lunedì 16 dicembre 2013

145 – PERDITA DI CONTROLLO


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day611.year816.Millenium41

È il collasso, è l’anima che viene inghiottita dal buio, fagocitata dalla forza oscura che tesse una fitta trama appena al di là del percettibile. L’unica avvertimento è la pelle d’oca dello psyker, ma anche fosse abbastanza veloce per comunicare tale sensazione non potrebbe comunque arrestare l’inevitabile.
I passi del gruppo rallentano all’ingresso della caserma, i piedi inciampano mentre gli occhi trasmettono impulsi che cervelli già traumatizzati faticano a trasmutare in realtà: i corpi giacciono scomposti e smembrati… Potrebbero sembrare gli effetti di un’esplosione, ma non è così, sono invece squarci, tagli che hanno divelto tendini e muscoli dagli scheletri, è stata una forza pervicace a frantumare scatole craniche e svuotarle dei cervelli.
Gli uomini entrano, le armi tremano nella stretta che dovrebbe dare coraggio e invece ferma solo la circolazione del sangue.
Il Centro Comandi&Controllo è stato devastato: le consolle sono fuse in colate di metallo e plasteel, convergono dai lati in gettate verso il centro della sala. Brunch si avvicina circospetto, chiedendosi quale arma abbia potuto provocare un effetto simile; il materiale è ancora tiepido al contatto, la mano scivola sulla superficie levigata, passa a sfiorare una forma vagamente tondeggiante e si ferma: con un leggero scricchiolio la superficie si crepa e si fessura e dall’interno un materiale denso cola fuori, in schiuma e bolle. Infine la forma grottesca e stravagante si palesa alla percezione del guardsman per quello che davvero è: il cadavere di un soldato fuso alla postazione di lavoro. L’icore cola sul pavimento, pigramente si ripiega su se stesso, fino a sfiorare la punta dello stivale dello sconvolto spettatore. Ci sono diverse altre forme simili nella stanza.
Brunch urla, quasi contemporaneamente a Rubio, che, estratta la pistola, farnetica frasi senza significato, esplodendo colpi per la stanza, con traiettorie pericolosamente prossime a colpire i compagni.
Lixam reagisce nella sola maniera in cui l’istinto di sopravvivenza insegna: il longlas si alza e una scarica di energia colpisce in piena faccia l’impazzito Rogue Trader, mentre la pistola di Vetok abbaia rabbiosa in difesa all’imprevisto.
Rubio Ozmandius crolla a terra, così come Brunch, che rincula con un sonoro tonfo e, con occhi sbarrati e disconnesso dalla realtà, parte ad imprecare tra conati di vomito.
Mordecai è convinto che la Gilded Widow stia sorridendo, e magari non solo lei: si avvicina a Brunch, tenendo d’occhio gli adepti e i restanti del gruppo, in cerca di indizi di pazzia imminente anche in loro.
Beatrix Hazael guarda con freddezza l’assassino mentre depreda Rubio delle armi e di tutto ciò che ha addosso di prezioso: «Per quanto fosse un uomo tanto inutile quanto stupido, apparteneva ad una famiglia potente… Qualcuno chiederà conto della sua fine…»
Lixam alza lo sguardo sulla donna, ma è Vetok a rispondere: «Non ci è mai piaciuto. E le sua armi ci possono tornare utili.»
Beatrix fa un cenno di approvazione: «Neanche a me.»
«Fottuto pallone gonfiato di Rubio…» La voce di Brunch è impastata e gracchiante, mentre a fatica si rimette in piedi.
«L’Impero ha previsto una via di fuga da questo posto o contava di lasciarvi qui a morire?» Gli occhi di Mordecai sono scuri mentre rivolge la domanda al soldato della guardia planetaria e agli adepti sopravvissuti.

domenica 8 dicembre 2013

144 – SOTTO UNA PATINA D’ORO


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day611.year816.Millenium41

L’occhio veloce di Lixam coglie l’assenza di alcuni oggetti battuti all’asta e l’orecchio attento di Vetok capta la supposizione che gli assenti se ne siano andati con i propri beni piuttosto che essere fuggiti a gambe levate dal massacro. Brunch si aggira nervosamente, con l’arma puntata verso le ombre, fino ad arrivare al soldato che singhiozza disperato: «Mi offrirai tutto l’alcol che riuscirò a ingurgitare, e forse mi renderai i calci in culo che sto per darti, ma… Tirati in piedi, soldato!»
Mordecai, dietro gli occhi chiusi, veleggia su inquiete onde di immaterium. Ascolta. Ascolta gli echi dimensionali della realtà nella quale il sangue pulsa diffondersi attraverso il warp, infrangersi, rimbalzare indietro: lo psyker è un sonar che scandaglia il reale in cerca di pericolosi squarci nel velo, di dispersioni eteriche, di presenze demoniache… Scuote il capo, riaprendo gli occhi: la Gilded Widow è la sola fonte e occhio del ciclone che avvelena e distorce l’esistenza dell’intera isola.
I sospetti di tradimento mutano in accuse rivolte al capitano Hazael, ufficialmente al soldo di Mastro Nonesuch. La reazione della donna è veemente, ma sincera: intrappolata, schiacciata a terra, lontana dalla nave e dal comando, la sua voce è prima rotta, poi riprende corpo nel maledire lo “sporco mercante di Solomon” e la sua ingombrante assenza. Nella stravagante eleganza, armata di tutto punto e impaurita dagli eventi, Beatrix hazael appare bella e terribile, come una belva che, messa in un angolo, sa di non aver più nulla da perdere.

La comunicazione radio resuscita in un gorgheggiante coacervo di impulsi, si stabilizza per qualche istante in un passaggio comprensibile, mentre Lixam alza un braccio con il pugno chiuso per richiamare l’attenzione dei suoi all’ascolto: “… Metterci d’accordo… Uscire di qui…”
«Era la pesciolina!»
Brunch inarca un sopracciglio nel sentire il soprannome coniato per Octavia Nile durante il viaggio fino all’isola; afferra per la collottola il giovane soldato, rimettendolo dritto su gambe che però non lo reggono: non è più giovane di quando lui fuggì dal pianeta Monrass, arruolato nella Guardia Imperiale, ma molto più spaventato.
«Ehi, biscottino! Ci serve sapere da che parte andare per la caserma… Subito!»
Lo strattona, tenendolo sollevato da terra e infine lo lascia ricadere nella polvere del refettorio. Un adepto indica, balbettando, la via e lo sparuto gruppo si addensa davanti alle porte che conducono all’interno del complesso.
Pochi adepti, due uomini della scorta di Octavia Nile, lo spocchioso Rubio Ozmandius, seguito come un’ombra dall’unico sopravvissuto del proprio entourage, attendono che i quattro avanzino per primi.
Rubio, ormai denudato della splendente patina di ricco e famoso mercante corsaro, di glorioso conquistatore di galassie, di pacchiano millantatore di memorabili successi e conquiste, mormora, sconvolto, una nenia inquietante; gli occhi sono cerchiati di rosso e la loro attenzione è rivolta ai fantasmi che solo una mente collassata e andata alla deriva può vedere. Non lo nota nessuno, nemmeno il piagnucolante accompagnatore che implora ogni santo conosciuto per la propria sopravvivenza, anche a discapito del tanto adulato Lord Magnificenza Ozmandius.
 

venerdì 6 dicembre 2013

143 – UN SOSPETTO CONFERMATO


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day611.year816.Millenium41

Il capitano Beatrix Hazael danza con la spada in pugno, così come lo psyker, e sebbene le lame e le movenze siano diverse, i risultati sono esiziali per le fila degli Affranti. La chioma rossa della donna quasi schiocca nell’aria per i rapidi spostamenti, per le veroniche e gli affondi improvvisi; i preziosi merletti delle lunghe maniche, le code della giacca militare, le luccicanti e complesse mostrine seguono in una sorta di eco i movimenti della spada potenziata, che con facilità squarcia acciaio e carne. Mordecai si muove con più precisione, sul bilico dell’ultima frazione di istante pulsa in un movimento che spiazza l’avversario: arriva sempre prima, anticipa sempre la mossa altrui; e la sua spada balugina in lampi, e taglia e prosciuga il nemico, oltre che del sangue, dell’energia vitale.
Evitato l’accerchiamento il gruppo ha gioco facile nell’abbattere gli ultimi servitori.
I lamenti che si levano dalla cenere spingono Lanus Cysten a cercare tra i corpi a terra quello del suo giovane assistente, riverso sul solo fianco rimastogli per la devastante mitragliata che lo ha colpito.
Beatrix Hazael, con ancora il fiato corto, richiama l’attenzione di tutti sul refettorio: gli Affranti potrebbero avere attaccato il resto del gruppo rimasto indietro.
Alcuni feriti riescono a rimettersi in piedi, provano ad aiutare quelli messi peggio, ma non c’è tempo: negli sguardi dei quattro agenti passa la consapevolezza che in quell’inferno non ci sarà scampo per i più deboli… Forse non rimarrà scampo per nessuno di loro.
Le frequenze in uso ai soldati della guardia planetaria e degli adepti sono disturbate: la sovrapposizione dei segnali crea una fastidiosa cacofonia; eppure, a tratti, sembra passare qualche rumore intelligibile, voci che si rincorrono, si lamentano, si chiamano.
Lixam mantiene la concentrazione mentre corre verso il refettorio: brutto segno. La Rossa aveva ragione, hanno sferrato l’attacco non appena ci siamo divisi!

