoni in un’eco surreale…
Poi un lampo di luce illumina a giorno i quattro agenti, seguito subito da un boato e dal fragore del risucchio d’aria attraverso il foro della paratia esterna.
Brunch mulina le braccia per non cadere all’indietro, Vetok si afferra ad un cavo che pende dal soffitto, Mordecai e Lixam si afferrano a detriti e macerie per terra, mentre si sentono trascinare verso lo squarcio, verso il bacio della morte.

domenica 10 marzo 2013

100 – OSINA WREN


Settore Calixis – 41 Pry Orbital Station – day568.year816.Millenium41

“Jastilus, che piacere. Hai finalmente deciso di mettere la testa fuori dal guscio?”
La sua voce è come il miele dolce e piccante di Cyrus Vulpa, e il suo sorriso taglia come una lama. Lei è il braccio destro del capitano Cortez, forse anche la sua donna. Questo pensiero non fa altro che accrescere l’eccitazione che gli scalda il sangue.
Ma è una da trattare con i guanti, una davvero pericolosa. Si mormora che abbia stretto un patto con qualche entità demoniaca, e che prosciughi la vita dei suoi amanti.
Palle! E che Drusus mi fulmini a farmela mai con una lurida indemoniata.
La donna si alza dalla sedia con una mossa agile e avanza verso l’ospite. Gli appoggia una mano sulla spalla e gli gira intorno, lentamente: porta anfibi militari alti fino sotto al ginocchio, fitti di fibbie metalliche. La tuta Synskin che indossa aderisce perfettamente alle sue forme, ne delinea la silhouette in maniera sensuale, come una seconda pelle. Ai fianchi le stanno aggrappati due cinturoni, che incrociandosi sopra la zona pubica, bilanciano il peso di una lama e di una pistola. Porta una giacca, aperta, che non fa che esaltarne le forme, e un cappello militare, calato sul viso, a nascondere gli occhi freddi e chiari.
“Jastilus…” È un sussurro che fa venire la pelle d’oca al contrabbandiere.
“Sei venuto perché avevi piacere di vedermi…? O hai delle importanti notizie da darmi?”
L’uomo si sforza di non balbettare e assume un tono di voce virile: “Per entrambe le ragioni, Osina. Sai che sei sempre nei miei pensieri!”
“E sai anche che mi annoio, Jastilus? Non succede mai niente qui…”
Sta giocando, la puttanella… Senti come miagola e mi lusinga per capire che cosa so.
Osina Wren si risiede, accavalla le gambe con movimenti lenti e posati. Osserva, da sotto la tesa del cappello, l’uomo che nervosamente si versa da bere dell’amasec, senza smettere di lanciarle occhiate nervose e compiacenti al tempo stesso.
“Da quanto sei su questa stazione? Forse da più tempo di me… E ad aspettare che cosa? L’occasione della vita? Come io aspetto il capitano Cortez? Versami da bere e vieni qui, Jastilus, facciamo un brindisi.”
”E a che cosa vogliamo brindare, Osina?”
“Alla fortuna di poter presto avere tra le nostre fila il capitano Phranz Dekko, cacciato e in fuga dal sistema di potere e ricchezza del Commercia. Noi gli ridaremo la libertà, nuove navi da comandare, e un futuro di soddisfazioni e rivincite.”
Il malvivente si avvicina alla poltrona, sorridendo e facendo finta di nulla.
La donna si alza, prende il calice, si pone di fronte a lui, gli si stringe contro; incrociano i bicchieri, incrociano lo sguardo: Jastilus si trova ammaliato dal verde smeraldo degli occhi di Osina, troppo saggi e antichi per l’età che dimostra.
Lei profuma di cuoio e di un aroma dolce: il suo respiro, la sua bocca profumano… Ne sente la mano sul petto, mentre le cinge le spalle, e poi scivola lungo la schiena.
I calici si toccano, tintinnano, si versano. E le voci sono solo più sussurrate.
“Anche tu credi che io danni l’anima degli uomini con cui sto?”
Le labbra sono ad un soffio di distanza, lui la tiene stretta a sé.
“Ti danneresti l’anima per un bacio, Jastilus? Uno solo…”
I due amanti si sfiorano. Si uniscono.
Jastilus Grendel avverte un brivido incontrollabile e doloroso lungo la spina dorsale e una puntura sulla nuca. Le labbra di lei si staccano e si stirano in un sorriso divertito.
“È davvero una fortuna che sia venuto tu e non sia stata io a doverti venire a cercare, sai? Adesso, da bravo, dimmi tutto quello che sai su quei quattro… Quelli che sono venuti dal pianeta e mi stanno dietro, Jastilus.”

