mercoledì 27 febbraio 2013

96 – PONTE DI COMANDO


Settore Calixis – Mundus Vecturae Gorgeous Hierophant – Warp Route day 480.year816.Millenium41

“Tenente comandante Hansteen…” La voce chiama, facendo una pausa tra un nome e l’altro, “Ufficiale di Ponte Mostoller… Guardiamarina Gebri, Jingst…”
Brunch, con dita ancora doloranti, pigia il pulsante del comunicatore: “Sono tutti morti… Tutti!”
”Anche il navigatore…? Che io sia maledetto!”
Senza navigatore non ci si può orientare nell’Immaterium, senza il navigatore la nave diventa un rottame metallico abbandonato nel cosmo. La voce prosegue: “Chi parla? Identificatevi, o…”
”Faccio parte del gruppo della Coblast Assay che avete caricato a Sibellus… Ehi, che cazzo sta succedendo? Dov’è il capitano?”
”Il Gellar Field ci ha lasciato. E anche i motori warp. Il sistema primario è fuori uso e, al momento, non possiamo calcolare la nostra posizione.”
“E chi pilota la nave, allora?!”
”Nessuno… Qui siamo rimasti solo in tre, e tutti feriti; il capitano era in sala macchine con noi: li abbiamo respinti… Credo che lui stia ancora dando la caccia a quelle… A quelle…”
“Merda!” Brunch interrompe il contatto e tira un pugno sulla consolle, pentendosene immediatamente a causa delle fitte di dolore provate. Il suo pugno, però, disattiva lo schermo di protezione del ponte comandi, che impedisce la vista del warp e di tutto ciò che lo popola durante l’attraversamento, e che, scorrendo dall’alto verso il basso, scopre al gruppo la vista del vuoto punteggiato di stelle in cui la nave va alla deriva, senza controllo. Li coglie un profondo senso di impotenza alla vista dell’immensità che li circonda, che li inghiottirà per sempre se non riusciranno a riattivare i motori warp e a orientarsi verso un pianeta conosciuto.
“Era sotto in sala macchine, e ora sta dando la caccia ai demoni. Dividiamoci: io e Brunch cerchiamo la sala macchine di sotto, voi due continuate a cercare su questi ponti.”
Vetok si volta e trova l’assenso di Brunch, che apre e chiude continuamente le dita della mano destra, brontolando.
Escono di nuovo in corridoio, chierico e guardsman svoltano a sinistra per tornare alle scale, assassino e psyker proseguono a destra, verso il successivo blocco di cabine.
Mordecai segue il compagno, che agile e sicuro, controlla ogni intersezione del corridoio, in modo da evitare brutte sorprese. Uscendo dalla sala di controllo, tra i cadaveri a terra, gli è sembrato di aver visto il volto del navigatore, e il suo terzo occhio, spalancato sulla fronte pallida…
E quella fiamma azzurra che mi è sembrato balenasse un attimo prima che distogliessi la sguardo? Suggestione… Sicuramente è stata solo suggestione…

lunedì 25 febbraio 2013

95 – BE FIRED INTO YE HEART…


Settore Calixis – Mundus Vecturae Gorgeous Hierophant – Warp Route day 480.year816.Millenium41

“BRUNCH!”
Lixam è sgomento per l’errore compiuto e per le conseguenze disastrose che sembra aver sortito.
Le porte dietro di lui si aprono all’improvviso, e l’assassino, grazie all’intervento di Mordecai, riese a compiere una capriola in avanti, portandosi fuori tiro dai pugni che ardono dell’empia fiamma. Da terra mira ancora verso l’araldo, cercando di respingere la mostruosità che minaccia il compagno inerme.
Il guardsman impreca, rotolandosi di lato, mentre un’altra scarica laser lo sorvola.
”Maledizione! Ma che cazzo…” Con un colpo di spada trancia di netto l’artiglio che stava per assalirlo, e che sublima immediatamente in fumo.
E se la mia Fera possedesse qualche potere contro queste creature?
Il pensiero gli dà forza: l’importante non è ciò in cui si crede, ma è credere! E il credo imperiale è ben raffigurato dal chierico che infila un caricatore nuovo nell’arma, mormorando frasi votive e maledizioni all’indirizzo di Tzeentch e di tutte le sue manifestazioni.

I marinai, presi su due fianchi, si danno alla fuga, urtandosi mentre cercano di sparare alla figura sbucata dalla plancia comandi: Mordecai è costretto a saltare indietro per evitare il fuoco amico. Lixam, ancora a terra, rivolge il fucile verso il posseduto e lo centra in pieno petto, ributtandolo dentro la cabina; lo psyker è pronto a balzargli dietro per finirlo.

Brunch, arrivato sotto alla cosa come promesso, impugna la spada con due mani e mena un violento fendente dal basso verso l’alto: Fera attraversa la massa turbinosa di vapori e Immaterium senza quasi incontrare resistenza, e un dolore terribile assale il guardsman, a partire dalle mani, salendo lungo le braccia, fino alle spalle: uno strato di ghiaccio ricopre la lama e le sue mani si sono praticamente incollate all’elsa.
Un tentacolo saetta verso il suo viso, e Brunch riesce ad evitarlo, sbilanciandosi: è costretto a rotolarsi senza poter mollare la presa dalla spada. Non fa in tempo a rimettersi in piedi che l’Hecuter di Vetok intona il suo canto di guerra, e l’araldo di Tzeentch sublima in vapore e fumo, emettendo raccapriccianti gorgoglii e sibili.
 
