venerdì 24 agosto 2012

66 – METTERE IL CULO AL SICURO


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Maccana day228.year816.Millenium41

Il chierico corre, senza perdere d’occhio il gruppo con il campione; arriva trafelato ad uno dei camioncini che già si stanno muovendo: afferra il bordo del cassone e si issa dentro. Dà un’occhiata veloce agli altri occupanti, che vociano e bestemmiano sull’accaduto, stretti intorno a Crimson King, come se la sua sola presenza li potesse salvare dall’arresto. Il combattente, però, ansima in silenzio, con lo sguardo puntato sul pavimento, ancora sudato. Con la pistola stretta in pugno Vetok si volta verso il buio striato dalle scariche laser, alla ricerca dei compagni. Scorge pochi gruppi di fuggitivi approssimarsi agli ultimi mezzi che, impazienti, si stanno già avviando. Il penultimo improvvisamente salta in aria con un boato tremendo. Nel cassone intorno a lui si alzano grida e urla, e il camion schizza in avanti, svolta quasi subito e si infila a velocità sostenuta nel fitto tessuto di vie della zona industriale.
Vetok non ha bisogno di interrogare i presenti per cercare di venire a capo di quello che è successo. I commenti si sprecano, le indiscrezioni e le voci abbondano. “Vogliono fare le scarpe al nero! E che cazzo cercavano, quei maledetti stronzi?”
”È per colpa di quella puttana che si sbatteva il capo… Da quando è morta le cose vanno male.”
”È un demone che se l’è portata via, quella spillasangue eretica!”
Alcuni uomini, al solo sentire l’appellativo, si stringono i pugni al petto, nel gesto imperiale dell’aquila bicefala.
”Anche Wardog è dentro quella merda, credete a me: quella gli ha fatto il lavaggio del cervello!”
L’ultima considerazione getta tutti i presenti in uno stato di silenziosa riflessione.
Vetok mormora piano una preghiera, sperando che i compagni siano riusciti a salvarsi…
Immortal Emperor, we stand free from blindness of heart, free from hypocrisy, vainglory and deceits, but captive to hatred, malice and anger, to the filth, the alien and the heretic.

Lixam è qualche passo avanti, Mordecai affianca Brunch, che corre imprecando in maniera così continua e costante che lo psyker si chiede come faccia a respirare: l’infamia di avergli sparato a tradimento dovrà assolutamente venire lavata con il sangue!
Un boato seguito da un’ondata di calore li investono improvvisamente. Pezzi di lamiera incendiati vengono proiettati in una rosa mortale intorno a quello che era un camion. Gli altri mezzi si stanno avviando, abbandonando gli ultimi fuggitivi. Ne resta ancora uno. L’assassino si precipita verso il cassone e spiana il fucile davanti alla faccia butterata di un uomo dalle intenzioni poco amichevoli: “Saliamo anche noi, che ti piaccia o no!”
Brunch, senza tanti complimenti, si lancia dentro il cassone, travolgendo volontariamente il criminale, gli altri due lo seguono. Non c’è chiaramente tempo per le presentazioni, il mezzo si avvia e i passeggeri vengono schiacciati sulle sponde.
Lixam prova a cercare una posizione di tiro, ma non fa in tempo: scorge poche figure che si sparpagliano nel buio, inseguiti da lampi e raffiche di mitragliatori, poi una svolta nasconde la scena e i rumori della battaglia si allontanano.
Gli sguardi sono tutti per Brunch, che, complice il dolore al braccio che ne indurisce l’espressione del volto, li sostiene con sfida.
”Ti è andata bene, Crimson King ti avrebbe rotto tutte le ossa!”
”Gli avrei rotto il culo, stronzo, se qualcuno non mi avesse sparato a tradimento… Magari sei stato proprio tu, eh? Pezzo di merda…”
Il guardsman fa per tirarsi in piedi, con aria minacciosa, ma Lixam, seduto di fianco a lui, lo trattiene per la cintura, puntando al contempo il lasgun davanti a sé. Mordecai, pronto ad attingere il potere dalle correnti del warp, osserva in silenzio.
La tensione si avverte in modo palpabile, tutte le armi sono pronte ad essere sfoderate, ma l’assassino ha il vantaggio del primo colpo: a quella distanza un colpo di lasgun significa morte sicura. Nessuno, però, pare essere intenzionato a sfidare il giudizio dell’Imperatore per uno stupido alterco: la fortuna ha già sorriso abbastanza e, una volta messo il culo al sicuro, non bisogna chiederle troppo.
Il viaggio prosegue in un silenzio interrotto da pochi e sporadici commenti, tolto il profluvio di insulti indirizzato al Magistratum.
Brunch si chiude in un cupo silenzio, tenendosi stretto il braccio ferito, mentre i compagni ascoltano e osservano i criminali.
I combattimenti sono molto spesso truccati, vengono utilizzati stimolanti e droghe di tutti i tipi… Ma dopo l’efferato omicidio della donna del capo le cose non sono state più le stesse: si sentiva nell’aria che sarebbe successo qualcosa!

sabato 11 agosto 2012

65 – RETATA!