giovedì 7 marzo 2013

99 – 41 PRY


Settore Calixis – 41 Pry Orbital Station – day543.year816.Millenium41

La stazione orbitante 41 Pry appare infine alla vista: la strumentazione ne traccia l’orbita intorno alla gigante gassosa dalla quale prende il nome, stabilisce una rotta di attracco, ne rileva le comunicazioni radio, invia una richiesta di sbarco, comunica le avarie di bordo. Dopo pochi minuti giunge l’autorizzazione all’attracco.
I venti giorni di navigazione a velocità subluminale sono stati noiosi e angoscianti: i membri dell’equipaggio e i passeggeri impazziti a causa dell’orrorifica esperienza sono stati confinati nelle cabine più isolate, ma le urla, le risate e i balbettii folli risuonano nei corridoi. I morti sono stati abbandonati al buio del cosmo, secondo la tradizione perpetrata da millenni dai viaggiatori dello spazio. Il capitano, rifiutato ogni contatto con i quattro agenti della Coblast Assay, è rimasto chiuso nella propria cabina o in plancia comandi per tutta la durata del viaggio.
La stazione presenta diverse zone buie, forse abbandonate, e altre che fervono dell’attività di carico e scarico di vascelli e navi spaziali. Qua e là sbuffi e nuvole di gas punteggiano la struttura, perdite di ossigeno che ne testimoniano lo stato di abbandono e deterioramento. Circa un’ora dopo l’avvistamento, la nave comandata da Phranz Dekko finalmente attracca, e i quattro agenti si mescolano nell’hangar di arrivo con i poco raccomandabili frequentatori di 41 Pry: mercanti, pirati, trafficanti di armi e droghe, contrabbandieri, ricercati e fuggitivi, sbandati di ogni genere.
Brunch, ancora arrabbiato per l’accusa rivolta loro dall’ufficiale Jeidus, si ripromette di tenere bene a mente l’accaduto: se mai avesse rincontrato sul proprio cammino il Gorgeus Hierophant e il capitano Dekko si sarebbe preso una giusta vendetta!


Dopo aver trovato una sistemazione decente, i quattro si mettono finalmente al lavoro, in cerca di una pista che da mesi ormai va raffreddandosi. Secutor Magnus, indagando sulla provenienza dell’accumulatore di energia laser e dell’ascia, era risalito alle forge dei Mondi di Lathes, e da lì al vascello August Seas che, dopo aver riempito le stive, aveva fatto rotta verso Malfi, senza però mai giungervi. La nave era partita dal sistema di Lathes quattro anni prima e non era più stata vista, se non da una nave imperiale classe Destroyer due anni prima, proprio nei pressi di 41 Pry: il misterioso cargo era però riuscito a saltare nel warp prima che potesse essere intercettato.
Dopo una settimana di indagini le informazioni raccolte sono davvero poche: oltre agli ultimi movimenti del vascello, ormai risalenti a parecchio tempo prima, i quattro vengono a sapere il nome del capitano della nave, tale Lupa Torgadeen.
Sui registri ufficiali della stazione non compare traccia della nave negli ultimi quattro anni, solo alcune note relative ad un periodo antecedente: nelle sue stive risultavano esserci prodotti alimentari e cisterne di promethium e ossigeno.
In una sera come un’altra, pagando da bere agli stivatori e ai facinorosi presenti per raccogliere qualche informazione, vengono a sapere che la nave che cercano ha cambiato nome, e anche capitano: due anni prima, nello stesso periodo in cui era sfuggita ai controlli imperiali, aveva attraccato sotto il nome di Grand Ocean, e al comando risultava esserci il capitano Kiq Cortez. Non riuscendo ad ottenere maggiori indizi, si ritirano nelle loro stanze, rinfrancati dall’idea di aver finalmente trovato la pista giusta. Non immaginano di essere osservati e seguiti negli sviluppi della loro indagine da un uomo che ha fatto della stazione 41 Pry la propria tana.


