venerdì 29 giugno 2012

59 – IN FUGA!


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Maccana day223.year816.Millenium41

Dopo essere fuggiti a piedi dal luogo dello scontro, i microbead incominciano a trillare. La frequenza in chiamata corrisponde a quelle utilizzate dall'Inquisizione, ma quello che i quattro fuggitivi sentono aprendo il collegamento sembra essere una registrazione di una voce dal tono e dall'inflessione monocorde.
"Riel Street, codice 5, segnalato scontro a fuoco all'altezza del Hab Stack 3, Yard 2, tre soggetti in strada coinvolti"
"Unità 35, siamo in zona, ci muoviamo..." Seguono scariche elettrostatiche, poi la prima voce riprende "Unità 35, massima priorità. Segnalati colpi da arma da fuoco all'interno dello stabile. Codice 3, ripeto codice 3, a tutte le unità in zona, convergere sull'obiettivo."
"Unità 35 siamo a qualche isolato, il traffico in Riel Street è bloccato. Procediamo con due agenti a piedi."
"Qui pattuglia 13, arriviamo da nord... 3 minuti e saremo in vista dell'obiettivo!"
Ancora scariche elettrostatiche. "Agente Slevin, unità 35, ho contatto visivo, procedere con cautela, presenza di civili in strada. Due soggetti a terra, un terzo sta aprendo il fuoco con un lasgun in mezzo alla folla!"
"Codice 3! Agente Slevin aspettare rinforzi!"
"Qui unità 13 siamo bloccati, procediamo a piedi... enza di ...vili... chiediamo...far fuoco..." La comunicazione sembra disturbata, poi il segnale diventa nuovamente chiaro.
"Stanno fuggendo, sono quattro in tutto! Hanno abbandonato i veicoli, scappano a piedi verso nord..." In sottofondo si sentono urla e grida, "Qui agente Slevin, richiedo autorizzazione a... Maledizione! Togliti dai piedi imbecille..." Segue un rumore secco, come se il trasmettitore fosse stato colpito. Poi una voce che urla qualcosa di incomprensibile e la voce dell'agente Slevin, con un tono sofferente, riprende "Agente a terra, agente a terra, sono stato investito da un civile. Ho perso il contatto visivo, ultimo rilevamento Riel Street, direzione nord..."

Improvvisamente la voce di Magdela Novia irrompe negli auricolari. Il tono è freddo e distaccato. "Queste sono le comunicazioni intercettate dal comando del Magistratum della Division Maccana di qualche minuto fa. Credo riguardino voi... Il cadavere di Isha Vent, o meglio ciò che ne rimane, è già stato identificato. Degli altri corpi mancano i cognomen, ma non ci metteranno molto ad identificarli. Gli Arbites, per il momento, non sono stati chiamati in causa. Meglio così, perché sarebbe stato più problematico insabbiare la vicenda. Non ci sono immagini, solo descrizioni sommarie di quattro individui, armati con pistole, armi laser e spade. Il Magistratum pensa ad un regolamento di conti fra bande rivali, anche se l'efferatezza dell'omicidio ha dato da pensare a qualcosa di grosso. La vettura che avete abbandonato risulterà essere stata rubata. Il vostro Inquisitore consiglia prudenza: il Magistratum è un organizzazione corrotta e a volte è risultata essere collusa con la criminalità locale e non è detto che gli amici di Isha Vent non possano contare sull'aiuto di qualche agente nel rintracciarvi. Se avete raccolto elementi sufficienti per proseguire nelle indagini avete l'autorizzazione per procedere. Io vi consiglio di sparire per qualche giorno e di tenere gli occhi bene aperti. L'Inquisitore non si può permettere di perdervi, e io non gli consiglierei di certo di rischiare di sprecare risorse preziose per venire a tirarvi fuori dalla merda. La frequenza che stiamo utilizzando è criptata e sicura, ma non sappiamo chi abbiamo di fronte. Siete autorizzati a contattarmi solo in caso di estremo pericolo, altrimenti farete rapporto tra ventiquattro ore. Per il momento è tutto. Buona fortuna."