All’interno del refettorio i soccorritori trovano tavoli rovesciati e corpi straziati di adepti e soldati sparsi tra le reliquie insanguinate. Non ci sono ospiti tra le vittime, solo personale dell’isola. Tutto appare maledettamente strano: un ultimo urlo si scarica attraverso la ricetrasmittente, subito inghiottito dal gracchiare confuso.
La conta delle forze rimaste è presto fatta: circa la metà degli operativi è morta, dei sopravvissuti solo in pochi sono in condizioni fisiche e mentali per pensare di affrontare una situazione simile.
Prima di accasciarsi a terra con la testa tra le mani e piangere, un soldato mormora: «Si sono ritirati verso la caserma, ma non credo ci siano arrivati…»

giovedì 31 ottobre 2013

142 – ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA

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È l’istinto di sopravvivenza che fa agire il guardsman: davanti al mitra spianato si lascia cadere, torcendosi, cercando di offrire la minor superficie possibile, nella speranza che il servitore sia lento. La raffica di proiettili abrade l’armatura di Brunch, la disintegra, scavando una scia di sangue su petto e addome.
Brunch atterra sulla schiena, il servitore abbassa l’arma, pronto a finire l’avversario: ad una trentina di metri di distanza le labbra di Mordecai si increspano lievemente in un sorriso, mentre ancora una volta plasma e dirige la forza del warp a proprio piacimento, bloccando i meccanismi del mitragliatore pesante.
Brunch schizza in piedi come una molla, estrae fulmineo la sua Fera e si getta sulla massa di metallo e carne, deviando con la spalla sinistra in uno sforzo immane il braccio armato del servitore e infilando la spada tra le placche metalliche dell’addome, in cerca di centri vitali o dei circuiti essenziali di quell’obbrobrio di natura. Una scossa elettrica percorre il corpo metallico, un cortocircuito che brucia terminazioni nervose e chip, che sprigiona volute di fumo e un odore nauseante che avvolge i due contendenti: il servitore, ormai agonizzante si inclina, lasciandosi cadere in avanti, costringendo Brunch a strappar via di forza la spada e gettarsi di lato per non rimanere schiacciato dalla mole del nemico.

I servitori, seppur pesantemente armati, sono lenti e vengono abbattuti tutti.
Beatrix lancia un avvertimento: dagli scaloni che affiancano il mausoleo figure incappucciate cercano di coglierli alle spalle. Vetok prende copertura dietro il muro del monumento e sbircia le vesti nere scendere gli scalini di pietra con passo dinoccolato. Si sporge di quel tanto che basta per sparare, facendo eco ai proiettili della pistola bolt del capitano Hazael.
Lixam e Mordecai si affrettano a coprire il lato opposto, gridando concitati ordini ai sopravvissuti rimasti.
Brunch batte con soddisfazione su due rigonfiamenti appesi alla cintura, mentre, sanguinando copiosamente, si affretta per affrontare la nuova minaccia.
Con un ghigno in volto strappa la sicura e lancia, nonostante la fitta di dolore lancinante: «Granata!»
La fire bomb va a segno, una figura incappucciata si trasforma in una torcia, senza però smettere di avanzare: dalle fiamme emerge un servitore, sui cui zigomi metallici sono tatuate le lacrime della Gilda degli Affranti.
Vetok si ritira al riparo per ricaricare l’arma e recitare una litania dell’odio per la vista di quell’ulteriore eresia.
La pistola di Beatrix Hazael si surriscalda e inceppa, ma una seconda granata lanciata da Brunch rallenta l’avanzata nemica; la donna estrae una magnifica power sword prima di lanciarsi sulla prima delle impacciate figure.
Vetok le dà supporto, urlando a pieni polmoni: «I offer my body on the altar of the battlefield, I pray He grants me a noble death, I pray for His protection, as I offer all that I am!»
Le parole del chierico infiammano il sangue di Lixam e Mordecai, sul lato opposto del mausoleo: l’assassino si prende il rischio di  sovraccaricare il fucile laser per poi mirare alle gambe di un incappucciato. La scarica di energia fonde le articolazioni metalliche e l’avversario frana lungo la scalinata. Lo psyker è lesto, nella sua danza di morte, a finirlo; con una piroetta passa oltre, la sua figura sembra quasi pulsare fra realtà e immaterium, fino in cima alle scale, dove, roteando la spada, si appresta ad affrontare altri due avversari.

lunedì 28 ottobre 2013

141 – RISVEGLIO DI CENERE

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day611.year816.Millenium41

Il Mausoleo giace come un artefatto alieno nella piana di cenere: le sue lucide pareti nere respingono il pulviscolo piroclastico e sembrano brillare irreali nel silenzio. L'edificio è fiancheggiato da due scalinate che conducono al terrazzamento successivo, e da lì alla parte del complesso proibito ai visitatori, il regno degli Affranti.
Il gruppo si avvicina con circospezione: le guardie planetarie e gli uomini di guardia di Rubio Ozmandius e Octavia Nile si pongono a guardia delle scalinate, mentre gli agenti e gli adepti, seguendo le indicazioni di Lanus Cysten, esaminano la strana serratura che, a dire dello studioso, si potrebbe aprire grazie al medaglione che Greel porta al collo.
«In effetti mi pare di ricordargli al collo quel medaglione… Che potrebbe coincidere con l’apertura…», mormora Vetok, passando le mani sull’incavo del disegno.
«Non abbiamo l’equipaggiamento per provare a farlo saltare.» Lixam scuote la testa dopo aver spento il piccolo e inutile lascutter.

L’urlo, seppur ovattato, rompe il silenzio richiamando l’attenzione generale: alle spalle del gruppo, a circa un decina di metri, sei cumuli di cenere si sollevano da terra, sei corpi metallici cigolano e, prima ancora di drizzarsi, puntano scintillanti armi verso gli avversari. Le mitragliatrici strappano l’aria immobile in un fragore assordante: quattro archi di morte sventagliano la distanza che li separa dal mausoleo, mentre due delle figure metalliche incominciano ad avanzare, aprendo e chiudendo immense tenaglie che hanno al posto degli arti superiori.
Soldati e guardie del corpo cadono a terra, falcidiati, il loro sangue assorbito dallo spesso tappeto grigio: non ci sono ripari, non c’è scampo da quella pioggia di morte.
I combattenti del gruppo si allargano a ventaglio, per scivolare sulle ali ed evitare di essere presi in trappola. Gli adepti, Lanus Cysten e l’assistente, si accucciano, invece, terrorizzati, lì dove sono, punti di colore sulla nera parete dell’edificio.
Lixam si inginocchia, mira, svuota i polmoni, spara: manca la mitragliatrice e si rotola di lato, per non dar modo di essere preso di mira.
Mordecai compie uno scatto in avanti, stende il braccio destro con il palmo della mano aperto verso un servitore meccanico che lo sta mirando e pronuncia una parola nella mente: la pioggia di morte che lo strazierebbe non si riversa, l’arma è inceppata.
Brunch fa una capriola in avanti, nella speranza di riuscire ad ingaggiare l’avversario in corpo a corpo prima che spari, ma fa male i suoi conti: si rialza troppo lontano dall’avversario che se lo ritrova inerme davanti. Il guardsman si ritrova a fissare il nero della canna della mitragliatrice pesante puntata verso il suo petto un attimo prima che il servitore apra il fuoco…