Dei marinai fuggiti poco prima disordinatamente si odono urla spaventate provenire da un punto imprecisato più avanti, poi i colpi delle loro armi intervallano le urla concitate del combattimento. A terra, inebetito e sbavante, resta l’uomo la cui volontà è stata spezzata dagli eventi orrorifici.
”Cosa ne facciamo di lui?”
L’assassino guarda il chierico, mentre Brunch si avvicina con in viso un’espressione sofferente.
“Se lo lasciamo qui lo prenderanno…”
Vetok rimane in silenzio: Be fired into ye heart of a sun lest heresies spread even unto death…
Gli vengono in mente versi tratti dal Libro delle Prove, il testo che ha studiato durante il periodo al quartiere generale della Coblast Assay, nel distretto Mokabi, per conseguire l’investitura a Witch Hunter.
Quale colpa può avere un uomo gettato in questo inferno?
”Psyker, quanto sono forti queste manifestazioni?”
”Siamo fuori dal warp, non possono resistere a lungo, a meno che non si impossessino della ciurma, dei passeggeri… Di noi…”
”Correremo il rischio di lasciarlo in vita: quantomeno ha cercato di combattere prima di soccombere alla follia.”
Vetok lo afferra per la collottola, trascinandolo dentro la sala comandi. Gli altri lo seguono, osservando il massacro di corpi riversi a terra. Da fuori i rumori della battagli sembrano allontanarsi.
Il comunicatore della consolle comandi gracchia un paio di volte, riportando una voce metallica che chiama a rapporto gli ufficiali di bordo.
“La sala macchine: forse il capitano è lì!”

giovedì 21 febbraio 2013

94 – TOO QUICK FOR GROAN OR SIGH

Settore Calixis – Mundus Vecturae Gorgeous Hierophant – Warp Route day 480.year816.Millenium41

Troppo veloce per permettere un lamento o perfino un fiato, il tentacolo colpisce in volto un marinaio e si ritira, dissolvendosi e liberando nell’aria una voluta di fumo che, pigra, si curva verso l’alto.
Un brivido scuote l’uomo, la bocca si spalanca, nel tentativo tardivo di manifestare l’agonia della morte, ma ne escono solo silenzio e fiamme di metallo azzurro, così come dagli occhi e dalle mani che si chiudono in pugni.

Brunch sfodera la lama donatagli dall’Inquisitore e avanza, nonostante si senta la bocca impastata e lo stomaco chiuso, nel tentativo di arrestare l’orrore vorticante. Rotea la spada, pronto a staccare di netto tutto ciò che gli potrà piombare addosso, tentacoli, arti tormentati da squame e scaglie, ributtanti per le bolle schiumose di materia organica.
Ti arrivo sotto… Poi mi potrai anche inghiottire, ma io ti arrivo sotto, maledizione!

 
“We are Your warriors and we are servants to Thee! Death to the filth, the demon, the heretic!” Vetok riversa proiettili benedetti dai versi delle preghiere nel turbinare dell’Immaterium, traendo forza dalla propria voce e dai boati dei proiettili esplosi.
Lixam lascia cadere il taglierino nel momento stesso in cui la circuitazione salta: con un greve clangore metallico, una sottile linea compare tra le lastre di plasteel che formano la chiusura stagna della paratia.
I marinai balzano indietro, spinti da un’onda di paura che blocca il respiro e gela loro il sangue, aprendo il fuoco contro lo sventurato compagno, in una caotica esplosione di fiamme.
Mordecai nota un movimento, forse una luce, attraverso la stretta fessura della porta. È facile per lui evocare il potere sulla nave nella quale l’eco del passaggio nella dimensione warp risuona ancora violento, facile come immergersi nella corrente di un fiume: chiude gli occhi, concentra la propria volontà e la direziona al di là della paratia, dove, riemergendo nella realtà, può osservare la cabina di comando e un posseduto che spinge contro la porta, ne artiglia i battenti, nel tentativo di spalancarla. Diversi corpi sono riversi a terra, e la consolle dei comandi lampeggia di segnali di allarme e spie. La luce è troppo fioca per permettere allo psyker di stabilire se fra i cadaveri vi possa essere anche quello del capitano del vascello… Ad un tratto la coscienza di Mordecai viene risucchiata via dalla scena, rifluendo nel corpo, man mano che i polmoni compiono una profonda espirazione; l’agente Moloch riapre gli occhi e compie un respiro, riconnettendosi alla realtà; poi si dirige, estraendo la spada, verso la minaccia che aspetta di sorprenderli sul fianco.
Lixam punta il centro del globo demoniaco, cerca il centro di un’iride porpora che si è appena delineate nel fumo liquido, ne mira la pupilla scura e, con i polmoni svuotati, tira il grilletto nello stesso momento in cui un marinaio fa un passo indietro, agitando una manica che sta andando a fuoco, e lo colpisce su una spalla.
L’urto accidentale sposta la canna del lasgun di qualche grado soltanto, spostamento sufficiente però per colpire un altro bersaglio: Brunch viene avvolto da una vampata di energia e, dopo essere stata scagliato contro la parete, stramazza a terra senza emettere suono. Davanti al guardsman un braccio squamoso atterra con un tonfo sordo sul pavimento, ne artiglia le grate di ferro e si trascina avanti, puntando al suo viso.

martedì 19 febbraio 2013

93 – L’ARALDO

Settore Calixis – Mundus Vecturae Gorgeous Hierophant – Warp Route day 480.year816.Millenium41

