martedì 27 novembre 2012

83 – UNO STRANO SIMBOLO


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus – Distretto Mokabi day352.year816.Millenium41
 
Il simbolo, il medaglione, fatto di un metallo che può sembrare argento, rappresenta diversi pentagrammi incastrati gli uni negli altri. Un senso di malessere coglie gli agenti che osservavano rapiti le linee fondersi, muoversi, ricomporsi, fino a formare un disegno nuovo, una specie di testa tentacolata.
Il metallo cambia colore, si tinge di bronzo, di porpora e strane voci e sibili aleggiano nella stanza.
Mordecai vorrebbe chiedere lumi in proposito, ma in bocca ha un sapore amaro, che si trasforma in qualcosa di molto simile al sapore del sangue, fino quasi a fargli pensare di averne la bocca piena; si accorge solo in quel momento di essere al centro di una tempesta del warp: non riusce a respirare e si sente i capelli ritti sulla testa. Vetok stringe gli occhi, senza riuscire a distoglierli, movendo le labbra senza che ne esca suono, e Brunch è pallido, con gli occhi sgranati, seguendo probabilmente il suo personale incubo. Solo Lixam riesce a muoversi sulla sedia, a disagio, riesce a distogliere per un momento l’attenzione dal simulacro malvagio, salvo perdersi di nuovo a fissarlo, con un labbro tremante.
Lo scrigno si richiude con uno scatto secco.
I quattro agenti tirano il fiato, allontando istintivamente le sedie dal tavolo e dall’influenza irresistibile di ciò che hanno visto.
”Questo è un assaggio della minaccia che credo dovremo affrontare. Questo è ciò che sta oltre il warp, che lo comanda… E la Stella di Tyrant è il collegamento… Tra la nosta realtà, l’Immaterium e ciò che… Sta oltre.”
Nessuno interrompe l’Inquisitore, che improvvisamente appare stanco e provato quanto loro.
“Sono giunto nel settore Calixis guidato da una profezia, una profezia che parla della Stella Nera, Komus, come è anche conosciuta, e del Settimo Figlio del Settimo Figlio… Egli è la porta, colui che ha il potere di controllare il Sole Nero…”
”E… E Yaddrack…? Lui è, era il Settimo…” Lixam balbetta, emettendo vapore dalla bocca, come se la temperatura intorno a lui fosse sotto zero; gli altri tre agenti ascoltano, attenti: avrebbero posto la stessa domanda, o forse anche altre, ma nessuno di loro è in grado di spiccicare parola.
”No.”
Alla risposta sicura del maestro due servitori sembrano materializzarsi accanto alla scrivania e, afferrato con cautela il cofanetto, scompaiono così come sono arrivati.
”Per quanto fosse diventato un eretico asservito ai Poteri Perniciosi, inconsciamente portava il segno… Ritengo abbia avuto un contatto con quello che sta dietro, oltre la nostra realtà e lo stesso warp. Speravo avremmo potuto ricavarne qualche indizio in più, ma così non è stato; possiamo però rallegrarci per la liberazione del nostro psyker.”
Il sorriso pare sincero e, forse complice l’allontanamento dell’artefatto, nella stanza il tempo sembra tornare a scorrere in maniera normale.
“Ritengo comunque che il Settimo Figlio sia stato qui nel settore… Dopo essere scomparso per un centinaio di anni circa, ora sta tornando… Sta tornando attraverso la Stella di Tyrant.”
Haarlock… Erasmus Haarlock… Luther aveva ragione, è lui il Settimo Figlio del Settimo Figlio, è lui che l’Inquisitore sta cercando.
Mordecai riesce finalmente a sorridere; i muscoli del corpo paiono sciogliersi dalla posizione contratta mantenuta durante quegli interminabili minuti. Anche i suoi compagni sembrano riprendere colore e vita.
“E dove lo troveremo?” Vetok stringe il pugno mentre pone la domanda.
“Purtroppo, per il momento, abbiamo perso ogni contatto. Seguiremo questa pista fino in fondo, nella speranza di raccogliere ulteriori indizi. Avete svolto un ottimo lavoro, e mi aspetto facciate altrettanto scoprendo la provenienza dei restanti oggetti ritrovati a casa di Richter. Per ora è tutto.”
Shymà Xavier Yanhu si alza e con passo sicuro raggiunge la porta, non prima di aver aggiunto un ultimo avvertimento: “Guardatevi le spalle e non fidatevi nemmeno della stessa Inquisizione… Così come farò io.”
Il silenzio si fa pesante, fin quando la voce allegra di Julia Strophes non interrompe le riflessioni dei quattro accoliti: “Per oggi può bastare; domani, il Maresciallo Novia ed io, vi forniremo tutti i dettagli raccolti sulla possibile provenienza del materiale xeno ritrovato in Quivvar Street… Rompete le righe, soldati!”