martedì 22 ottobre 2013

140 – RITROVO IN REFETTORIO


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day610.year816.Millenium41

Mancano dodici ore.
Manca una via di fuga dall’inferno scatenato dall’oracolo, premeditato da Erasmus Haarlock, perpetrato con la complicità della Gilda degli Affranti e del custode Greel.
Arrivati nel refettorio i quattro agenti non si stupiscono per l’assenza dell’avvocato: in tanti guardano con occhi speranzosi alla figura della Cygnan Martyr galleggiare, sospesa sull’approdo, oltre la barriera di energia che li imprigiona sulla maledetta isola.
La sala risuona del vociare confuso di adepti, guardie, ospiti, mentre il vice prefetto Glay fatica non poco a riportare l’ordine e il silenzio. Tutti si guardano con sospetto, tutti sospettano di tutti mentre le reliquie si accumulano lungo un muro del refettorio.
C’è davvero un erede di Haarlock tra di noi? E chi è…?
La domanda aleggia nell’aria, mentre Glay balbetta, cercando di organizzare pensieri e una strategia per evitare una morte certa.
Lixam richiama l’attenzione su una delle reliquie salvate, un quadro la cui tela è perfettamente intonsa e sulla cui cornice spiccano le parole “Lo specchio del mio sangue”.
L’assassino si taglia e lascia cadere qualche goccia di sangue su un angolo della tela, senza che nulla accada; è convinto che in tal modo si possa scovare l’esistenza dell’erede di Haarlock, ma nonostante tutti si sottopongano alla prova non accade nulla.
Mordecai si concentra sul quadro e prova ad aprire una porta sul warp: sulla tela si forma un’immagine indistinta, un profilo, un volto che continua a cambiare incessantemente, senza mai assumere fattezze riconoscibili. Lo psyker, dopo parecchi minuti di osservazione, interrompe il contatto con l’Immaterium, scuotendo il capo.
L’ipotesi che non esista tra loro il sangue empio degli Haarlock sposta l’attenzione e l’odio sulla Gilda degli Affranti, che di fatto controllano l’isola e lo scudo di forza che impedisce la fuga, ma nessuno dell’Adeptus Terra ha idea di dove possa trovarsi la centrale di controllo.
Lo studioso Lanus Cysten affianca Vetok, confessandogli di aver notato un particolare, un dettaglio che potrebbe dar loro una speranza: sulle porte del mausoleo di Solomon Haarlock ha notato una sorta di apertura che combacia, a suo dire, con il medaglione visto al collo di Greel. Il chierico, molto interessato alla figura del custode degli Affranti, interrompe la confusione generale prendendo la parola e suggerendo di indagare sulla struttura che ospita le spoglie del capostipite della dinastia degli Haarlock, rivelando quanto appena appreso dallo studioso.
La proposta trova riscontro, le armi vengono controllate con gesti nervosi e di impazienza: al mausoleo, oltre ai quattro agenti, andranno Rubio Ozmandius più quattro dei suoi uomini, la guardia di Octavia Nile, Lanus Cysten e l’assistente, e un gruppo di adepti e guardie planetarie al comando di Glay.
La spedizione si avvia con l'intenzione di trovare una via di fuga, a qualunque costo, mentre la terra trema sotto l’indifferente fioccare della cenere.

mercoledì 16 ottobre 2013

139 - UN CUORE PAVIDO

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Locutor Mayweather, lasciato presso l’acquartieramento dell’Adeptus Terra, nei presi dell’ingresso del complesso, è tormentato dal dubbio: scorge la Cygnan Martyr galleggiare in alto, sopra le onde esiziali del Balemire Sea e, lontani, i Giardini dei Santi perduti, nei quali si sta finalmente svolgendo l’asta. Lo hanno lasciato nei pressi del refettorio, con il compito di tener d’occhio proprio la Cygnan Martyr; in realtà l’avvocato sa benissimo di essere di intralcio ai quattro agenti, e di essere stato abbandonato al suo destino. Questo pensiero si fa strada mentre scivola tra le ombre delle statue che fiancheggiano l’ampio viale che conduce all’attracco della skyship: Mayweather copre con ampie falcate l’ultimo tratto che lo divide dalla salvezza, e si sbraccia, urlando, perché lo facciano salire a bordo.
Il capitano Shaddrack fa calare una scala, e il signor Naun afferra il pallido avvocato, conducendolo dentro e offrendogli qualcosa di forte da bere, ascoltando la sua delirante presentazione.
«Dobbiamo fuggire finché siamo in tempo… Saremo perduti altrimenti!»
Nessuno riesce ad aprir bocca che una scossa di terremoto agita le acque velenose e sull’intera isola compare una cupola traslucidadi energia.
«Per il suo santissimo trono, che cosa succede?», il signor Naun corre a babordo, mentre il capitano richiama ai propri posti tutti gli uomini.
«Sono perduti, sono tutti morti… Dobbiamo andar via, ascoltatemi!»
«Aspetteremo di sapere cosa sta accadendo: al momento non pare stiamo correndo rischi.» Elias Shaddrack risponde senza guardare l’avvocato, lo sguardo perso verso il padiglione dei giardini.
Merda! Ragazzi, dovete fare in fretta ad uscire…
«Siamo in emergenza, quindi, a mio insindacabile giudizio, la arruolo nell’equipaggio a partire da ora.»
Il signor Naun sorride, Mayweather sbianca: «Ma io… Io…»
«Marinaio, al ponte di babordo di vedetta. Scattare!» Il signor Naun gli strappa la bottiglia di amasec mentre lo apostrofa. Poi si allontana insieme al capitano verso la sala motori.


Attorno al pulpito dell’asta i quattro agenti si ritrovano insieme a mastro Nonesuch e seguito, Rubio Ozmandius e servitù ed uno sparuto gruppo fra adepti e guardie planetarie, fra cui un allampanato e scosso vice prefetto Glay, che, balbettando, aggiorna il gruppo sulla situazione: «Un campo di energia avvolge l’intera isola e le comunicazioni sono saltate: siamo tagliati fuori… Ho radunato gli altri superstiti presso i nostri quartieri.»
Nonesuch, per nulla turbato, sorride: «La dinastia degli Haarlock riserva sempre interessanti sorprese.»
Passato lo sbigottimento Glay ordina di portare via le reliquie e di barricarsi nei quartieri dell’Adeptus Terra, in attesa di organizzare un piano.
La Gilded Widow, avvolta da un sinistro brillio, non viene toccata. Mordecai la percepisce ridere mentre la processione dei sopravvissuti si avvia, allontanandosi sotto la cenere incessante.

lunedì 14 ottobre 2013

138 – LA LUNGA ALA DEL CORVO

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Il demone conosciuto anche come Padre Corvo, che era riuscito a soggiogare la volontà di un abate, di attirare in trappola e distruggere uno psyker veggente, di gettare nell’orrore un’intera comunità… Quattro agenti, quattro accoliti come loro erano riusciti a sventare la minaccia: le indagini successive li portarono su Hive Sibellus, nella casa di Julia Strophes. Così la giovane donna entrò in contatto con l’Inqusitore, così entrò a far parte del suo entourage…
L’assassino si scuote dai ricordi ed estrae uno shotgun, con il quale affrontare gli stormi demoniaci.
Il campo di battaglia si trasforma in una carneficina, gli stormi volteggiano per poi buttarsi in picchiata sui gruppi di combattenti, straziando e dilaniando, lasciando traccia della loro empia presenza nei cuori e negli incubi dei presenti.
I quattro agenti si cercano, provano a riorganizzarsi: Lixam fa tuonare il fucile a pompa spezzando lo stormo ad ogni passaggio in un’esplosione di penne e strida infernali.
Vetok si ritira verso l’assassino, Brunch mena fendenti creando il vuoto intorno a sé, mentre Mordecai, passato a fil di spada un avversario, si volta e si trova ad affrontare una forma translucida ed evanescente: un gelo esiziale lo coglie fin dentro le viscere mentre si prepara ad immergersi nel warp per fronteggiare lo spettro astrale.
Lixam nota Mordecai irrigidirsi e levitare da terra nel momento in cui l’entità prova ad impossessarsi del suo spirito e lancia un grido di avvertimento: Vetok coglie il suggerimento e copre lo psyker dagli ultimi Affranti e accoliti, così come prova a fare Brunch, sanguinante per le ferite subite dai corvi.
In un solo respiro lo spettro astrale penetra nel corpo di Mordecai, che si sente bruciare il sangue nelle vene, come se si fosse trasformato in fuoco liquido.

Ti svuoterò l’anima e soffrirai eternamente…

Mordecai ha occhi che sprigionano un fuoco che riluce di porpora e oro, il suo viso è contratto in un urlo di dolore mentre, sollevatosi da terra di una decina di centimetri, spalanca le braccia e stringe i pugni: per qualche istante la presenza demoniaca lo possiede, ne ruba la vita. Poi Mordecai reagisce, il suo potere si richiude sullo spettro, lo avvolge, lo incatena nella sua stessa forza, il warp: lo psyker pronuncia una parola e spalanca un baratro tra la realtà e l’Immaterium, raccoglie le forze e scaglia la presenza nel fondo di quell’inferno, liberandosene.

Il giardino in cui ha avuto luogo l’asta è punteggiato di cadaveri; la cenere ricomincia a cadere indisturbata mentre alcuni ospiti e guardie planetarie accorrono sul luogo dello scontro ormai terminato.
I tre compagni, con il fiatone per il lungo scontro, osservano preoccupati Mordecai, ma lo psyker, con un sorriso, li rassicura: «Va tutto bene: l’ho ricacciato indietro.»
Poi apre i pugni ancora contratti: sui palmi giacciono due penne, due penne nere di corvo. Mordecai unisce i palmi davanti al viso e le soffia via, facendole volteggiare insieme alla cenere. Vetok tira un sospiro di sollievo: Mordecai è diventato più forte, ma diventeremo cenere anche noi se rimarremo intrappolati qui…