“Datemi un las cutter, presto!”
“La paratia è troppo spessa per…”
“Mi serve per mandare in cortocircuito il sistema di sicurezza della porta.” Lixam sta già forzando con il coltello la piastra che protegge il pannello comandi a lato della porta.
Alla cintura i marinai portano vari attrezzi, kit di soccorso contenenti tavolette anti-radiazioni, un piccolo trasmettitore, e il gel sigillante per lo scafo; prendendo l’arnese da taglio dalle mani dell’uomo, l’assassino istintivamente sorride, nonostante la situazione di urgenza, ricordandosi di un detto imperiale sul gel sigillante: bisogna preoccuparsi della nave sulla quale si viaggia se ogni marinaio ne porta uno addosso… O se non se ne vedono per nulla.
”Il capitano è qui dentro?”
“Non lo so, signore. Non eravamo di turno, dormivano nella nostra cabina. Ci siamo svegliati per le urla… Per le urla di Caliban e Deiad: gli occhi si scioglievano mentre bruciavano di quel fuoco. Abbiamo dovuto ucciderli e poi…” La voce dell’uomo è rotta dall’emozione e nel rispondere libera la tensione e la paura accumulate per l’orrore che sta vivendo.
Le parole vengono interrotte da un brivido gelido che attraversa la spina dorsale di tutto il gruppo: alcuni schiocchi di frusta e soffi violenti, provenienti dal fondo del corridoio, riempiono l’aria, e dove prima le vesti dei cadaveri ancora bruciavano per l’effetto delle blazer shell ora un velo di brina ricopre ogni cosa.
Vetok Imrael fa un passo avanti, con il fidato Hecuter stretto  saldamente in una presa a due mani e il sudore che gli imperla la fronte: “Qualunque cosa compaia siate saldi nella luce dell’Imperatore.”
Brunch e Mordecai sono dietro di lui. I marinai, i volti segnati da cerchi scuri sotto gli occhi, si schiacciano sulla parete, ricaricando con mani tremanti fucili e pistole, di fianco a Lixam che lacrima per l’intensità della luce laser che, sciogliendo il metallo, disegna un rettangolo dai bordi slabbrati.
Da dietro l’angolo sbuca, avanzando lentamente, l’incubo.
È un globo di fumo liquido, un turbinio di fiamme azzurro-argento, un ribollire di Immaterium da cui guizzano fuori arti, tentacoli, propaggini che si contorcono, frustando l’aria. Ne compaiono di continuo, si librano nell’aria per qualche istante e poi si dissolvono in fumo, uno dopo l’altro, senza interruzione. Nella consistenza nebulosa compaiono e scompaiono occhi, pozzi neri senza fondo, luci maligne di inumana e pervicace intelligenza; e bocche fameliche e zanne, denti, fauci mostruose, le cui bave non fanno in tempo a colare a terra che già altre immonde labbra ne hanno preso il posto, altre gole ululano un terrificante lamento, foriero di atroci sofferenze.
Mordecai proietta la propria volontà verso le correnti warp fino a sfiorarle: la sua testa si riempie immediatamente di lusinghe sussurrate, di illusioni bisbigliate, di blasfeme promesse di potere e di conoscenze segrete.
L’Architetto del Fato, il Grande Cospiratore… Gli Araldi di Tzeentch sono giunti per reclamare le nostre vite. E il filo del mio destino è già stato spezzato una volta…
Per alcuni lunghissimi istanti nessuno riesce a pronunciare parola, mentre il globo continua ad avanzare, fluttuando sospeso in aria e lasciando dietro di sé un gelo innaturale.
Poi, improvvisamente, un tentacolo si allunga e sferza l’aria in mezzo al gruppo di uomini.

venerdì 15 febbraio 2013

92 – GIUSTO UN PAIO DI PROBLEMI…


Settore Calixis – Mundus Vecturae Gorgeous Hierophant – Warp Route day 480.year816.Millenium41

Lixam in un attimo è presso la porta che dà sul corridoio.
”Al quadro di comando! Dobbiamo capire che cosa sta succedendo.”
Brunch, imbracciato il fucile, caccia la testa fuori.
“Oh cazzo!”
L’angolo di visuale di Lixam è libero, Mordecai e Vetok sono dietro al guardsman, pronti ad intervenire, ma non riescono ancora a vedere nulla attraverso la stretta porta stagna.
Brunch scivola fuori, puntando l’arma davanti a sé.
“Veloci! Abbiamo un problema qui!”
Ad una decina di metri dalla loro cabina il corpo di un membro dell’equipaggio si contorce a terra, rotolandosi spasmodicamente. Le sue carni pulsano, gonfiandosi e svuotandosi in un ritmo impreciso e caotico, mentre emette versi strozzati, come se stesse per soffocare; davanti a lui c’è una donna che, levitando a trenta centimetri da terra, fissa il gruppo con occhi che sprigionano fiamme azzurre. La sua mano destra avvampa come gli occhi, mentre la sinistra stringe saldamente una pistola, presa al moribondo ai suoi piedi.
“Giusto un paio di problemi, direi…”
Vetok e Mordecai saltano fuori nel corridoio, dietro ai compagni, e si dirigono verso le scale.
“Siamo ancora nel warp, Mor?”
”No… È stato solo un attimo, ne siamo usciti subito. Ma è stato sufficiente perché i demoni…”
Brunch invoca Drusus e tira, centrando la donna in pieno petto: il corpo crolla a terra, consumandosi nello stesso fuoco che sprigiona, avvolgendo nell’empio abbraccio di morte l’ufficiale della Hegemony.
I quattro si ricompattano all’imbocco delle scale. Nell’aria risuonano urla e colpi di arma da fuoco, che paiono stranamente ovattati. Il clamore della battaglia proviene dall’alto, dove probabilmente l’equipaggio si sta opponendo alle creature dell’Immaterium con pistole e fucili a pompa caricati con blazer shell, le munizioni solitamente usate sulle navi spaziali per non danneggiare le paratie ed evitare il mortale “bacio del vuoto”, come si chiama in gergo il risucchio nello spazio attraverso squarci e falle dello scafo. Hanno la particolarità di sputare fiammate esplosive e coreografiche, e di essere efficaci deterrenti per sedare insubordinazioni di marinai e passeggeri, ma mancano della potenza e del peso necessari per apportare una diretta e immediata minaccia mortale.
Lixam vola su per gli scalini, dietro di lui vanno Vetok e Mor; Brunch aspetta qualche secondo, puntando l’ingresso del corridoio per dare copertura, poi si affretta nel seguire i compagni.
All’ultimo livello aleggia la puzza di carne bruciata, sangue, morte e polvere da sparo: cinque uomini stanno ripetutamente facendo fuoco contro due posseduti, che avanzano scavalcando corpi dilaniati e dalle vesti in fiamme. È necessario l’aiuto degli hand cannon dello psyker e del chierico per porre fine alla minaccia.
Uno degli spaziali si piega in due, si inginocchia, trema e lascia cadere a terra una compatta shotgun pistol, piangendo e biascicando miserie. I compagni lo tirano su di forza e lo trascinano verso un passaggio a paratia stagna al centro del corridoio. Lo stendardo della compagnia armatrice della nave e l’araldica personale del capitano lo identificano chiaramente come l’ingresso alla plancia comandi.
“Dov’è il capitano?”
La voce di Vetok risveglia per un breve momento la coscienza del derelitto, accendendogli la luce della comprensione in fondo agli occhi. La sua mente, però, vacilla e sprofonda nuovamente in una oscura pazzia in un batter di ciglia.
“Di qua!”
I marinai si stringono intorno all’ingresso, ma la porta è stata bloccata dal sistema di sicurezza.
Nell’intermittenza delle luci di emergenza le stelle esplose appuntate sulle divise, simbolo della Skaelen-Har Hegemony, rilucono indistintamente sul petto di chi è ancora vivo e di chi è stato infine consumato nella maledizione del warp, fatalità e nemesi tanto temuta dalla gente dello spazio.