giovedì 15 novembre 2012

82 – AFTERMATH


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus – Distretto Mokabi day352.year816.Millenium41

L’Inquisitore si siede al tavolo posto al centro della stanza, facendo segno a tutti di accomodarsi.
“Signori, abbiamo vinto questa battaglia! La Guardia Imperiale, il Maglio dell’Imperatore, sotto il comando dei Sacri Ordini, ha schiantato la rivolta dei mutanti, ha epurato la Divisione Arastus dalla minaccia del culto del Dio Oscuro e Sanguinario.”
L’Inquisitore picchia il pugno sul tavolo, per enfatizzare l’ultima frase.
”Le indagini che ho svolto mi portano a pensare che la mente che ha organizzato il sabotaggio dei generatoria a Rienholt, e di conseguenza il sorgere dei culti eretici, possa essere Lady Olanthe Rathbone, Inquisitrice appartenente alla Cabala di Tyrant… Lo stesso Duron Fell, una volta conosciuto come Ignace Dorn, era un’agente della Rathbone a sua stessa insaputa: l’ho salvato in cambio delle informazioni sulle attività dell’Inquisitrice. Purtroppo non ho prove tangibili per denunanciarla pubblicamente di eresia, né, ad oggi, il peso politico per permettermi un gesto simile.”
Un silenzio pesante scende nella stanza, finché il soldato Calido, fischiando piano tra i denti, non rompe l’empasse: “E perché mai avrebbe dovuto fare una cosa simile?”
”Gli Istvaniani sono convinti di dovere tenere in allenamento, per così dire, le difese dell’Impero con le loro azioni quantomeno discutibili… Ma non è questo che mi preoccupa. Abbiamo trovato altro là sotto…”
”Se quello che dite è vero, se la stessa Inquisizione si rende complice dei Poteri Perniciosi non potrà più avere il mio servizio… È una cosa inaccettabile!” Vetok scatta in piedi, agitando un pugno nel fervore della esclamazione.
”Calma, giovane chierico, calma… Con il tempo imparerai certamente a distinguere i nemici dell’Impero all’interno delle sue stesse istituzioni, ma fino ad allora dovrai fidarti di me, e dei tuoi compagni.”
Vetok ha gli occhi stretti per la rabbia di essere stato tradito dalla stessa Inquisizione, ma alle parole del superiore ritrova la calma, fino a tornare a sedersi.
L’Inquisitore socchiude gli occhi e il suo sguardo si perde sulla parete, quasi fissasse una scena lontana nei suoi ricordi.
”Vi siete dimostrati meritevoli della mia fiducia, ed è ora che sappiate anche voi che cosa mi ha spinto qui.”
Ad un cenno di Yanhu due servitori entrano nella stanza, portando un piccolo cofanetto di legno. Una volta poggiatolo sul tavolo si ritirano, scomparendo in silenzio nelle ombre dalle quali sono emersi.
L’Inquisitore, indicando il cofanetto, prosegue: “Ho trovato questo in una delle troppe chiese sconsacrate della Divisione Arastus. Da quando Yaddrack si è dimostrato essere qualcosa di più di un semplice mutato, ero quasi certo che avrei trovato qualche segno di questo genere.”
Shymà Xavier Yanhu apre il coperchio e gira il piccolo scrigno verso gli astanti; Laura Strophes e Magdela Novia, forse avendo già visto il contenuto, distolgono lo sguardo.
Gli occhi dei quattro agenti si fissano sullo strano simbolo contenuto nel piccolo scrigno. Sembra quasi emanare una luce, una radiazione maligna e carica di oscuri presentimenti…

martedì 6 novembre 2012

81 – DUELLO IMBARAZZANTE


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus – Distretto Mokabi day352.year816.Millenium41