martedì 8 ottobre 2013

137 – L’ABATE TAMAS DI SHALE

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Nel momento di tensione nessuno si accorge della bambola che, ancora esposta nella teca, incomincia a lacrimare un icore acido che le scioglie il viso e, colando, sfrigola in un malsano vapore giallognolo; man mano che il pianto fluisce il volto diviene una maschera grottesca e il fantoccio scivola su un fianco, adagiandosi in una pozza di ribollente magma eterico.
Mordecai e Brunch rompono gli indugi e caricano i cenciosi accoliti, mentre Vetok e Lixam prendono copertura, pronti a dare supporto.
Brunch impatta con la spalla sullo sterno di un gregario, mandandolo gambe all’aria; si inchina, evitando un fendente e affonda la lama, rotolando subito di lato.
Mordecai devia un colpo di ascia, compie una elegante veronica aggirando facilmente l’avversario e lo infila da dietro; nel maelstrom di correnti eteriche originate dalla Gilded Widow, percepisce un soffio diverso, mentre la vista gli si annebbia per un istante: l’abate Tamas, al riparo dietro ad un piedistallo, gesticola e mormora parole arcane al suo indirizzo.
Alcuni affranti tornano alla carica, scivolando fuori come ombre da dietro statue, altari, pulpiti, ma il fucile di Lixam, aiutato da Vetok, è preciso ed efficace nello sventare l’imboscata. Un colpo in particolare scaglia indietro una faccia di morte, con il petto squarciato, contro un piedistallo, rovesciandolo a terra: la teca di vetro che era appoggiata sopra esplode in mille pezzi e ciò che qualche attimo prima era una bambola di squisita fattura, vortica in un vapore animato per poi schizzare via, non vista, con sinuose movenze da ofide.
Lo scontro continua feroce: l’abate Tamas, abbandonate le stregonerie, si affida al proprio hand-cannon, e centra Vetok ad una gamba, il quale si rotola al riparo per ricaricare. Lixam si sposta velocemente per avere una visuale migliore, mentre Mordecai e Brunch si ritrovano in una furiosa mischia, a contrastare gli accoliti dell’empio prete e le facce di morte.
L’abate urla improperi e frasi blasfeme, incitando i suoi al massacro nel nome del suo Signore e Padrone. Facendo affidamento alla confusione che regna intorno, esce dal riparo e si muove verso l’oggetto delle sue bramosie. La massa corpulenta si muove incredibilmente veloce, ma non abbastanza per sfuggire all’ira e alla vendetta di Vetok: il caricatore pieno della Hecutter si svuota in raffiche ravvicinate e precise, l’ultima delle quali centra in pieno il predicatore del male. L’abate Tamas di Shale viene scagliato all’indietro ma, prima di toccare terra, si scompone in una massa nera brulicante e fremente. Per un istante Lixam stacca l’occhio dal mirino per osservare con terrore i due stormi di corvi neri che turbinando sul campo di battaglia, l’ultima stregoneria che la possessione del Padrone e Signore ha perpetrato attraverso il suo viscido adoratore e servo.
Brunch istintivamente si china, riparandosi il capo al frullare di ali e alla morsa di artigli e becchi, dimenticandosi dell’avversario. Una spallata dello psyker lo manda a terra e gli fa evitare un fendente di spada.
I corvi non risparmiano nessuno, strappando con gli artigli le maschere dai visi degli Affranti, dilaniando con i becchi i corpi scarni degli adepti.
Lixam, riportata alla memoria una conversazione avuta con Julia Strophes ai tempi del suo arruolamento, mormora, quasi lasciando cadere a terra il fucile: «I corvi… Il Danzatore sulla Soglia: il demone di Iocanthos…»

sabato 5 ottobre 2013

136 – MENO TREDICI


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Improvvisamente tutto si fa silenzio, al punto che la cenere sembra fare rumore posandosi a terra.
L’oracolo taglia il mazzo per l’ultima volta e Mastro Nonesuch, con un’aria divertita in volto, incomincia ad applaudire, figura grottesca che dà consistenza allo stupore generale.
«Pazzi! Siete intrappolati qui, seppelliti vivi! Morte ai depredatori di tombe! Morte a chi osa profanare il Suo nome rubando al Maestro!»
Greel, urlando l’impropero, solleva il bastone, dal quale scaturisce un arco di energia che si stabilizza in una lama di falce: con un possente fendente il Custode degli Affranti trancia in due il Prefetto Hiram Bland, in un’esplosione di sangue e viscere.
«Noi siamo i morti!» I confratelli rispondono con una sola voce, estraendo lame argentate da sotto le vesti e avventandosi indiscriminatamente sui presenti.
Gli uomini della Guardia Planetaria, ormai senza comando, cedono al panico, andando in rotta e cadendo sotto i colpi dei cultisti; gli ospiti si ritirano verso l’uscita dei giardini, chi in preda al panico e chi in maniera più organizzata.
Vetok vuole eliminare Greel, ma si deve armare: a metà strada incontra Brunch e Lixam, che gli consegnano la fidata Hecutter; si scambiano giusto un’occhiata, poi proseguono, cercando e dandosi copertura, mentre urla e colpi di arma da fuoco riempiono l’aria.
Mordecai, rimasto presso l’oracolo per non farsi sfuggire Greel, schiva una faccia di morte urlante e la sgambetta, mandandola a terra; steso in avanti il braccio destro con il palmo della mano disteso, si concentra e visualizza la spada: il pugno stringe l’elsa e in un rapido e luccicante arco di morte lo psyker lascia a terra le schegge insanguinate di una maschera infranta.
Gli Affranti sembrano ritirarsi: inseguono solo più i soldati che sono fuggiti nella direzione sbagliata. Greel sembra essere scomparso, confuso tra le altre tante vesti nere.
Mordecai si difende, in attesa dell’arrivo dei compagni; continua a tenere d’occhio l’oracolo, che per le correnti warp che emette deve essere il centro del potere che ha provocato il terremoto e chissà cos’altro da quel momento in poi. Il potere che sprigiona lo spaventa, è troppo forte per lui, non saprebbe davvero come opporglisi.
Urla e spari più vicini ne richiamano l’attenzione: l’abate Tamas di Shale e i suoi malconci accoliti, attaccati da un drappello di affranti, stanno cercando di avvicinarsi; poco più indietro Brunch, Lixam e Vetok avanzano con ordine: l’assassino miete vittime fra gli affranti che si stanno dando alla fuga, Vetok tiene a distanza i guai, mentre Brunch li cerca e li risolve a fil di spada.
L’oracolo riluce di un'aura malvagia mentre i quattro si riuniscono sotto il suo sguardo vuoto. L’abate, abbattuti gli Affranti che lo minacciavano, incita i suoi a proseguire, seguendoli trafelato.
Gli accoliti corrono bramosi, con occhi che non vedono altro che la statua dorata.
«Fermi!» intima Vetok. «Abate, fermate i vostri uomini!»
Tamas, in tutta risposta, esplode un colpo per aria, urlando con espressione folle: «L’oracolo appartiene al mio padrone! Me lo ha rivelato in sogno: egli desidera l’oracolo più di ogni altra cosa!»

mercoledì 2 ottobre 2013

135 – DOMANDE E RISPOSTE


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day610.year816.Millenium41

L’attenzione di tutti è focalizzata sull’oracolo, solo gli appartenenti alla Gilda degli Affranti sembrano ignorare l’evento.
Lanus Cysten e il suo assistente prendono appunti, con occhi lucidi per l’emozione, mentre gli altri ospiti, eccezion fatta per mastro Nonesuch, paiono stupefatti e intimoriti dalla statua della donna.
Vetok attiva il micro-bead per comunicare con i compagni che attendono fuori: «L’aria è immobile, il respiro è perfetto.»
Brunch e Lixam, riconosciuto il codice della massima allerta, rispondono con la sequenza prestabilita.
Mordecai, che fino a un attimo prima sembrava quasi annusare i profumi delle correnti eteriche sprigionate dall’oracolo, rompe l’imbarazzo facendosi avanti per primo: «Chi è il settimo figlio del settimo figlio?»
La statua si volta con movenze meccaniche, ma la mano sinistra è incredibilmente fluida nel mescolare i tarocchi; la Gilded Widow taglia il mazzo e risponde: «Tu che chiedi ne stai seguendo la scia…»
Haarlock! Questa è la conferma definitiva che Luther diceva il vero e che Yanhu è sulla pista giusta…
Mormorii si levano, subito zittiti dalla voce calma e composta di Nonesuch: «Mi domando a quale scopo il vostro maestro vi abbia creato.»
«Chiedete e vi sarà risposto... Solo così la verità sarà svelata...»
Vetok scorge il nervosismo crescente in Hiram Bland e, desideroso di conosecere la verità a discapito della volontà del Prefetto di insabbiarla, si schiarisce la voce prima di porre la domanda: «Chi dunque ha assassinato i due malfiani conosciuti come Vymer e Quill?»
La statua posa l’inquietante sguardo sul chierico: «Coloro che da tempo sanno e osservano...»
Le facce di morte! Che osservano da dietro le loro empie maschere... Lead us not into heresy, but deliver us from the impure...
La preghiera accende il fervore del chierico, che comunica, incrociandone lo sguardo, la propria determinazione allo psyker; l’attenzione dei due viene immediatamente richiamata dalla voce bassa e gutturale di Mashrek, che incalza la Gilded Widow.
«Si parla tanto del tuo maestro e della sua misteriosa scomparsa, ma Erasmus Haarlock è davvero morto?»
La statua e più veloce nel voltarsi, più frenetica nello smazzare le carte: «Il Viaggiatore Oscuro sta tornando per compiere la propria vendetta! Tredici ore, tredici ore da adesso prima che la sua ira scenda come fuoco e cenere su questa tomba preparata appositamente per voi... La giusta punizione per chi osa impossessarsi di ciò che è suo. Non avete imparato la lezione della storia, siete destinati a compiere gli errori del passato, ma prima soffrirete... Prima sarete confessati...»
L’intera isola è scossa da tremiti violenti, servitori e servo skull cadono a terra, privi di vita. Gli Affranti si gettano in ginocchio, urlando e disperandosi, mentre gli ospiti e i soldati rimangono attoniti nel tentativo di reggersi in piedi.
La voce dell’oracolo sovrasta il fragore e i boati che sembrano provenire dalle viscere della terra: «Avete una e una sola possibilità di placare la sua furia: datemi il sangue dell’erede di Haarlock e vivrete, lasciate che il suo sangue riempia il mio calice e sarete salvi. Se non soddisferete la mia richiesta i Figli del Reame divoreranno le vostre carni e l’oscurità ricoprerà per sempre le vostre spoglie.»