mercoledì 13 febbraio 2013

91 – ALLE RADICI DELL’OMBRA




Settore Calixis – Mundus Vecturae Gorgeous Hierophant – Warp Route day480.year816.Millenium41   

La nave sembra scuotersi, in concomitanza con un senso di vuoto e di nausea. Dal bicchiere di Brunch, sollevato per il brindisi, il vino che si rovescia pare rimanere sospeso nell’aria.
Poi tutto diventa buio: le ombre negli angoli delle cabine, delle stive, dei ponti si espandono, si gonfiano, inghiottendo la luce, divorandola. Il leggero frusciare si trasforma in una cacofonia di lamenti, grida, urli che nulla hanno di umano.
“Il Gellar Field ha ceduto…”
Mordecai pare essere avvolto interamente dalla caligine eterica, e le sue vesti si agitano al soffio di un vento fantasma.
L’attimo di percezione extra-sensoriale svanisce, e gli occhi tornano a percepire la realtà a bordo della nave Gorgeus Hierophant, immersa nella penombra.
Tutte le luci si sono spente, restano solo quelle lampeggianti del sistema secondario di alimentazione, che si accendono a tempo con il monotono suono della sirena di emergenza. Il comunicatore della cabina gracchia impazzito, eccitato da scariche energetiche anomale: è impossibile comunicare con l’equipaggio.
Poi incominciano le urla dei restanti passeggeri, dettate dal terrore, dalla pazzia, dalla rabbiosa esultanza di entità demoniache che provano l’estasi e l’ebbrezza della incarnazione, del sangue che scorre nelle vene, del suo calore.

Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus – Tricorn Palace day480.year816.Millenium41   

La rosetta spicca dorata sul carapace nero, lancia bagliori mentre l’uomo percorre il dedalo di corridoi e passaggi, diretto verso l’hangar dove un Aquila Lander lo attende per trasferirlo su Lachesis, una delle due lune di Scintilla, sede della Cabala della Stella di Tyrant. Cammina velocemente, lanciando sguardi in risposta ai saluti che riceve e ringhiando in tono basso alla figura avvolta da un mantello nero che lo accompagna.
“Spero tu non abbia fallito.”
”Ciò che mi è stato chiesto di fare è stato eseguito, signore.”
La risposta è leggera come un sussurro.
Bene. Nikodemus non è più affidabile… Non è stato in grado di scoprire dove fossi diretto, maledetto eretico… Incomincerò a farti terra bruciata intorno, a partire dai tuoi accoliti!
“Verrai pagato, nel bene o nel male, non appena avrò avuto conferma che le cose siano andate come devono. Ora puoi andare.”
La figura scura, senza esitare o cambiare passo, svolta ad una intersezione del corridoio, lasciando proseguire da solo il pericoloso committente.
L’Inquisitore sale sulla navetta vettore e, accomodandosi a bordo, chiude gli occhi, raccogliendo i pensieri e concentrandosi sull’incontro che avrebbe avuto da lì a poco.
Risulterà essere stato uno spiacevole incidente e la Skaelen-Har Hegemony non batterà ciglio nel ripagare chi di dovere per le merci perse, insabbiando ed evitando di indagare sulla scomparsa di una propria nave sospettata di commerciare in obscura… Ora dovrò solo spargere veleno nelle orecchie di Lord Zerbe e mettermi finalmente sulle tracce di Yanhu…
Lachesis brilla di una luce argentea e fredda, come un sorriso carico di livore, sullo sfondo buio del cosmo.

lunedì 11 febbraio 2013

90 – SALTO NEL WARP


Settore Calixis – Mundus Vecturae Gorgeous Hierophant – Warp Route day480.year816.Millenium41