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Maccana day228.year816.Millenium41

Una parete, ad una trentina di metri dall’arena, collassa e si sbriciola. Fasci di luce investono l’attonita folla, balenando oltre il vortice di polveri delle macerie del muro. Una sirena scatta, accompagnata dal ruggito di motori, mentre raggi laser ad altezza uomo attraversano il buio, come mortali stelle cadenti in un cielo spento.
”Sbirri!!!”
Si scatena il panico, la gente si spintona fuggendo in tutte le direzioni; alcuni rispondono al fuoco, bestemmiando, altri cadono rovinosamente nell’arena, mentre, figure nere in controluce, si stagliano sui fari dei mezzi corazzati, avanzando in formazione dal fronte ampio e compatto, come una rete pronta a chiudersi sulla preda ignara.
Wardog è fulmineo a balzare giù dalla piattaforma, circondato e protetto dai suoi sgherri, che non esitano a sparare a bruciapelo a chiunque si pari davanti alla fuga del capo.
Vetok estrae l’arma e si accuccia al bordo dell’arena, facendo attenzione a non essere urtato; vicino a lui alcuni uomini calano una corda e sbraitano all’indirizzo di Crimson King, che in un paio di balzi arriva ad afferrare la fune e a tirarsi su. Il chierico si avvicina e aiuta il gigante a venire fuori: incrocia lo sguardo con i tizi, come a dire che la fune deve restare giù per far salire anche l’altro combattente. Nessuno gli si oppone e il gruppo si defila in mezzo al caos.
Lixam punta la folla sul bordo del pozzo, e scivola verso Brunch, seguito da Mordecai. Il guardsman sembra ancora intontito.
Un colpo di laser lo centra, il crepitio che ne segue è un rumore raccapricciante: Brunch urla e si getta a terra su un fianco, contorcendosi. Si rialza a fatica, con il braccio sinistro annerito e fumante, penzoloni lungo il corpo.
Vetok, da sopra, non riesce a capire chi abbia sparato, ma è difficile che sia stato, data la lontananza, uno sbirro.
Osserva, per un attimo, le figure avanzare, seguite dai veicoli. Nella luce incerta e pulsante delle armi laser e dei riflettori gli sembra di riconoscere le divise del Magistratum: una brutta sensazione, un presentimento gli consiglia di fuggire e di dividersi dagli altri. Wardog sicuramente pagava perché il Magistratum chiudesse un occhio sull’arena… Questa retata è una trappola. Il Magistratum li ha individuati dopo l’episodio di Isha Vent e li ha seguiti; il nero sapeva, era stato messo al corrente di quell’operazione e ha organizzato la loro cattura… Questa è la sua vendetta: far catturare gli assassini della sua puttanella preferita e compiacere allo stesso tempo gli sbirri, per continuare le sue attività illecite. Oppure il Magistratum stava cercando di prendere due piccioni con una fava, levandosi di torno anche Wardog… È difficile stabilirlo con certezza, ma sembrava stupito pure lui di quell’assalto…
Lancia un’occhiata di sotto: Mordecai guida Brunch verso la corda, Lixam copre come può il loro spostamento. Il fragore è troppo alto per comunicare e gli sbirri hanno bloccato il segnale dei microbead.
Poi si scatena l’inferno: mitragliatori pesanti entrano in azione, spazzando il buio e le schiene dei fuggitivi.
Vetok si accuccia, muovendosi nella direzione in cui ha visto fuggire Wardog e poi il gruppo che scortava il suo campione, maledicendo il fatto di dover lasciare indietro gli altri.