lunedì 30 settembre 2013

134 – LA PRIMA BATTITURA

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day610.year816.Millenium41

Finalmente, filtrata dalla cenere, una pallida alba sancisce il fatidico giorno. Gli ospiti affluiscono al refettorio dove si respira aria di eccitazione, e i successivi passi verso la cupola dell’esposizione si fanno rapidi. Tutto procede secondo i piani: Brunch e Lixam si fermano fuori, armati e pronti ad intervenire, mentre Mordecai e Vetok entrano per presenziare alla battitura.
Lo psyker, prima di lasciare la spada alle guardie, la stringe, focalizzandola ad occhi chiusi nella mente; sollevato un infinitesimo lembo di realtà, lascia scivolare l’immagine nel warp. Poi, riaprendo gli occhi, consegna l’oggetto e segue il chierico verso l’audizione.
Guardie Planetarie sempre più agitate pattugliano o stazionano nei pressi del giardino, mentre adepti e Affranti brulicano intorno al palco, da dove Hiram Bland, accompagnato dall’onnipresente Greel, osserva l’affluire dei compratori, pronto a dare inizio alla battitura.
Il cerimoniale è ridotto a zero, il Prefetto ha fretta di concludere e tornare ai propri compiti in città; Greel sembra limitarsi ad esistere, immobile e silenzioso, appoggiato al lungo bastone.
Si parte con i pezzi di minor pregio e valore: diversi commissari si dilungano nell’esporre le qualità della collezione degli Haarlock, procedendo con lentezza irritante nonostante la fretta di Bland.
Mastro Nonesuch si aggiudica strabilianti vesti xeno, dichiarando pubblicamente di farne dono all’affascinante quanto scontrosa Beatrix Hazael, che si dimostra sinceramente imbarazzata dal gesto; i lacchè del nobile Ozmandius acclamano ad ogni suo rialzo, mentre si contende, da una parte, diverse armi dalla foggia strana con Mashrek, e dall’altra alcuni libelli, bestiari e diari, con Octavia Nile. Vengono poi battuti gli elisir alieni e le sostanze stupefacenti, le statuette di luce e diversi altri oggetti d’arte. Vetok e Mordecai osservano, fingendo di partecipare con sporadici rilanci: l’impressione è che si stia attendendo il prezzo davvero forte, l’oracolo di Haarlock.
L’assegnazione si protrae fino a metà giornata, quando come intermezzo, il Custode degli Affranti decide di dare una dimostrazione della Gilded Widow: sei uomini trasportano l’oracolo davanti al pubblico, mentre Greel, estratto da sotto la vesti un rubino a forma di cuore, lo inserisce nel petto della donna meccanica. La trasformazione strappa mormorii e commenti, e la figura prende vita, mescolando i tarocchi e fissando occhi vuoti sui presenti.
Mordecai si senta accapponare la pelle: pur essendo un meccanismo l’oracolo sembra essere contagiato dal warp come può esserlo la sola carne, il solo spirito. Scambia un’occhiata con Vetok, teso a propria volta dall’evento.
«Chiedete e vi sarà risposto», gracchia la voce innaturale della Gilded Widow.

lunedì 23 settembre 2013

133 – NOTTE DI VIGILIA


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day608.year816.Millenium41

Durante la cena solo Lanus Cysten nota l’assenza dei due fratelli malfiani, così come li chiama Vetok. Mordecai risponde con naturalezza che probabilmente i due cenano in camera, date le condizioni di Quill. Lo studioso sorride e si accende di entusiasmo mettendosi a parlare di arte, in preda ad eccitazione da vigilia. Nessun altro pare accorgersi o porre domande sull’assenza di Vymer e Quill.

L’avvocato non vuole dormire da solo e non sente ragioni: la voce nasale emette, come fosse una boa di segnalazione, una nenia continua e monotona sul “succhiacervelli”, nonostante le ripetute minacce di Brunch di fargli ingoiare i tamponi; alla fine i passaggi costanti dei soldati della Guardia Planetaria nel corridoio e parecchie sorsate di amasec lo rassicurano fino a zittirlo, per la sanità mentale degli altri quattro.
«Una volta conclusa l’asta, bruceremo tutta l’isola, e tutte quelle Facce di Morte!», esclama Vetok.
Brunch sorride, finendo l’amasec: «Be’, non dovrebbe essere troppo difficile: qui sotto è già tutto un fuoco.»
«Potrei sbagliarmi, ma su tutta l’isola le uniche correnti warp che ho avvertito sono in relazione agli oggetti battuti e non agli Affranti o all’isola stessa…», incomincia lo psyker che, dopo un’occhiataccia del chierico, si affretta a concludere «Ma con questo non voglio dire che non siano eretici.»
«Forse domani dovremmo dividerci: qualcuno dovrebbe star fuori, pronto a raggiungere la Cygnan Martyr, la nostra unica possibilità di fuggire vivi da qui», bisbiglia Lixam.
L’avvocato, attivatosi al suono della parola fuga, riattacca la nenia, biascicando per il troppo vino bevuto.
Brunch lancia la bottiglia vuota all’assassino: «Merda! Lo hai fatto ricominciare.»

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day609.year816.Millenium41
   
Il pattugliamento da parte della Guardia Planetaria è costante durante tutti i turni di guardia a cui gli agenti si sottopongono.
«Fottuto Bland, fottuta isola: questo posto mi rende claustrofobico!»
«Dormi, Brunch» Lixam continua a studiare la piantina approssimativa del complesso fornita loro all’arrivo, sovrapponendola e completandola a mente con i sopralluoghi effettuati durante la permanenza.
«Ehi, Lix… Domani io sto fuori.»
«Va bene, ma dormi.»
Mayweather mugola qualcosa nel sonno, e Lixam aggiunge: «Ci ha mandati tutti a morire.»
«Chi? Mayweather?»
Nel buio risponde la voce di Vetok: «Silas Marr, Brunch. Lui ci ha mandati qui a morire.»
«Anche lui preso dalla caccia agli Haarlock…», continua Mordecai.
«Bene, sento che siamo tutti svegli», commenta Lixam. «Qualcuno ha qualche idea per sopravvivere domani?»
«Nessuna, ma credo che il cagionevole vecchietto aspetti qui fuori, appostato, con le reti pronte, in attesa che noi agitiamo le acque e i pesci scappino.»
L’assassino commenta: «Vetok, credi davvero che possa intervenire? Che possa rappresentare un’altra via di fuga
Mayweather, anche in stato di incoscienza, coglie la parola magica e biascica frasi incomprensibili, girandosi e rigirandosi.
Brunch trattiene il fiato, maledicendo con un gesto l’assassino.