Il vascello si è staccato dalla superficie planetaria ormai da un paio di ore e un segnale acustico preannuncia l’imminente traslazione nella dimensione warp. Qualcuno dell’equipaggio bussa alle porte delle cabine dei viaggiatori annunciando con tono monocorde l’imminente balzo nell’Immaterium.
Sul tavolino al centro della cabina un paio di bottiglie di Cenerata Primis, un vino bianco prodotto sul mondo di Siculi, accompagnano un vassoio di chayotes e varie scodelline con salse colorate, fra cui burro di ghee, provenienti dal pianeta Hilarion.
I quattro agenti si rilassano, distesi o seduti ciascuno nella propria cuccetta, banchettando con tutto quello che Lixam e Brunch sono riusciti ad estorcere all’attendente pallido, facendo leva sul proprio status di agenti della Coblast Assay; le armi e le pistole sono, però, pronte e a portata di mano.
Brindano e si confrontano con tutto ciò che è accaduto dal ritorno dalla Maccana Division fino a quel momento. Mordecai, tralasciando dettagli e particolari, li informa dell’addestramento ricevuto, Vetok conferma con orgoglio la volontà di servire l’Imperatore come Witch Hunter, combattendo allo stesso modo la corruzione e l’indolenza della stessa chiesa; Brunch racconta la propria esperienza con gli Storm Trooper e lancia parecchi improperi all’assassino per lo scherzo del Barking Saint, suscitando sorrisi e risate da parte di tutti; Lixam, non fidandosi di Lazarev Abamelik più che dei compagni, decide di non rivelare l’incontro avuto con il proprio mentore, e riporta le proprie impressioni sulle indagini e su ciò che potranno incontrare sulla stazione spaziale verso la quale sono diretti.
I motori Proteus spingono il vascello nel warp in maniera dolce: le luci si affievoliscono per un istante, tornando immediatamente a brillare, circondate da un alone di caligine eterica. Un debole fruscio di sottofondo, flebile come lo stormire delle fronde ad una lieve brezza, accompagna la conversazione; talvolta pare trasformarsi in un mormorio, bisbigliando parole e frasi di senso compiuto; i viaggiatori avvezzi ai salti nel warp sanno per esperienza che non si tratta di altro che di eco provocate dell’effetto del Gellar Field, che crea una bolla di realtà intorno alla nave, preservando le fragili anime umane dall’esiziale contatto con l’Immaterium e i suoi demoni predatori.
“Secutor Magnus ha confermato la provenienza dell’accumulatore energetico laser dai mondi di Lathes: non è certo in quale modo siano potuti finire in mano ad eretici o mercanti di armi che amano giocare con il fuoco, ma sembra che i componenti siano transitati nelle stive della nave August Seas, e che questa abbia fatto scalo più volte su 41 Pry.”
”MX4… È la sigla incisa sugli accumulatori provenienti da Dyna-Tuur… Possibile che i Tech Priest non abbiano altri indizi da fornire?”
Lixam serve ancora da bere. Si ferma a metà di un bicchiere quando una vibrazione metallica si propaga nell’aria. Dura solo un istante, dopodiché l’assassino riprende a mescere l’alcolico.
“Probabilmente il carico proveniente dalle forge di Dyna-Tuur era diretto a qualche battaglione della Guardia Imperiale; sarà stato intercettato da pirati e rivenduto a trafficanti e mercanti d’armi… E su 41 Pry pare ne passino molti.”
Il fruscio eterico aumenta di intensità, e le voci che aleggiano ai margini della percezione uditiva si fanno più intense.
“E come può collegarsi tutto questo alla Stella di Tyrant?”
Vetok alza il proprio bicchiere dopo aver mandato giù uno spicchio di chayote, invitando ad un ulteriore brindisi.
Un brivido pare scuotere l’intera nave, seguito subito da un altro, ancora più lungo del primo. L’alone intorno alle luci pare farsi più solido. Mordecai inarca un sopracciglio, e quasi fiuta l’aria.
Brunch solleva il bicchiere: “Io non credo che qualche mercante d’armi possa rappresentare un gran problema… Ci vuole molto di più per fermare gli agenti…”
Improvvisamente nella cabina cala il buio.

venerdì 8 febbraio 2013

89 – BRINDISI E PARADOSSO





Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus – Spazio Porto Kanessis day480.year816.Millenium41