Il quartier generale ferve di attività, dovuta all’operazione che si sta concludendo nella Divisione Arastus, alla quale partecipa anche l’Inquisitore. Julia Strophes, dopo aver sistemato i quattro e averli informati di dover aspettare il ritorno del loro superiore, si premura di passare notizie generiche sui principali eventi.
Passano due giorni prima chre Shymà Xavier Yanhu li convochi a colloquio. I quattro agenti sono ricevuti nella sala operativa dall’Inquisitore, Julia Strophes e Magdela Novia.
Risultava ormai chiaro che il culto eretico di Isha Vent fosse collegato in qualche modo con i disordini in atto nell’under hive, così come il fatto che Yaddrack fosse il collegamento… Yaddrack… E la sua spada. L’Inquisitore non lascia spazio ai convenevoli, il suo sguardo punta alla spada demoniaca, mentre sorridendo estrae la propria, e avanza di qualche passo: “Non puoi tenerla soldato. E ti convincerò del perché!”
Brunch si ferma, la mano corre all’elsa della sua Aspera. Si mette in guardia. Sorride. I tre compagni, stupiti, si fermano sulla soglia: le notizie sembrano correre veloci all’interno dell’ambiente Inquisitorio.
In tre passi Yanhu è a portata di fendente, Brunch salta via, estraendo a sua volta la spada. I due contendenti si studiano, muovendosi in cerchio al centro della stanza. L’imbarazzo è palpabile nell’aria, così come il silenzio; Julia fa segno ai tre di entrare e avvicinarsi alla sua postazione, Magdela sembra osservare la scena con malcelata disapprovazione in volto.
L’Inquisitore finta, poi attacca: Brunch trattiene il fiato, muovendosi per parare la lama dell’avversario, incerto sul fatto che possa andare in frantumi, come è successo a lui durante lo scontro all’arma bianca con Yaddrack.
Il clangore riempie la stanza, poi le spade scivolano via in un acuto sibilo metallico. I due avversari sono di nuovo allo studio, l’uno di fronte all’altro.
“Sua santità… Sto per colpirla!” Brunch si muove in avanti, con poca convinzione e troppo imbarazzo: Yanhu si abbassa, compiendo una veronica che lo porta alle spalle del soldato.
Brunch si volta, non abbocca ad una prima finta, ma, quando la sua Aspera incrocia la lama dell’avversario, non riesce ad evitare che, con un abile scatto e movimento del polso, l’Inquisitore gli strappi di mano l’arma.
La lama demoniaca finisce a terra, e scivola davanti al Maresciallo di Ferro, che non si sposta dalla sua posizione.
Il soldato Calido resta spiazzato per qualche istante, poi si getta verso Aspera: l’afferra da terra, tenendo d’occhio l’avversario, ma la spada non si muove. Il guardsman si volta, con un brutto presentimento in testa: Magdela Novia, bloccatagli la lama a terra con un piede, gli punta la canna corrusca del boltgun alla testa.
“Signorina… Non oserebbe mai…”
”Ne sei così sicuro, soldato? Sei uno spettacolo penoso…”
Passano alcuni istanti di silenzio, prima che l’Inquisitore, ridendo, allenti la tensione.
“Bene, direi che quella cosa, quell’attrezzo, chiamiamolo così, non sia un’arma vincente. Ma questa, soldato”, prosegue, lanciando la propria spada verso la figura ancora accovacciata a terra, ”questa lama è stata forgiata sui pianeti del sistema di Lathe dai fedeli seguaci del Dio Macchina, a gravità zero. Questa spada può dirsi efficace strumento di punizione per tutti i nemici dell’Impero.”
Sul volto di Brunch si allarga un sorriso soddisfatto, mentre il boltgun torna silenziosamente nella fondina.
“La chiamerò Fera!”
“Bene, mi fa piacere avere risolto senza spiacevoli conseguenze questo piccolo problema. Ora, se avrete la cortesia di ascoltarmi, vorrei spiegarvi cosa sta succedendo.”
Solo allora i quattro agenti si accorgono dell’incedere zoppicante del loro superiore, forse dovuto a qualche ferita rimediata nella recente operazione che lo ha visto protagonista nella Divisione Arastus.