giovedì 19 settembre 2013

132 – RICHIAMO


Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day608.year816.Millenium41

Nel tardo pomeriggio il medico che si reca in visita al malfiano ferito scopre il duplice assassinio e negli uffici dell’Adeptus Terra scoppia il caos. I quattro agenti e l’avvocato, dalle cui narici spuntano vistosi tamponi, vengono convocati da Bland, dopo che questi ha collegato i fatti a riguardo della medicazione di Mayweather.
I soldati della Guardia Planetaria paiono nervosi mentre l’Adepto Anziano si alza e attacca la filippica, senza nessun preambolo: «Signori, sebbene il grado di Prefetto dell’Administratum mi ponga come rappresentante dell’Impero, le vigenti leggi su quest’isola sono da considerarsi sospese, almeno fino alla conclusione dell’ufficio che sono stato chiamato a presiedere. Ma vi sarei comunque grato se mi metteste a conoscenza di quanto accaduto.»
Nel silenzio che segue il risucchio d’aria dalla bocca di Mayweather si fa più rapido e fastidioso mentre osserva l’ombra dietro all’Adepto riempirsi della figura di Greel, scura e minacciosa.
Vetok prende la parola e racconta i fatti così come sono andati, senza mai abbassare lo sguardo o ammorbidire il tono fermo: guarda negli occhi Bland, ma si rivolge al Custode della Gilda degli Affranti.
«Se volete la nostra collaborazione dovete dirci che cosa sta succedendo», incalza poi Lixam.
Bland si toglie gli occhiali e sospirando risponde: «Alcuni tragici incidenti e altre strane circostanze sembrano voler boicottare l’evento. Ci sono state morti e sparizioni, è vero. E poi la richiesta di questo avvocatucolo in modo da ritardare l’inizio per far sì che partecipaste anche voi… Due navi sono sparite nel nulla. E le morti mai prima d’ora avevano riguardato gli ospiti.» Nel concludere la frase Bland si volta per fronteggiare Greel, che mormora soltanto: «Non succederà più che gli ospiti vengano toccati.»
«Ehi, qui qualcuno scoperchia teste…»
«L’unica cosa che conta e che voi teniate la bocca chiusa su tutta questa faccenda!» L’Adepto si volta come una serpe nell’interrompere l’osservazione di Brunch. Poi, nell’imbarazzo generale, continua: «E che la teniate chiusa per tutta la durata dell’asta, che domattina si terrà regolarmente nel Giardino dei Santi Perduti. Dopodiché la giustizia dell’Imperatore potrà fare il suo corso.»
«Questo puoi giurarlo!», Brunch quasi ringhia nel rispondere.
«Quale autorità consente a questa eresia di sopravvivere? Chi può oscurare la luce dell’Imperatore?» Vetok riesce a mantenersi calmo, ma di nuovo vuole pungere Greel, mentre a rispondergli è il Prefetto: «Gli antichi codici di Solomon. La dinastia degli Haarlock servì l’Impero durante la fondazione del settore e in cambio qui, come altrove, ottenne favori, potere e giurisdizione… E quindi la Gilda degli Affranti…»
«Non morirò per mano di un eretico su quest’isola… Perlomeno non senza aver portato con me le anime di questi dannati.» Il chierico spara fuori le parole come se fossero pallottole.
«Per quanto mi riguarda dopo l’asta, e dopo che me ne sarò andato, potrete rivoltare ogni pietra dell’isola per cercare la vostra mano eretica. Tuttavia spero che collaborerete nel non esporvi a inutili rischi: dopo la cena, signori, dovrete rimanere nelle vostre stanze. E voi, Greel, fate in modo che ogni cosa sia pronta per domani.»
«Ciò che è stato deciso, accadrà.» Il Custode si ritira con un fruscìo di vesti, uscendo da una porta laterale.
«Bene. Per il momento non credo abbiamo altro da dirci.»
Hiram Bland si siede infine alla scrivania, concentrandosi su alcuni documenti e ignorando il congedo degli ospiti.

lunedì 1 luglio 2013

131 – DIETRO LE APPARENZE

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day607.year816.Millenium41

Brunch osserva i due cadaveri con le mani posate sui fianchi; dietro di lui, bianco in volto, Mayweather balbetta terrorizzato frasi a metà, miste a imprecazioni sulla sorte avversa che
Lo ha condotto su quella schifosa isola cimitero.
Vetok gli posa una mano sulla spalla per rassicurarlo, ma proprio in quel momento si sentono passi provenire dal fondo del corridoio. L’avvocato balza verso quelli che crede possano essere i suoi salvatori, bofonchiando una richiesta d’aiuto, ma Brunch riesce ad afferrarlo, cercando di farlo ragionare.
Lixam sta esaminando l’equipaggiamento dei due malfiani, Vetok gli si china di fianco, dandogli una mano: da una tasca interna di Vymer salta fuori un cilindro recante il sigillo di Malfi, contenente un mandato di caccia ed un tracciatore di sangue.
«Cacciatori di taglie», dice Lixam, dando un’occhiata al documento. «Su Malfi prendono molto sul serio le questioni d’onore, tanto da dotare i sicari di tracciatori di sangue per essere sicuri che portino a termine il lavoro e che uccidano la persona giusta, e di un lasciapassare che li solleva dalle più comuni infrazioni alle leggi.»
«Interessante», esclama Vetok, mettendo da parte varie granate recuperate dal cadavere. «E c’è modo di sapere a chi stessero dando la caccia?»
«No, se non provando il tracciatore di sangue su tutti i possibili sospetti. La lettera non lo specifica, dice solo che questi due potevano fare gli spacconi in nome e per conto di Malfi.»
Fuori dalla stanza Mayweather si agita, cercando di divincolarsi dalla presa di Brunch.
«Aiuto!» urla l’avvocato. Il guardsman istintivamente lo afferra per il bavero della giacca e, pur cercando di essere delicato, gli sferra una testata in volto tale da rompergli il naso. Mentre due adepti provenienti dal corridoio si identificano, Mayweather riesce solo più a biascicare ad un volume molto più basso rispetto a prima: il volto è imbrattato di sangue, così come la toga sgualcita.
Mordecai e Brunch si fanno incontro ai due nuovi arrivati, fermandoli prima che possano arrivare alla stanza dove, preso tutto ciò che sarebbe potuto tornar utile, Lixam e Vetok, stanno celando i cadaveri alla vista.
L’avvocato, ancora con la barba sfatta e gli occhi arrossati per il poco sonno, viene fatto passare per ancora ubriaco, al punto di essersi rotto il naso cadendo per il precario equilibrio.
Gli adepti dispensano occhiatacce a destra e a manca, insistendo per accompagnare Mayweather in infermeria.
L’assassino, ancora nascosto in stanza insieme al chierico, invia tramite micro-bead, il segnale di ok a Brunch e Mordecai, che si avviano verso gli alloggiamenti dell’Adeptus Terra, consentendo loro di portare a termine il compito.
L’avvocato, ferito e sconsolato, singhiozza, certo che il suo destino lo porterà ad una fine orribile e dolorosa. Mordecai distrae gli adepti, mentre Brunch sostiene per un braccio l’avvocato, sussurrandogli di non dire nulla di compromettente al riguardo di ciò che è successo.

Dopo una mezz’ora circa Brunch e Mordecai incontrano gli altri due compagni fuori dal refettorio.
«Non ci metteranno molto a scoprire i cadaveri, non c’era modo di farli sparire», esordisce Lixam.
«Già. E cosa diremo?», domanda lo psyker.
«Non lo so, ci inventeremo qualcosa.» Il tono della risposta di Vetok è assorto mentre osserva Mastro Nonesuch e tutto il suo silenzioso seguito passeggiare verso i giardini come se traesse piacere dal panorama e dal lugubre e incessante nevicare cenere.

venerdì 28 giugno 2013

130 – CERVELLI MALFIANI

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day607.year816.Millenium41

Il gruppo si muove velocemente allontanandosi dai giardini. L’avvocato continua a borbottare che dividersi potrebbe risultare pericoloso, ma Brunch, seccato dalla continua lagna dell’omuncolo, lo zittisce con un grugnito misto ad un insulto.
Al fondo dell’immenso piazzale Mayweather decide di dirigersi al refettorio insieme a Brunch e Mordecai, mentre gli altri due svoltano verso la zona degli alloggiamenti.

I labirintici corridoi sono deserti. Le file di porte tutte uguali confondono il senso di orientamento, ma Lixam guida sicuro il compagno verso la zone dove crede alloggino i malfiani. Svoltato un angolo si blocca di colpo, Vetok non riesce ad evitare di urtarlo, rimangiandosi un commento acido alla vista di un paio di stivali che spuntano dall’ingresso di una camera.
Le armi scivolano fuori dalle fondine silenziosamente, mentre l’assassino fa capolino nella stanza e il chierico copre le spalle.
«Per tutti i santi perduti! Aveva ragione l’avvocato: qui succede qualcosa di strano.» In un attimo Vetok gli è accanto: stringe gli occhi e soffia fuori l’aria dai polmoni in un breve salmo all’Imperatore, mentre sente crescere l’ira dentro di sé: « Heed His wisdom, For He will protect you from evil.»
I cadaveri dei malfiani giacciono riversi nella stanza, Quill al centro, in mezzo ai due letti, mentre il compagno è stato ucciso sulla soglia, tanto da spuntare per metà nel corridoio: entrambi i cadaveri hanno il cranio scoperchiato e vuoto, mancante del cervello.
«Le spighe di grano sono mietute fuori stagione... Fate in fretta!» Lixam chiude la comunicazione al micro-bead, inchinandosi sui cadaveri, in cerca di indizi e di tracce. Vetok controlla la stanza e lo scarno contenuto, in attesa che arrivino i due compagni: forse Mor può percepire qualche traccia di warp, qualche segno di eresia.
Seppur avvezzi ai più disparati orrori della morte i due si guardano, per un attimo confusi: c’è troppo poco sangue in terra stante il trauma, e la scatola cranica sembra essere stata fracassata con la forza più che tagliata.
«Qualcuno... Qualcuno gli ha asportato il cervello, ma per quale fottuto motivo?», inizia Lixam.
«Qualcuno o qualcosa, Lixam. Sembra glielo abbiano succhiato via per aver lasciato così poco sangue a terra. Sembra quasi se li siano mangiati...»
Lixam avverte un rumore, fa un cenno con gli occhi al compagno: tirano dentro la stanza il cadavere e si appostano ai lati della porta, in attesa. Man mano che il rumore cresce riconoscono i passi di tre persone, che improvvisamente incominciano ad allontanarsi. Lixam sorride e chiama sul micro-bead, per guidare i compagni.
«Fottuto labirinto per formiche! Dove siete, Lix?»
«Tornate indietro e svoltate a destra, dannata bestia. Tappate occhi, orecchie e narici al piagnone, lo spettacolo che abbiamo trovato qui potrebbe fargli saltare i nervi del tutto.»
«Ci penso io, tranquillo.»
Il rumore dei passi si fa più forte. Vetok esclama: «Farei volentieri a meno di quella palla al piede di Mayweather, ma ciò che ci ha raccontato si è rivelato essere vero. Potrebbe sapere dell’altro, anche se è troppo fragile per questa situazione.»
«Tranquillo: Brunch ha detto che ci pensa lui!», risponde l’assassino, sorridendo.