Le stive del cargo classe Mundus Vecturae vanno riempiendosi da circa tre giorni,
quando i tre agenti arrivano allo spazio porto di Kanessis; da qui, nella parte sud-
ovest della città, circa mille anni prima, centinaia di moli si affacciavano sulla Baia dei Lamenti, prima che cambiamenti climatici e movimenti tettonici inalzassero l’intera area, sancendo la fine delle attività portuali. Il Distretto Kanessis aveva allora rivolto lo sguardo alle stelle, trasformandosi in uno spazio porto secondario per l’alveare di Sibellus.
Un ufficiale di bordo, dall’aspetto pallido e smunto, accoglie la delegazione della Coblast Assay, accompagna i tre agenti presso i loro alloggiamenti e li abbandona, dopo aver loro preannunciato il decollo nell’arco di un paio di ore.
“Quel tizio sembra un cadavere che cammina…” Brunch osserva l’ufficiale allontanarsi
lungo il corridoio.
"La nave appartiene alla Skaelen-Har Hegemony. Gli uomini e le donne dell’equipaggio formano una comunità chiusa, passano l’intera esistenza a bordo, nello spazio, tranne che per le operazioni di carico e scarico… Non se ne possono andare, questa nave è la loro casa, il loro destino, la loro maledizione. E in una comunità piccola e chiusa il pool genico va indebolendosi sempre di più, man mano che passa il tempo.”
Lixam getta la sua borsa in un angolo della spartana stiva.
“Bello schifo di vita!”
“Già… Quasi quanto stare nell’Inquisizione…”
Soprattutto perché non paga…
La voce è irriconoscibile, non ha tono né colore, e nemmeno un punto di origine chiaro; sembra piuttosto essersi formata come pensiero nella testa dei tre, che si guardano stupiti, senza riuscire a darsi una spiegazione. Dalle ombre al fondo della cabina emerge una figura vestita di nero, con il volto nascosto da una maschera d’argento; in mano stringe una spada di splendida fattura, che rotea in maniera agile ed elegante.
I tre, istintivamente, si allargano per accerchiarlo, estraendo le pistole dopo il primo attimo di sconcerto.
“Potrei anche perdonarvi per aver provato a sgattaiolare via, lasciandomi qui… Ma spararmi addosso non vi farebbe certo onore!”
Mordecai Moloch, ricomparendo da una sfasatura tra realtà e Immaterium alle spalle dei tre compagni, sorride per le espressioni stupefatte di Brunch, Lixam e Vetok.
“Che il santo Quivvar mi fulmini se non ti abbiamo cercato, se non abbiamo chiesto di te… Anche Vetok ha pensato bene di sparire, ma poi…”
Il chierico interrompe Brunch con un gesto della mano: “Sai dove siamo diretti?”
”Sì, ho ricevuto una comunicazione da Julia Strophes venendo qui: 41 Pry, a caccia di quei dannati fucili xeno. E di possibili connessioni con l’ossessione dell’Inquisitore.”
”Bene… Dovremmo partire fra poco e avremo tutto il tempo per aggiornarci su quanto ci è accaduto in questo lasso di tempo.”
“Ci starebbe un goccio per brindare, no?”
Brunch sorride, dirigendosi verso l’uscita: “Vado a cercare quel morto che cammina per chiedergli qualcosa da bere.”
”Vengo anch’io: non vorrei ti rifilasse il solito amasec fatto nelle stive della nave.” Lixam si muove appresso al guardsman.
“Cosa vorresti dire? Che non so riconoscere la roba buona dalla merda?”
”Di sicuro non sa riconoscere un membro della Frateris Militia da un cacciatore di taglie…”
Vetok mormora piano, scuotendo il capo. Mordecai lo guarda incuriosito, non potendo capire l’allusione.
“Ti racconteremo tutto bevendo… Ho temuto ti avessero in qualche modo preso Von
Juglen e De Soya.”
”Sarebbe stato difficile: ho l’impressione che il nostro Inquisitore sia più radicale di quanto non voglia far credere.”
”Già. In questo caso, però, credo che sia un bene…”
Paradossalmente il chierico, un tempo pronto a denunciare l’eresia nella quale sembrava essere irrimediabilmente sprofondato il compagno, ora si scopre felice nel ritrovarlo e quasi compiaciuto per l’eterodossia dell’Inquisitore, mentre lo psyker, che temeva di doversi guardare le spalle per tutta la vita da un fanatico religioso, ritrova nel predicatore un punto di riferimento stabile nei giochi di potere condotti all’interno delle stesse istituzioni imperiali. I due, ripensando in silenzio ai dissidi personali del periodo della Divisione Arastus e della possessione demoniaca, si stringono la mano e aspettano che Lixam e Brunch tornino con qualcosa di decente da bere.

sabato 2 febbraio 2013

88 – DOPPIO LEGAME


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus – Distretto Mokabi day360.year816.Millenium41

L’allarme lampeggia silenzioso sul quadro comandi, contemporaneamente al trillo sui vox-bead dell’Inquisitore e dei suoi sottoposti. Le telecamere inquadrano varie guardie stese a terra, dall’ingresso fino ai piani in cui alloggia tutto lo staff inquisitoriale.
Magdela Novia sta sbraitando ordini al capitano della squadra di Storm Trooper responsabile della sicurezza; si volta per salutare l’Inquisitore e fa rapidamente rapporto: “Ce ne siamo accorti solo ora, ma qualcuno è entrato circa venti minuti fa… E direi che è riuscito ad uscire senza lasciare traccia. Signore, io…”
Yanhu la ferma con un cenno della mano, interrompendone le scuse.
“Sapevamo sarebbe potuto succedere.”
”Mi chiedo che cosa cercassero…”
”Voglio le registrazioni di tutte le telecamere e il registro accessi e uscite. Sinceratevi delle condizioni di salute delle guardie e fate fare un check completo dei sistemi di sicurezza a Secutor Magnus. Tornate per fare rapporto tra mezz’ora. Per il momento è tutto.”
“Stavo già controllando…”
”Bene.” L’Inquisitore incomincia a scorrere i codici corrispondenti alle uscite dal quartiere generale, mentre i monitor visualizzano le registrazioni effettuate a partire da un’ora prima.
il Maresciallio di Ferro si congeda senza altre parole.

Il passo pesante del Tech-priest è inconfondibile. La sua mole appare sproporzionata di fianco a quella di Magdela Novia, mentre i due si presentano a rapporto.
Shymà Yanhu ha visionato i filmati, senza trovare nulla. Secutor conferma che i sistemi di sicurezza, le telecamere e anche i servo skull sono andati in una sorta di loop, mancando di registrare gli eventi per circa venti minuti; le guardie non risultano essere state drogate, ma Nikodemus ha avvertito una sottile traccia di Immaterium svolgersi come spire di serpente dall’ingresso fino agli alloggiamenti; tuttavia altre possibili tracce ed eventuali indizi sono stati coperti con accuratezza.
“Qui non è più al sicuro, signore, dovremmo spostarci.”
”Non cercavano me, maresciallo. Non cercavano proprio nulla, anzi… Credo ci abbiano riportato qualcosa.”
Magdela guarda l’uomo in attesa di spiegazioni, ma l’Inquisitore non è propenso a rivelare ciò che ha scoperto. Dal registro accessi non è emerso nulla di significativo, ma un paio di servo skull piazzati da lui personalmente attorno all’edificio hanno ripreso una figura furtiva allontanarsi dal quartiere generale tre ore prima dell’effrazione; l’immagine è chiara e non lascia adito a dubbi: Lixam ha lasciato di nascosto gli alloggiamenti, e non c’è traccia del suo ritorno. Eppure, al momento, risulta dormire nella propria stanza. Anche i suoi sistemi di sorveglianza hanno smesso di registrare nello stesso intervallo temporale di tutti gli altri apparecchi.
“Dovremo restare qui ancora per un po’ di tempo: recuperate alcuni cyber mastiff ed equipaggiate le pattuglie con psy-jammer e psy-trackers; le voglio di ronda su questo piano giorno e notte. Voglio interrogare personalmente le guardie, mandatemele fra un paio d’ore. Non fate parola con nessuno di quello che è successo questa notte. Per il momento è tutto, potete andare.”
Eliha Xanathos… I tuoi vecchi amici sono pericolosi. Ma questo già lo sapevo… Ma che cosa mai possono volere da me…?