Lixam balza su con agilità, ruota il fucile laser e, con il calcio dell’arma, sfracella di sotto una figura dalle dubbie intenzioni.
Mordecai aiuta da sotto Brunch ad issarsi, con un braccio completamente inutilizzabile. L’assassino lo afferra sotto le ascelle e lo tira faticosamente fuori dal buco. Il tempo di tirare un paio di volte verso gli sbirri, e Mordecai gli compare al fianco.
“Via di qui! Vetok è gia andato.”
Il fragore dei mitragliatori è assordante, l’odore di sangue e carne bruciata riempie l’aria. Il guardsman ha lo sguardo allucinato e un espressione di dolore in volto, ma sembra poter correre. Sfiorati da raffiche e colpi laser, ostacolati dai cadaveri e dai corpi agonizzanti a terra, i tre corrono verso la salvezza, cercando di stare nel gruppo degli ultimi fuggitivi.

sabato 4 agosto 2012

64 – ARENA KHRAZY


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Maccana day228.year816.Millenium41

Il guardsman fa per calarsi nell’arena, lasciandosi cadere dal bordo. Grugnisce all’atterraggio, ma il boato della folla copre ogni rumore: il campione di Wardog non aspettava altro e, dopo aver coperto la distanza con poderosi balzi, arriva in tempo per poter calciare sul fianco l’avversario, mandandolo a rotolare contro alcune casse. Brunch impatta male, non riesce a schizzare via come avrebbe voluto e riceve un altro calcio, questa volta nello stomaco: i polmoni gli si svuotano dell’aria e resta inerme, piegato in due, a terra. Crimson King lo afferra per la collottola, lo strattona, sollevandolo; gli elargisce due manate in faccia, una ginocchiata ancora nello stomaco e poi lo inchioda stretto al fianco, cingendogli il collo nel possente braccio destro. Incomincia così una trionfale passerella, mentre la gente ulula alla vista della facilità con cui il loro campione sta sistemando il pidocchioso straniero.
Il soldato Calido incespica mentre viene trascinato ed esibito come trofeo, con i piedi che quasi non toccano terra, stante il divario di statura.
Tocca il bordo di un detrito, sul quale punta rapidamente un piede, preme sulla schiena con il braccio sinistro e riesce a sfilarsi dalla presa: evita una gomitata, e sferra un destro violento all’altezza del rene, prima di saltare via e porre fra sé e l’avversario tre bidoni, tenuti insieme da fasce di metallo con spunzoni e borchie.
Gli spettatori brontolano delusi, il guerriero mascherato li incita, sollevando al cielo le braccia.
Brunch sputa e bestemmia, forse Lixam non aveva tutti i torti a volerlo dopare: lo stronzo è davvero pieno della migliore merda, e reattivo come un coguaro in caccia!
Tiene d’occhio il gigante, studiando intanto la conformazione del campo, gli ostacoli presenti, di quali elementi potrebbe avvantaggiarsi e di quali no, quando avverte una puntura al collo, seguita da un lieve senso di nausea.
La realtà sembra improvvisamente distorcersi, il guardsman avverte la sensazione di precipitare dentro sé stesso, di rimpicciolire, squassato da irresistibili conati di vomito, paralizzato e impedito in qualunque movimento.

I tre compagni, da sopra, notano l’espressione del volto di Brunch mutare improvvisamente, senza potersene dare spiegazione: da attento e vigile si dipinge in un’espressione di sbigottito terrore. La gente intorno a loro ride, si avvicina imprecando e cercando il contatto fisico. Crimson King si ferma, le mani sui fianchi e ride, come Wardog: “Volete che il vostro campione si riposi un attimo?”

Mordecai evita una spinta con una torsione del busto, ma a quel punto, sbilanciato, gli basta essere urtato con una leggera spallata per perdere l’equilibrio e cadere di sotto. Riesce ad attutire il colpo e se la cava con una gran botta alla spalla e al braccio sinistro.
Vetok sembra intuire qualcosa e sussurra velocemente all’orecchio dell’assassino, prima di spingerlo nella fossa: “Vai sotto e tieni d’occhio gli spalti…”
Lixam rotola agilmente a terra e, cercando copertura, si sposta verso lo psyker.
Brunch scuote il capo e fa qualche passo di lato, sembra riprendersi… Finta di essere ancora intontito per attirare l’avversario a tiro: gli sferra un pugno in volto, poi cerca un calcio volante a girare, che impatta in maniera debole: il gigante riesce ad afferrare il piede del guardsman, spingendolo via con forza, verso le punte che circondano i bidoni. Calido si contorce, rotola di lato e si accuccia, pronto a ricevere la carica.
Un’altra puntura al collo lo fa irrigidire: cerca immediatamente riparo, sgattaiola via prima di restare nuovamente paralizzato…