venerdì 14 giugno 2013

129 – PRESENZE E ASSENTI


 Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day607.year816.Millenium41

Lanus Cysten concentra la propria attenzione sulla Gilded Widow, staccandosene a malincuore per osservare i restanti pezzi. Anche l’abate Tamas, insieme ai suoi macilenti compagni, fa capannello intorno al congegno-oracolo, in evidente visibilio.
Octavia Nile, con la taciturna guardia del corpo appresso, passeggia osservando meravigliata le teche e lo spettacolo offerto dal padiglione; i due segretari ne richiamano l’attenzione sui pezzi che ritengono interessanti. Si trovano infine intorno allo spallaccio di spacemarine.
Vetok è già lì. Sorride all’avvenente donna, commentando: «È sicuramente antico, ma risale ad un periodo successivo all’Eresia.» Il chierico si allontana, raggiungendo Mordecai, che è intento ad osservare le pagine di un libello, fitto di strani simboli. Getta un’occhiata dietro alla spalla al sopraggiungere dell’amico: «Non riesco a decifrarlo. Potrebbero essere solo mappe spaziali crittografate dei tesori di famiglia.»
«Non percepisci nulla di strano?», domanda Vetok.
«È successo prima. Intorno all’oracolo.»
«Teniamo gli occhi aperti.»
Tutti i miei occhi, pensa Mordecai, sorridendo.
Lixam si sofferma brevemente sulle statuette di luce e punta alla sezione che lo interessa: intorno alle teche degli elisir e delle sostanze psicotrope incontra parecchi servitori di Rubio Ozmandius, il ricco e spavaldo nobile visto per la prima volta nel refettorio. L’assassino riconosce alcune sostanze proscritte dai Magos Biologis perché ritenute contenere sangue eldar. Poi ammira la rosa di Zamarkanda, considerata da più di trecento anni illegale per editto del governatore del settore: si dice che il profumo dei fiori cremisi attragga inesorabilmente gli incauti verso le spine velenose. E che le radici si nutrano di sangue. Gli aculei sono intrisi del veleno più letale conosciuto e dai petali si estrae una droga in grado di modificare i geni umani.
Nulla di più pericoloso! pensa Lixam, dirigendosi verso i compagni.
Brunch si unisce a Octavia, lanciandosi in affabulanti e sperticati elogi a tutti i capitoli di spacemarines esistenti. Il suo entusiasmo è genuino, ma non coinvolgente al punto da riuscire a prendere nella rete la pesciolina, che da lì a poco, dopo averlo salutato cortesemente, si allontana.
Rubio Ozmandius, accompagnato da Mashrek, il barbuto e silenzioso gigante che sedava al tavolo della rappresentanza della Gilda Mercantile di Solomon, osservano con interesse le armi esotiche facenti parte dell’inventario. Sono preceduti, seguiti, circondati dal cicaleggiante stormo di servitori.

I quattro agenti si riuniscono: di tutti gli ospiti mancano i due malfiani, Vymer e Quill, e il Mastro di Gilda Nonesuch con tutto il seguito.
«Il malfiano ferito potrebbe essere peggiorato...» accenna Lixam.
«Ma Mastro Nonesuch e i suoi scatenati valletti?» finisce per lui Brunch.
Mordecai è distratto: una bambola in una teca ne attira l’attenzione. La figura pare quasi tremolare, come per effetto di un miraggio.
«È quasi ora del pranzo. Io e Lixam passiamo dagli alloggiamenti per dare un’occhiata. Brunch, tu e Mor seguite gli altri in refettorio...» Il chierico si accorge che qualcosa non va: Mayweather guarda con occhi spalancati lo psyker, le cui vesti, avvolte da un turbine di cenere, si agitano debolmente.

I Figli del Reame... I Divoratori di Mondi... E io presto ti avrò!

 
La voce che lo assale è come una lama nel cervello, ma dura solo attimo: Mordecai ritorna cosciente nel momento in cui l’avvocato vomita, piegato in due dai conati: «Uno spettro astrale… Posso affrontarlo, anche se preferirei evitare.»

mercoledì 12 giugno 2013

128 – L’ESPOSIZIONE

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day607.year816.Millenium41

Il giorno successivo, nel padiglione dei giardini, vengono esposti i pezzi battuti all’asta. I quattro agenti, insieme ad un sempre più pavido Mayweather, si apprestano a visitare l’esposizione.
Lungo il cammino incontrano Lanus Cysten e il suo assistente, diretti anch’essi verso le meraviglie della casata Haarlock.
Lungo il percorso il nobile studioso commenta l’architettura e i fregi del mausoleo del capostipite della famiglia, Solomon, rivelando di aver scoperto quello che a lui sembra essere una strana incisione al centro della parete di ingesso, una nicchia scavata a forma di sole, quasi fosse l’alloggiamento per una particolare chiave.
«Ne siete sicuro?» Vetok sembra essere interessato al dettaglio.
«Credo proprio di sì: quella nicchia è stata realizzata per contenere un meccanismo che attiva qualcosa...»
Il gruppo continua in silenzio verso i giardini, sotto l’imperterrita nevicata di cenere. 
Una truppa di soldati accompagnati da due servitori armati di mitragliatori pesanti li ferma all’ingresso del padiglione, chiedendo loro di lasciare le armi: all’interno dei giardini sono consentiti solo data-slate e alcuni pochi altri oggetti per l’osservazione ed eventuali annotazioni.
I quattro lasciano le armi in una cassa, Lanus Cysten deve lasciare in custodia un registratore di immagini; il nobile sbuffa per la privazione e si allontana a grandi falcate, varcando l’ingresso.
L’impressione è che nel giardino manchino delle statue o si siano aggiunti piedistalli in numero considerevole, sui quali sono poste le teche che contengono i preziosi cimeli di famiglia, di una famiglia ben oltre la dannazione, pensa Vetok.
Sono esposti oggetti d’arte provenienti dalle più disparate regioni dell’impero, statuette di luce jokaero, la famigerata Rosa di Zamarcanda, pozioni ed elisir dalle proprietà mistico-lisergiche, armi, delle più strane e incomprensibili fogge fino ad arrivare alle agili linee della armi shuriken della razza Eldar. Libri, volumi, mappe, libelli, codici, una delle manie che da sempre ha accompagnato la storia della famiglia di mercanti corsari. E ancora inquietanti statuette, maschere xeno, tessuti e vesti esotici, dipinti, gioielli e antichi sigilli; perfino uno spallaccio di un’antica armatura da spacemarine fa mostra di sé all’interno della vetrina che lo protegge dal cinereo fioccare.
Al centro dell’esposizione aspetta la Gilded Widow: è un automa d’oro raffigurante una donna, abbigliata di un lungo vestito rosso, di foggia antica, adorno di inserti porpora; la pelle aurea è incastonata di agate e rubini, e la testa reclinata in avanti. Sul petto è presente un’apertura, attraverso la quale si scorge un complesso meccanismo fatto di ingranaggi e componenti arcani. La figura è seduta su un trono dallo schienale alto, e porta in grembo uno scrittoio, adorno di fregi geometrici e occulti. Quella strana statua regge nella mano destra un calice intagliato da un rubino, e nella sinistra un mazzo di tarocchi dell’imperatore.
La targhetta sulla teca porta scritto: Il più Sacro e Meraviglioso Congegno-Oracolo, conosciuto dagli uomini come la Vedova Dorata.
Lanus Cysten cinguetta alla vista di quella che agli altri appare come una conturbante visione. L’impressione è che si possa svegliare all’improvviso e predire eventi catastrofici.
Anche Mordecai non le stacca gli occhi di dosso, la pelle accapponata: seppur il volto è reclinato in avanti sul petto, lo psyker, in un lieve sbuffo eterico, l’ha sentita sorridere.