 
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Nikodemus scivola nella stanza in penombra. La figura dell’Inquisitore è delineata unicamente dalla luce di alcuni monitor accesi alle sue spalle.
“Signore… Abbiamo ricevuto una strana comunicazione… Proviene dal pianeta Scintilla, anche se non siamo riusciti a geolocalizzarla con precisione. Sembra un messaggio in codice, signore…”
Shymà Xavier Yanhu si alza, aggira la scrivania e si avvicina al Primaris Psyker con passo posato.
“Il filo del destino è spezzato… È tutto quello che è stato trasmesso…”
”Grazie… Puoi andare ora.”
”Sissignore.”
”Nikodemus…” Lo psyker si ferma davanti alla porta al richiamo del superiore. Per alcuni istanti, nel buio e nel silenzio della stanza, interrotto solo dal ticchettio delle apparecchiature della console di comando, sembra addensarsi un’ombra pesante, quasi tangibile, carica di presagi e interrogativi senza risposta.
”Chiama la Senior Explicator e dille di venire qui. Tieniti pronto, Nikodemus, i tempi sono quasi maturi… Ma credo che questo tu lo sappia già…”
”Non capisco, signore… Sono sempre pronto per servirvi…”
L’Inquisitore si volta e torna verso la scrivania, senza controbattere o commentare.
Lo psyker esce dalla stanza con un movimento fluido ed elegante, così come è entrato.
Shymà Xavier Yanhu si siede. Da sotto la giacca tira fuori un ciondolo e lo stringe nel pugno destro: ad occhi chiusi sonda la traccia psionica avvertita poco prima. Poi sorride e, tirato fuori un plico di fogli sui quali spiccano i timbri dei Santi Ordini, comincia a riempire la pagina di una calligrafia fitta ed elegante, in attesa di ricevere Lorelii Dekanta.

“Stiamo per muoverci. Vorrei che firmassi questo documento e che lo inviassi al Tricorn Palace.”
La Senior Explicator prende quella che sembra essere una corposa missiva e incomincia a scorrerla velocemente. Sgrana gli occhi poco dopo aver incominciato la lettura, posa i fogli sul tavolo e rivolge uno sguardo incredulo all’indirizzo dell’Inquisitore: “Voi credete davvero che siano colpevoli…? Dopo tutto quello che hanno passato, voi… Voi…”
Shymà Yanhu sospira, abbandonandosi sullo schienale della sedia.
La donna attende chiarimenti in merito a quel poco che ha letto e al molto che potrebbe erroneamente immaginare.
“Io credo siano dei buoni agenti… Sai meglio di me che cosa davvero implichi la parola eresia, quale dannazione comporti e da che cosa sia causata… Si nasconde nelle pieghe dell’animo umano e si palesa come ambiziosa sete di potere, conoscenza, ricchezza.
Eresia è una parola creata da piccole menti come quelle di Von Juglen e De Soya, con l’intento di mantenere per sempre l’umanità nelle tenebre. La conoscenza può essere acquisita solamente aprendo la mente alle meraviglie che qualcosa di più grande ancora dell’Imperatore ha donato all’universo, qualcosa che nella propria infinita saggezza ha regalato il sapere non solo all’uomo, ma a diverse altre razze sparse nella galassia. Noi dobbiamo risvegliare le nostre menti a queste meraviglie, qualunque sia il prezzo da pagare…”
L’istinto umano nel volere dominare e prevalere, il piacere che prova nella altrui sofferenza. Che cosa mai potrebbero corrompere i Poteri Perniciosi se non il fragile e fertile animo umano? Potrebbe esistere un tale pericolo, una simile dannazione se non l’avesse concepito la stessa coscienza umana? Che cosa è l’Immaterium se non la riflessione di questa malvagia devianza dello spirito?
E infine, che cosa c’è davvero dietro a tutto questo…?

