venerdì 27 luglio 2012

62 – ALLA CORTE DI WARDOG


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Maccana day228.year816.Millenium41

“Mi avrebbero invitato!” Brunch si batte un pugno sul palmo della mano, per dare maggiore enfasi all’affermazione.
”Mhhhhh… Sono loro?” Vetok ha lasciato il posto di guida a Lixam, dopo aver parcheggiato la vettura dietro alcune macerie, alcune vie dopo il vicolo che porta al locale.
“Sì, riconosco la hover bike che c’era fuori.” L’assassino attende che la colonna di mezzi svoltio nella via principale e che si sia allontanata di qualche isolato prima di accendere il motore e di seguirla a distanza.
”Sono in tanti, Brunch, se devi proprio picchiare qualcuno fai almeno che sia Wardog!” Lixam sorride al soldato attraverso lo specchietto retrovisore.
“Sempre che sia al Khrazy”, mormora lo psyker, con un tono di voce appena percettibile.
“Comunque sia, fate parlare me!”
Il volto del chierico è ancora scuro per come stavano mettendosi le cose all’interno del club.
La colonna, dopo qualche incrocio, si scioglie, disperdendosi nel traffico e nel dedalo di vie; resta indietro un camion telonato, sul cui cassone stanno una decina di passeggeri. Lixam caccia una parolaccia e decide di seguirlo: è lento e visibile ed è molto probabile che stia portando quella gente all’arena per le scommesse sui combattimenti.
Dopo una ventina di minuti il camion si infila in un cancello, che dà accesso ad una zona industriale abbandonata e punteggiata qua e là da diverse macerie di interi edifici. Si ferma nei pressi di una recinzione, oltre la quale la parete sventrata di un vasto complesso si spalanca sul buio; alcune figure armate di fucili si materializzano dalle ombre, affiancano la cabina di guida, scomparendo subito dopo.
“Dammi dei soldi.” Il tono di voce del chierico non ammette repliche e, prima ancora che il soldato possa dar voce al proprio stupore per il gesto autoritario, Vetok è già davanti ai fari dell’auto, con le mani alzate: dopo una trentina di metri quattro figure lo circondano.
Lixam stringe il volante, pronto ad intervenire, ma Vetok sembra non aver avuto difficoltà nel corrompere le guardie: passa velocemente qualcosa ad uno degli uomini e torna indietro, risalendo in macchina.
”Procedi dritto per i primi quattro padiglioni, poi a destra, fino in fondo.”
Il veicolo procede attraverso i cumuli di macerie e gli spettri di un tempo passato, quando i locali erano fucine produttive e catene di montaggio nelle quali le vite dei lavoratori venivano piegate e spezzate dalle esigenze del Departmento Munitorum. Lontano alcune luci segnalano ai quattro la destinazione da raggiungere; man mano che avanzano capannelli di figure attorno a piccoli fuochi improvvisati fanno la loro comparsa: fumatori di obscura, spacciatori, puttane ammiccanti, ubriachi, ricettatori e, man mano che si avvicinano all’agone, allibratori, venditori di amasec, liquori e tortillas di perejil, popolano improvvisamente le gigantesche volte, accentrati sempre più sotto diverse cupole illuminate.
Lasciata l’auto gli agenti si avviano a piedi, scrutando con attenzione la feccia che li circonda.
L’arena è ricavata in quella che doveva essere un’ampia vasca di stoccaggio per i processi di lavorazione industriale, profonda tre metri circa. La folla si accalca su tutti i lati aperti tranne uno, occupato da una piattaforma metallica sospesa ad un metro di altezza e sorretta da pesanti catene che si perdono in alto nel buio. Da questa sorta di palco d’onore, in mezzo ad alcuni volti visti poco prima nel club, un gigante d’ebano li fissa con un sorriso in volto.
”Abbiamo trovato il nostro uomo: lasciate fare a me le presentazioni.” Vetok si pone due passi avanti rispetto ai compagni e si avvia con determinazione verso il possente Wardog, signore del Khrazy.

venerdì 20 luglio 2012

61 – THE SPIKE


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Maccana day228.year816.Millenium41