“Hai sussurrato nelle loro orecchie quello che ti ho detto?”
”Sissignore! Esattamente quello che mi ha detto di dire.”
”Bravo. Ricordati che si può rimanere zitti da vivi o da morti: sta a te scegliere.”
Un centinaio di troni passano dalle mani di Jastilus Grendel ad uno dei tanti compiacenti lavoratori della stazione.
Soldi ben spesi: prima Phranz Dekko in fuga dal Concordium e dalla sua condanna e poi i quattro misteriosi passeggeri che tanto gli hanno dato da pensare. E non hai visto male, caro Phranz, dato che si sono messi con insistenza sulle tracce di Cortez e della sua nave. La cosa si fa sempre più interessante. È tempo di vendere queste preziose informazioni a chi di dovere…

martedì 5 marzo 2013

98 – TORMENTI DEL CAPITANO


Settore Calixis – Mundus Vecturae Gorgeous Hierophant – Warp Route day480.year816.Millenium41

Il capitano difende la nave insieme a un pugno di uomini, i più coraggiosi. Tre posseduti e un globo avanzano, bramano il sangue e la carne dei vivi. Presi alle spalle cadono a terra, spegnendosi dell’energia che li anima; anche l’ultimo globo si dissolve: l’incubo sembra volgere al termine.
Phranz Dekko, ex comandante di flotta della Skaelen-Har Egemony e ora capitano del Gorgeous Hierophant li ringrazia, inquadrandoli con poche occhiate per gente avvezza ai pericoli, professionisti, mercenari o specialisti appartenenti a chissà quale gruppo o organizzazione.
Gli allarmi risuonano ancora per tutta la nave, e Dekko si allontana verso la sala macchine e la plancia di comando.

Il marinaio incontrato nella cabina del capitano si avvicina, e viscidamente, chiede di dividere ciò che hanno trovato tra i beni del comandante. Brunch sbotta e agita i pugni per l'infamia e i tre compagni lo devono tenere a forza per evitare che aggredisca il meschino individuo.

Settore Calixis – Mundus Vecturae Gorgeous Hierophant – Warp Route day481.year816.Millenium41

Phranz Dekko è nella sua cabina, solo.
Non è stato un incidente.
Si versa da bere e si siede.
Aveva avvertito delle vibrazioni anomale fin da quando erano entrati nel warp. Poco prima dell’incidente aveva voluto controllare il Gellar Field: sembrava instabile. E anche la connessione con i motori Proteus presentava anomalie. L’ufficiale Dalbek, chiamato ad ispezionare l’irregolarità, aveva confermato le sue supposizioni, e rimappato le connessioni per il sistema di sicurezza dei motori warp. Il tecnomate aveva appena terminato, quando il campo di contenimento Gellar era esploso. E proprio grazie all’intervento di Dalbek i motori Proteus erano entrati in blocco, altrimenti avrebbero continuato a spingere il vascello nella dimensione dell’Immaterium, senza più la protezione del Gellar Field; E poi l’esplosione, e quei dannati demoni, e le urla, e le voci del warp… Un terzo degli uomini dell’equipaggio erano morti, o erano stati ridotti a gusci vuoti senza più volontà o ragione… 

Non è stato un incidente.
Una nave classe Mundus Vecturae, una goccia paragonata all’immenso oceano della flotta della Hegemony, è sacrificabile se il vantaggio è quello di liberarsi di un personaggio scomodo, che ha dato prova di non essere in grado di uniformarsi ai comandamenti del Concordium.
E quei quattro agenti della Coblast Assay, imbarcati all’ultimo momento… è stata solo una coincidenza?
Li aveva ringraziati per l’aiuto fornito contro i demoni, lo aveva fatto a denti stretti, aveva dovuto difendere quel viscido guardiamarina Jeidus, e ignorare l’infamante accusa di saccheggio nei confronti di quei quattro che avevano rischiato la propria incolumità per salvare la situazione; aveva dovuto far buon viso a cattivo gioco solo per non inimicarsi l’equipaggio, la gente, la comunità che inevitabilmente avrebbe condiviso e accettato il destino che lui avrebbe scelto per tutti loro
Il Gorgeus Hierophant era riemerso nello spazio reale non molto distante da 41 Pry, ma non poteva più saltare nel warp: ci sarebbero voluti una ventina di giorni a velocità subliminale per raggiungere la stazione spaziale. E quando sarebbero arrivati la Skaen-Har Egemony avrebbe saputo del fallito attentato nei suoi confronti. E lui avrebbe dovuto prendere una decisione.
Era ancora vivo, inviso allo stesso potere al quale aveva dedicato una vita intera: avrebbe potuto abbandonare tutto, riarmare la nave e scomparire nel nulla, verso le Stelle di Halo, che brillavano di opportunità e pericoli, che erano rifugio sicuro di tutti coloro che, per un motivo o per un altro, dovevano nascondersi dall’Impero e dalle sue leggi.
Si sarebbe messo in contatto con Jastilus Grendel. Lui era l’uomo che avrebbe fatto al caso suo.