Quasi fossero uniti telepaticamente, il flusso dei pensieri scorre nel loro osservarsi in silenzio, come fosse luce, energia, come il più pericoloso dei segreti.
Lorelii Dekanta abbassa lo sguardo, confusa. Il momento di sconforto le fa dimenticare l’uso della seconda persona plurale: “Sembrano più le parole dell’Heretek Magos Decius Abraxas che di un servitore dei Santi Ordini: sono le parole di un eretico. Non avrai scampo… Ti cattureranno, ti tortureranno per sapere quali motivazioni ti spingono, quale pericolo davvero tu rappresenti!”
”Lo so… E tu dovrai convincerli che io vi abbia ingannato fin dal principio, dovrai fare in modo che condannino solo me.”
”Perché…? Che cos’è che cerchi davvero? Che cosa si nasconde dietro quella profezia?”
L’uomo resta in silenzio, forse attratto dall’idea di poter rivelare le sue vere motivazioni, dal poterle condividere con qualcuno di fidato, avvinto del folle pensiero di alleggerirsi di un peso che si porta dentro ormai da troppo tempo.
”Se ti rivelassi quello che cerco ti condannerei… Fai avere questa mia missiva a Lord Caidin. La serpe che coviamo in seno ha già solleticato con lingua biforcuta le giuste orecchie, ormai è troppo tardi per tirarmi indietro… Fai in modo che i tuoi sospetti, che le tue accuse nei miei confronti siano convincenti. Salvati, Lorelii… E salva tutti gli altri. Non ti posso chiedere di più… E questo non è il posto giusto per discuterne. Obbedisci agli ordini del tuo Inquisitore.”
Lorelii Dekanta afferra con rabbia gli scritti dalla scrivania e, senza aggiungere altro, si volta, raggiungendo velocemente l’uscita.
“Sorella Dekanta… Aspettate!”
Nel silenzio che segue, l’eco del frusciare delle vesti della Senior Explicator sembra riverberare come un monito, come un’accusa…
Non posso permettere che nessuno di loro paghi per la mia colpa, per quella che sarà la mia colpa…
Ripensa alle disquisizioni filosofiche avute con la Senior Explicator appena giunto nel settore, ai suoi occhi che si accendevano, incuriositi e al tempo stesso atterriti per le sue rivelazioni, per le argomentazioni che mettevano in discussione il credo imperiale e millenni di imposizione culturale sul libero pensiero. Ricorda quanto vicini si fossero trovati i loro pensieri in merito a ciò che presumevano significasse l’esistenza dell’uomo e dell’intero universo, proprio come qualche attimo prima. Sa che quei momenti non torneranno più e che la sorella Dekanta, da qui in avanti, dovrà nascondere ancor meglio di prima i pensieri più intimi, le convinzioni più profonde, e dimostrarsi una fervente credente fino al punto da denunciare senza esitazione alcuna il proprio maestro. Ed è certo che lo farà… Lo farà per dare una speranza di salvezza a tutte le persone che lo hanno servito fedelmente e ciecamente, senza sapere…
Il trillo del vox-bead ne interrompe le riflessioni e la voce di Magdela Novia, dal tono sicuro e determinato, sembra ridargli forza: “Signore, siamo pronti. L’intelligence conferma il dato iniziale: 41 Pry.”
”Bene. Organizzate un passaggio per gli agenti su una nave che non dia nell’occhio e che sia diretta verso l’obiettivo.”
”Signore… Devo integrare nella squadra…”
”Non ce ne sarà bisogno, maresciallo: abbiamo fretta e tutti gli agenti operativi dovranno partire il prima possibile.”
”Sissignore. Procedo secondo gli ordini.”

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“Come è possibile che tu non sia riuscito a localizzare la fonte del segnale?”
”Era disturbata… Era come se fossero più segnali, più entità che inviassero una comunicazione telepatica…”
Lo sgocciolare di una fogna riempie le pause nella conversazione.
”Poteva essere Moloch…?”
”Non credo… Erano migliaia di voci eteriche, sfasate, confuse, e su tutte una sola che ha trasmesso qualcosa di senso compiuto: il filo del destino è spezzato.”
“Quel fottuto eretico e il suo psyker…”, l’uomo si batte un pugno sulla coscia protetta dall’armatura. “Lasciandolo libero di agire acquisirà potere. Cosa pensa di fare la Maschera d’Oro?”
”Sta valutando l’ipotesi di muovergli appresso qualche pedina, ma sta ancora soppesando con cura le resistenze che dovrebbe vincere all’interno della Cabala.”
”E della misteriosa visita al quartier generale cosa sai dirmi?”
“È inspiegabile… Anche se credo che Yanhu abbia capito qualcosa in merito…”
E soprattutto in merito al mio doppio gioco… Solo qualche ora fa ho avuto la certezza che sospetti di me, anche se credo mi colleghi a Zerbe e alla cabala e non a te, maledetto bastardo!
“Si sta muovendo su Pray 41. Senza lo psyker.”
”Pry 41? Alla ricerca dei pericolosi artefatti xeno? Ahahahah! Ti facevo più intelligente: gli servirà a tenere impegnati gli uomini e distrarre gli occhi che lo seguono, ma la vera pista che segue è un’altra! Dove ha intenzione di andare lui? Dove? E questo che devi scoprire, idiota!”
“Sto rischiando troppo, sono in una posizione delicata: devo agire con descrizione! Non posso scoprirmi…”
”Tu sai a che gioco stai giocando e sai bene che cosa rischi da parte mia: per uno dotato come te, la punizione per il tradimento, o il fallimento, sarebbe qualcosa di veramente eccezionale, una sofferenza che si protrarrebbe ben al di là della mia stessa morte… Morte che tu, pur desiderandola ardentemente, non potresti avere mai più…”
Nell’incerta luce delle poche lampade del tunnel, il ghigno si increspa addosso ombre che lo rendono grottesco, facendo della vista dell’uomo uno spettacolo mostruoso, specchio veritiero della sua più intima e profonda natura.
“Adesso puoi andartene. Tienimi aggiornato sugli spostamenti di quel bastardo, mentre i suoi accoliti scombussolano l’esistenza di pidocchiosi contrabbandieri su quel rottame di stazione: sarà interessante scoprire chi ha sborsato un sacco di troni per avere tra le mani un giocattolo fatto dagli orchi…”
Lo Primaris Psyker quasi inciampa, arretrando involontariamente di qualche passo dal suo ricattatore, e infila, con il passo più rapido che può, il buio del condotto.
Questa zona dell’under hive non è sicura… E mi aspetta un altro rapporto, devo muovermi…