The Spike non è molto distante dalla dalla casa di Isha Vent. È composto da un fabbricato fatiscente di due piani, in una via laterale, chiusa da un cortile in cui i più disparati mezzi vengono parcheggiati disordinatamente.
Una scalinata di vecchie assi conduce all’interno. Diversi tizi poco raccomandabili stanno discutendo intorno ad un vecchio e scassato Firefly, una hover bike.
Mordecai è girato indietro, lo sguardo fisso attraverso il lunotto posteriore, sporco e crepato in più punti: “Quel tizio ci sta seguendo…?”
Lixam arresta il veicolo poco prima del cortile, dallo specchietto scorge un’ombra attraversare il vicolo appena percorso e sparire nell’ombra di vecchi magazzini abbandonati. Senza dire una parola scende e si avvia in quella direzione, con passo spedito; gli altri, una volta smontati, sostengono gli sguardi incuriositi e indagatori degli ubriachi fuori dal locale: non avendo l’aria di essere sbirri vengono ignorati dopo qualche occhiata sospettosa.
L’assassino torna dopo qualche minuto, scuotendo il capo: se anche lo psyker avesse avuto ragione l’inseguitore sembra essersi volatilizzato nel nulla.
Vetok, ancora comodamente seduto nell’abitacolo, sorride ai compagni, facendo loro cenno di avviarsi dentro e battendosi un indice sull’auricolare del microbead, ad intendere che starà fuori, ascoltando e rimanendo attento all’evolversi della situazione.

Il locale è squallido, arredato con tavoli e pochi mobili di recupero; vecchie lampade appese al soffitto gettano fumosi pozzi di luce sui singoli tavoli, lasciando in penombra il resto del locale. I tre entrano, dirigendosi verso il bancone, illuminato da vividi faretti e animato da uomini e donne che vociano, svuotando piccoli bicchieri di una bevanda ambrata. Il brusio generale pare interrompersi per qualche secondo, per poi riprendere, più sommesso e attento, come se le chiacchiere e i racconti che animano la serata nascondano segreti vietati ad orecchie straniere e troppo curiose. La gente al banco si scosta, etichettandoli con quel gesto come estranei.

Brunch sorride alle tette della barista, contenute a stento in un corpetto di pelle. Lixam e Mordecai si guardano intorno, preoccupati per gli sguardi malevoli e di scherno che arrivano da tutto il locale. Ordinano da bere. Moloch coglie negli spezzoni delle conversazioni accenni e riferimenti sui combattimenti al Khrazy, e lo sussurra discretamente ai compagni; Brunch, però, esordisce improvvisamente, dopo aver svuotato alla goccia il bicchiere: “Avrei proprio voglia di fare un salto al Khrazy questa sera!”
L’assassino e lo psyker sbiancano in volto; Vetok, in macchina, soffoca un’imprecazione colorita.
Un senso di ostilità tangibile a pelle pervade il club: “Ma chi cazzo sei, stronzo!”
”Siediti, amico!” Brunch ribatte, petto in fuori.
Si alzano in molti dai tavoli: “Devi essere invitato, cagasotto spione… Chi ti manda, eh…?”
Lixam prova a mettersi in mezzo, ma la prima cosa che gli viene in mente da dire è una pericolosa provocazione: “È nervoso per la perdita di una persona cara…”
Un biker parte con uno spintone, l’assassino non schiva, ma controlla agilmente la spinta, arretrando di un passo, senza perdere una postura vigile e pronta alla lotta. Brunch si piazza a gambe larghe, con le mani sui fianchi, davanti al gruppo dei riottosi. Mordecai, dietro ai due, si sposta lentamente verso l’uscita, notando con preoccupazione un paio di tizi che si avvicinano con il chiaro intento di tagliar loro la via di fuga.
I micro-bead scaricano la rabbia del chierico come un colpo di pistola: “Venite immediatamente fuori di lì! Se ce la fate sarebbe meglio sulle vostre gambe, prima che debba chiedere perdono al Dio Imperatore per la vostra boriosa stupidità!”
I tre reagiscono e si gettano attraverso la porta; Vetok sgomma davanti alla scalinata d’accesso, girando la macchina per la fuga, attende giusto il tempo che si infilino dentro alla bell’e meglio prima di schizzare via. La gente si riversa nel cortile, qualcuno spara diversi colpi in aria: tutto sommato sembrano più divertiti che preoccupati dalla loro visita.