venerdì 1 marzo 2013

97 – VERSO PRUA


Settore Calixis – Mundus Vecturae Gorgeous Hierophant – Warp Route day480.year816.Millenium41

Vetok e Brunch scendono verso il ponte di corridoio, dove è alloggiata la sala macchine e da cui si accede alle stive. Incontrano alcuni passeggeri terrorizzati e smarriti, e ordinano loro di rimanere nelle cabine.
Diversi cadaveri tormentati dall’influsso demoniaco punteggiano i corridoi e i ponti: i due li aggirano, cercano di avvicinarsi il meno possibile, temendo che li possano artigliare da terra.
La sala macchine è ancora invasa da un fumo acre che gli aspiratori faticano ad eliminare. Due ufficiali trafficano su diverse apparecchiature, mentre allarmi e sirena continuano a lanciare il loro avvertimento. Un terzo fa la guardia, per evitare sorprese e imboscate; alla vista dei due agenti sgrana gli occhi e punta loro addosso l’arma, con mani tremanti.
“Ehi, calma… Siamo passeggeri, eravamo in plancia comando poco fa.”
Uno dei due uomini impegnati nelle riparazioni solleva lo sguardo: il volto è sporco di sangue per una profonda ferita alla testa, e la divisa è squarciata in più punti.
“Sono l’ufficiale tecnomate Cedrick Dalbeck… Al momento sono l’ufficiale di più alto grado e quindi a comando della nave… Il capitano è stato visto l’ultima volta nelle stive, su questo ponte, verso prua… Se è vivo, come spero, avrà bisogno di aiuto.”
Uno spruzzo di scintille seguito da una fiammata si scatena dal macchinario al quale sta lavorando il compagno, e l’ufficiale rivolge l’attenzione, imprecando, al principio di incendio.
Vetok e Brunch superano il compartimento ingombro di propulsori e machinari, scavalcando cadaveri, condutture e cavi di alimentazione tranciati, che si contorcono in terra emettendo scariche di energia.
“Stiamo procedendo verso prua. Siamo nelle stive. Il capitano deve essere qui da qualche parte.”
La voce di Mordecai risponde, intercalata a forti scariche elettrostatiche, attraverso l’auricolare del vox-bead: “Ricevuto… Trovato… cabina del capitano… Data-slate inutilizzabile… Un marinaio sopravvissuto…” La comunicazione cade. Il guardsman dà di gomito al compagno, indicando davanti a sé un globo demoniaco fluttuare in mezzo a gru di carico e cisterne. Vetok annuisce, sfoderando l’Hecuter, mentre Brunch scivola al riparo di una vasca di accumulo, in modo da avere una seconda linea di tiro pulita sul bersaglio.

Il dataslate trovato tra gli oggetti personali del capitano è criptato, e a nulla sono valsi i tentativi di Lixam per penetrarne il codice di accesso. Un marinaio butta la testa dentro la cabina, e prima di poter spiccicare parola si trova il puntatore rosso del mirino laser dell’assassino al centro della fronte: “Stiamo cercando il capitano, sai dov’è?”
Si muovono di corsa lungo corridoi e ponti, attraverso paratie e passerelle. Vetok li contatta attraverso il vox-bead, la comunicazione è disturbata, ma Mordecai riesce a capire che li aspettano al ponte di corridoio, nei pressi della sala macchine. Il marinaio annuisce in segno di assenso e continua a guidarli verso i ponti inferiori, in cerca del capitano.

L’araldo di Tzeentch si dissolve in un ribollire di fumo e sostanza fatta di Immaterium senza che gli venga sparato nemmeno un colpo: Mor aveva ragione, le presenze demoniache si stanno facendo più deboli man mano che il tempo passa.
Un rumore di passi affrettati nel corridoio alle loro spalle indica l’arrivo dei compagni.
“Verso prua. Fai strada, marinaio.”
I cinque riprendono a correre lungo le passerelle delle stive, costeggiando container e serbatoi. Più avanti incominciano a risuonare colpi di arma da fuoco e urla. Il membro dell’equipaggio che li guida esita, titubante, mentre i quattro lo superano, pronti ad affrontare lo scontro.