domenica 9 giugno 2013

127 – IL CONTATTO

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day607.year816.Millenium41

Al rientro ai loro alloggiamenti i quattro agenti trovano davanti alla porta un uomo scarmigliato, bianco di capelli, dalla barba non fatta di un giorno e gli occhi iniettati di sangue. È vestito con abiti eleganti ma visibilmente stropicciati: la toga da avvocato gli pende storta e spiegazzata.
«Voi… Siete voi… Siete soli…?»
«Noi bastiamo per noi! E tu chi saresti?» Brunch si pone con fare minaccioso davanti all’omino, che arretra, guardandosi intorno.
«Io non volevo dire… Cioè, mi aspettavo che arrivasse una squadra intera per… per… »
I quattro lo circondano e lo sospingono verso l’ingresso: nei corridoi non c’è nessuno, ma è sempre meglio non rischiare. La porta dell’alloggio si richiude dietro ai cinque, Brunch molla la collottola dell’avvocato, gli altri tre aspettano che il nuovo arrivato chiarisca la situazione.
«Oh, ecco… Io sono Locutor Mayweather. Sono qui per conto di… Per conto di quello che ha mandato anche voi…»
«Silas Marr», sibila Vetok. L’omino si agita nel sentire il nome.
«E tu che ruolo avresti in tutta questa faccenda?», chiede Lixam.
Mordecai sorride: aspetta che i compagni conducano l’interrogatorio con metodi convenzionali prima di sussurrare arcane parole nella mente dell’ospite.
«Modestamente io, Locutor Mayweather, ho fatto appello al Codice accioché l’apertura venisse posticipata, e in modo tale da consentire che lui mandasse chi di dovere…» La voce gli trema per un attimo prima di ricominciare, «Ci sono state delle morti sospette! E siamo tagliati fuori. L’ultima speranza di sopravvivere era legata all’arrivo di rinforzi… E voi siete solo in quattro…»
«Di quali morti stai parlando?» Vetok, in piedi di fianco a Brunch, alza la voce. Mayweather sobbalza e sputa tutta la verità in merito: «Ci sono state sparizioni… E l’altro ieri un soldato è stato trovato nell’atrio: gli era stata aperta la testa e il cervello non c’era più! E quel pazzo di Brand ha fatto finta che non fosse successo nulla… E gli Affranti! Improvvisamente sono ovunque, con le loro maschere bianche, le loro dannate lacrime, come se stessero aspettando qualcosa… Dobbiamo andarcene da qui prima che sia troppo tardi… Andarcene! Avete capito?!?»
L’alito manda puzza di alcol mentre in piedi, piegato con le mani sulle ginocchia, ansima, in preda ad una crisi di panico.
Merda! Sembrano dire gli occhi di Lixam, facendo cenno a Vetok e Brunch di sederlo.
«Diamogli un cicchetto per calmarlo… Uno in più non lo ammazzerà», esclama Brunch, prendendo la bottiglia di amasec.
Mayweather beve con mani tremanti, guardandoli a turno, intimorito.
«Non gli stiamo tutti addosso, lo spaventiamo…»
«Guarda che è di te che ha paura, Brunch!» L’assassino scosta il compagno e sorride al legale: «Abbiamo bisogno di sapere tutto se vogliamo venirne fuori, ok? Siamo sulla stessa barca, Locutor, dobbiamo remare insieme. Quanti morti in tutto?»
L’interrogatorio procede con facilità. Mayweather è terrorizzato e parla come un fiume in piena ubriaco.
Sei sparizioni e due morti in tutto; oltre al soldato un lavoratore è rimasto schiacciato dal crollo di una statua. Mancano all’appello un altro militare e altri tre apprendisti del corpo dell’Adeptus Terra.
In più sembra che all’asta siano stati inseriti dei pezzi non previsti, oggetti per cui Silas Marr sarebbe magari venuto di persona. E due navi dirette all’isola non sono mai arrivate, scomparse nel nulla…
Mayweather finisce il suo deliquio in singhiozzi e singulti, prima che stramazzi sulla sedia, semi incosciente.

mercoledì 5 giugno 2013

126 – LA CERIMONIA

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day606.year816.Millenium41

Nessuno è riuscito a dormire. Il silenzio è stato interrotto soltanto dagli scatti metallici degli otturatori delle armi, controllate con ossessiva puntualità.
L’imbrunire si porta via i colori, lasciando crescere le ombre dietro al continuo e fitto velo di cenere.
I quattro escono dal loro alloggio e, raggiunto il piazzale si fermano ad osservare file di Affranti dirigersi verso il giardino: affluiscono nello spazio aperto da passaggi che giacciono ormai nel buio, e portano torce e vassoi, coppe e vasi di antica fattura.
Improvvisamente nell’aria si alza un canto, un lamento angosciante e malinconico: i pellegrini in fila si uniscono al coro, ondeggiando in una sorta di danza ipnagogica.
Il terreno stesso sembra vibrare di quella strana musica, mentre lontano, sotto la cupola di vetro che racchiude i Giardini dei Santi Perduti, si accendono dei lumi.
Le facce degli ospiti, alla flebile luce delle torce, paiono stravolte: profonde ombre cerchiano gli occhi accesi e attenti di curiosità e timore.
Si sentono stranieri in quel luogo oscuro e permeato di una antica minaccia, e si stringono, senza bisogno di parole, in una fila compatta e silenziosa, diretta alla cerimonia di benvenuto, dietro le tremule torce degli Affranti.
Statue dagli arcigni volti di pietra li scrutano all’ingresso del padiglione, e santi, avventurieri, pie eroine la cui memoria giace sepolta nel tempo, costellano l’immenso prato. Gli Affranti continuano il loro rito votivo avvicinandosi ad ognuna di esse, come una scia di fuoco nel buio della notte, portano le loro esequie e la luce del ricordo: per un attimo Mordecai avverte uno sbuffo, quasi un rigurgito di corrente eterica, Vetok scruta con malcelata diffidenza i simulacri silenti, Lixam scruta nelle ombre, in cerca di pericoli nascosti e Brunch, adocchiato un piccolo pulpito poco più avanti, calcola mentalmente le coperture da sfruttare per una possibile ritirata.
Si riuniscono tutti intorno alle luci che delimitano tavoli, sedie e un pulpito dal quale Hiram Bland si appresta ad aprire il grottesco rituale. Alcuni membri della Gilda incominciano a servire pietanze e coppe di un vino ambrato, sotto gli sguardi nervosi dei soldati della Guardia Planetaria, vestiti per l’occasione in uniformi da parata. Greel sosta sul confine tra luci e ombre, dietro all’adepto, il volto completamente nascosto nel cappuccio.
Hiram Bland dà finalmente il via alla celebrazione, la sua voce deve superare il canto esiziale che ora va e viene, da disparati punti del complesso: presenta i pezzi che potranno essere liberamente visionati nella giornata successiva, si lancia in una metaforica elegia della morte, concludendo con una preghiera dal senso criptico «Per colui che detiene stelle e meraviglie nei palmi delle mani!»
Stai pregando il Dio Imperatore o l’eresia ha spinto anche te ad adorare il sangue degli Haarlock?
Vetok non può vederlo, ma ha le netta impressione che Greel stia sorridendo nelle ombre del cappuccio.

lunedì 3 giugno 2013

125 – LA QUIETE

Settore Calixis – Solomon - House of Dust and Ash day606.year816.Millenium41

Hiram Bland compare nel refettorio una volta terminato il pasto; è accompagnato ad alcuni adepti e dalla figura spettrale che ha sorpreso i quattro agenti poco prima presso la tomba di Solomon Haarlock. L’attenzione si concentra sull’attendente all’asta, che con poche parole annuncia che la sera stessa si terrà un cerimonia ufficiale di benvenuto presso i Giardini dei Santi Perduti, luogo preposto all’esposizione degli oggetti e delle reliquie.
La figura spettrale osserva da sotto il cappuccio in silenzio, qualche passo dietro all’adepto.
Hiram Bland ringrazia gli ospiti per l’attenzione, augurando loro una lieta permanenza, per poi ritirarsi. La figura scura sembra incombere sul gruppo ancora per qualche secondo, infine sparisce attraverso un corridoio, perdendosi nel labirintico complesso.
Il brusio e le chiacchiere riprendono, mentre i commensali si alzano da tavola.
Lanus Cisten sembra essere rimasto particolarmente colpito dall’uomo ammantato di nero e, ad un solo accenno al riguardo da parte di Mordecai, confessa di aver saputo che il Capo della Gilda degli Affranti si chiama Greel.

Il pomeriggio trascorre lentamente. Nulla sembra turbare l’irreale quiete dell’isola crematorio, e la cenere continua ad accarezzarne le strutture, i cortili, i vicoli, i passaggi, avvolgendola in un sudario di grigio silenzio.
Nonostante i quattro esplorino le zone aperte al pubblico, si rendono ben presto conto della vastità del luogo e della difficoltà di tracciarne con precisione una mappa.
Riattraversano i cancelli, dirigendosi verso il luogo d’approdo, dove resta solo più la Cygnan Martyr a dondolarsi ai venti oceanici. Da una balconata il capitano, Elias Shaddrack, fa loro un cenno di saluto, tornando subito ad occuparsi delle operazioni di riparazione della sua amata nave.
La desolazione del luogo si fa sentire nell’animo dei quattro agenti, che si sentono sperduti nella vastità di quell’oceano ostile, le cui onde che si infrangono sulla roccia vulcanica, sembra ripetere loro continuamente siete in trappola, da qui non ve ne andrete mai…
«Cerchiamo di riposarci per essere pronti al peggio», mormora Vetok, negli occhi ancora il volto scavato del vecchio Greel.
«Di sicuro è un posto tranquillo, non c’è che dire», gli risponde Brunch, scuotendosi di dosso la cenere e avviandosi verso l’ingresso.
Lixam guarda lo psyker, che perso nei proprio pensieri, mormora parole incomprensibili.
«Mor? Tutto bene?»
«Sì… Questa cenere… Mi ricorda il Tempio, mi ricorda il freddo, il freddo dell’acciaio…»
Vetok fa un cenno all’assassino e i due si avviano dietro Brunch.
Mordecai, prima di voltarsi e abbandonare l’attracco, mormora ancora: «Mi ricorda il freddo della morte…»