Lixam ha notato la pistola ad aghi sbucare in mezzo alle figure che assistono allo scontro, e cerca una posizione di tiro. Incrocia lo sguardo con Vetok, che gli fa un cenno di assenso, un attimo prima di scansarsi per evitare di essere buttato nella fossa a sua volta.
Brunch si accascia a terra, con il campione di Wardog che gli è di nuovo addosso, che urla, gonfiando i muscoli, ricevendo in risposta la follia esultante della folla…
Le luci tremolano, poi si spengono.
Nel buio un boato squarcia lo stupito silenzio di combattenti e spettatori.

mercoledì 1 agosto 2012

63 – CRIMSON KING


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Maccana day228.year816.Millenium41

Vetok prosegue, sembra essere avvolto da un’aura di potere: la gente gli fa spazio e si ritira al suo avanzare. Wardog fa un cenno ad alcuni uomini che, tra la folla, stavano estraendo fucili e mitragliatori. Chi viene al Khrazy sa che può sempre succedere un incidente, ma lo spettacolo e la ricettazione di droghe e sostanze dopanti sembra far vincere a molti il timore di trovarsi al centro di sparatorie e peggio ancora.
Sulla piattaforma una figura si affianca a Wardog, un’ombra incappucciata che sovrasta di una buona testa perfino il massiccio uomo di colore.
“Mi dicono che volevate vedere a tutti i costi questo posto… Ma qui si viene solo se conosciuti e quindi invitati! A meno che voi non vogliate intrattenerci combattendo in questa arena, credo dovremmo applicare la nostra legge…”
La folla esplode in un boato di approvazione, e si scatenano urla, insulti, bestemmie… Vetok sembra resistere come uno scoglio in mezzo a un mare emozionale in tempesta. Wardog è attento ai suoi gesti e zittisce la folla, esplodendo un colpo in aria da un elaborato e ingioiellato revolver, dopo averlo estratto con gesto fulmineo. Nell’attimo di silenzio susseguente, il chierico prende la parola: “Se questo è ciò che dobbiamo fare per parlare alla pari con te, Wardog, ebbene combatteremo!”
Il chierico si volta, e fissa in volto il guardsman, che immediatamente avanza al suo richiamo, impettito.
La gente raccolta al Khrazy non aspettava altro. L’uomo misterioso sulla piattaforma svela il volto, poi fa scivolare dalle spalle la tunica, rivelandosi in tutta la sua potenza muscolare. Ha capelli lunghi, un tatuaggio in volto, quasi fosse una maschera, di un rosso porpora, che contrasta con la pelle chiara, quasi diafana, e mette in risalto un paio di occhi spiritati.
Wardog sorride, evidentemente soddisfatto: “Ebbene, come dici tu, il tuo amico combatterà contro Crimson King!”
Il campione salta giù dalla piattaforma, mentre il nero si sistema su una seggiola prontamente aperta da uno dei suoi sgherri.
L’arena è cosparsa di detriti e alcuni cadaveri. Dal brulicare di gente spuntano due corde per agevolare la discesa nell’agone, mentre un tizio si avvicina a Vetok e Brunch, spiegando le semplici regole del combattimento: si combatte finché, molto probabilmente, non si è morti, niente armature e solo lame come armi.
Lixam si avvicina, insieme allo psyker, ai due compagni.
“Brunch, vuoi un po’ di spinta?”
“Bha… La roba dell’altra volta? Troppo rischioso, se mi molla nel momento sbagliato con questo qui sono spacciato.”
”Lui è già pieno, guardalo…”
Lo sfidante si è portato dalla parte opposta del campo di battaglia, e si batte i pugni sui possenti pettorali, lo sguardo allucinato e il labbro superiore sollevato e tremolante.
”Per lo meno sembra non avere impianti e protesi… E magari gli scoppia il cervello per tutta la roba che ha preso!”
Il guardsman si libera dell’armatura e incomincia degli esercizi di riscaldamento, mentre, tutto intorno a loro, vengono raccolte le scommesse.
Probabilmente seccato per l’attesa, Crimson King lancia una sorta di ruggito all’indirizzo dell’underdog, prima di saltare tre metri di sotto e scatenare una delirante ovazione nel pubblico.
Brunch si avvicina al bordo, tira un respiro e balza di sotto, maledicendo la fretta che l’energumeno sta cercando di mettergli addosso.