lunedì 2 luglio 2012

60 – BASSO PROFILO


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Maccana day225.year816.Millenium41

Più che un affitta camere pare un bordello di bassa lega: l’edificio è malandato, nei corridoi e nelle camere aleggia la puzza di marcio, sudore e altri effluvi non meglio definiti. Ad ogni passaggio dei treni nella stazione vicina, le sottili pareti tremano, dando l’impressione di dover crollare da un momento all’altro. Sempre meglio delle urla e dei gemiti che si sentono ad ogni ora del giorno e della notte.
“Bella sistemazione!”
“Non ti lamentare, Brunch: ancora un po’ e ci facevi prendere… Tu e quello stupido lanciagranate!”
“Ehi, il mio lanciagranate ti salverà il culo! E poi parla il grande genio che non si accorge di un banale allarme e vomita per un po’ di sangue sparso a terra!”
“Basta!”
Vetok si frappone fra il guardsman e l’assassino, chetando gli animi e riportando la situazione alla normalità. In quel momento entra Mordecai, con un vassoio contenente quattro porzioni di tortillas condite con salsa di mandorle amare di Orbell Quill e arance al peperoncino di Bilani.
“Questo è quello che di meglio ci può offrire questo posto. Non ho visto movimenti strani, dovremmo essere al sicuro.”
“Bene.” Il chierico tira fuori il dataslate e il pict recorder sui quali hanno passato le informazioni raccolte a casa di Isha Vent.
“Non hai preso da bere…” Brunch è stizzito, con le braccia conserte, seduto su un letto pulcioso.
Lixam sorride, Vetok sospira, Mordecai ammicca e il soldato va di sotto a recuperare qualche sorso di alcool per placare la sete.
Una volta ritornato il conciliabolo ha finalmente inizio. Emerge la necessità di stare il più possibile nascosti, per evitare guai con il Magistratum. Dai dati raccolti si evince che l’eretica facesse comunella (“E non solo quello!”, si premura di far sapere Brunch, con un ampio sorriso) con un certo Wardog, suo compagno e complice nella gestione di scommesse in un’arena illegale, il Khrazy. Wardog stesso è un ex-lottatore, gestisce un locale, The Spike, e sembra fare fortuna sponsorizzando il lottatore conosciuto come Crimson King, il più forte che abbia mai calcato l’arena insanguinata. Probabilmente gli incontri sono truccati, o questo fenomeno di lottatore utilizza tutte le droghe conosciute che lo possono aiutare a stare sulla cresta dell’onda.
Forse sarebbe stato meglio catturare Isha Vent viva, ma ormai… Bisogna indagare nel giro dell’arena, per trovare qualcuno che condividesse con lei l’eresia del culto di Khorne… Nel diario della donna, a parte i modi sanguinari utilizzati per sistemare concorrenti, cattivi pagatori e chiunque le desse fastidio, non venivano citati nomi di complici o amici.
“Potremmo andare a fare un giro nel locale di questo Wardog.”
Lixam guarda i suoi compagni, cercando segni di assenso.
“Se Isha era la sua donna sarà un po’ incazzato per quello che le è successo…“, Mordecai mormora, terminando di mangiare un’arancia.
"Infatti! Non credo sia una buona idea..." Vetok pare essere pensieroso in merito.
“Potremmo mettere sotto torchio l’amichetta bionda, Fenny…” Brunch strizza l’occhio verso lo psyker, cercando appoggio alla sua proposta.
“In effetti potremmo… Non credo sia direttamente coinvolta, ma può sapere qualcosa. Per il momento ci conviene restare qui e tenere gli occhi bene aperti. Domani sera potremmo andare a fare un giro nel locale di Wardog... Faremmo prima a raccogliere informazioni... Ma staremo attenti..."
Lixam si rivolge direttamente a Vetok, cercando di convincerlo.
Brunch sorride all'idea di cacciarsi nel locale di questo Wardog, l'assassino gli fa cenno di contenere l'evidente entusiasmo, pena il rifiuto del chierico.
" Va bene... Poi penseremo anche all’affascinante e irresistibile Fenny…” Il prete carica l’ultima affermazione di ironia, il guardsman sembra non cogliere, ma continua a sorridere, entusiasta.