Il silenzio degli auricolari è rotto dal suono di clacson e ancora urla che provengono, sempre più deboli, da Riel Street, dove il Magistratum sta ancora interrogando i testimoni oculari sull'omicidio di Isha Vent.

mercoledì 27 giugno 2012

58 – L’ERETICA


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Maccana day223.year816.Millenium41

Il pugnale gli si conficca nella scapola sinistra, e il colpo gli fa sbattere violentemente la testa contro la parete. Mordecai riesce a spingere via Isha Vent, prima che questa riesca a colpirlo con una testata. Fissa per un istante gli occhi freddi, da cacciatrice, poi pronuncia una parola e libera il potere: il warp gli turbina addosso, quasi vestendolo, rendendolo momentaneamente invisibile e ricreando la sua figura, un nuovo Mordecai Moloch, che esce velocemente dall’alloggio, avviandosi di corsa nel corridoio. La bounty hunter, imprecando, crede all’illusione e si getta all’inseguimento. Ancora invisibile per il potere invocato, lo psyker fa due passi nel corridoio, si appoggia alla parete e tira su la pistola, bestemmiando per il dolore: prova a mirare, ma le braccia tremano. Esplode un colpo, ma il tiro è troppo alto.
Improvvisamente uno dei sicari sbuca dalle scale, prima di Isha, e, senza voltarsi, imbocca il corridoio, avviandosi verso l’uscita. Un attimo dopo Vetok piomba dalla rampa di scale in mezzo al corridoio, subito dopo il passaggio dell’eretica, impatta contro il muro con una spalla, con la pistola in pugno e già puntata, ed esplode tre colpi.


La corsa a perdifiato giù dalle scale non permette di sparare. Vetok non ricorda più di quanti piani fossero saliti. Davanti, ad una rampa di distanza, non perde d’occhio il sicario, mentre da dietro gli giungono i passi di Lixam.
Tre o quattro piani più sotto l’uomo si infila a sinistra nel corridoio. Un colpo di pistola risuona vicino, dalla destra, come se provenisse dall’appartamento in cui si erano intrufolati. Subito dopo una donna dai capelli rossi passa correndo nella stessa direzione: l’eretica!
Il chierico si lancia giù dagli ultimi cinque scalini, atterra nel corridoio, sbatte contro la parete, gemendo per il dolore alla spalla, ma trovandosi dritto e stabile per poter tirare: davanti a lui, l’uomo, più lontano e ormai prossimo all’uscita, e la donna, a circa una decina di metri da lui, gli danno entrambi le spalle.
Heed His wisdom, For He will protect you from evil!
Urla la preghiera nella propria testa, poi, senza esitazioni, mira alla chioma rossa, ed esplode in rapida sequenza tre colpi: spalla destra, schiena e zona lombare esplodono in una pioggia rossa che imbratta pavimento, muri, soffitto. Il corpo della donna continua la corsa ancora per qualche passo, prima di accasciarsi al suolo, spappolato. Lixam arriva nel corridoio, si volta a sinistra, punta il fucile dove ormai non ci sono più pericoli, e mette a fuoco il carnaio: la scena è troppo raccapricciante anche per lui e, vinto dai conati di vomito, si piega in due.

Mordecai, dolorante per la pugnalata, si avvicina da dietro: “Maledetta stronza di un’eretica!”
“Ha avuto ciò che meritava, Mor”, mormora il chierico.

L’avversario tenta di abbrancare il soldato per strappargli la spada di mano, ma il tentativo è goffo, Brunch schiva, colpisce al volto con il gomito e cala la lama sopra il ginocchio. L’avversario crolla a terra di botto, non riuscendo ad evitare un calcio nello stomaco. L’altro striscia lontano, si rimette in piedi, barcolla tentando la fuga, ma in un attimo Brunch gli è dietro e, senza pietà, infierisce sull’altra gamba.
Il microbead prende vita: Vetok lo avverte che sta uscendo l’ultimo sopravvissuto dall’ingresso principale.
Il guardsman ignora gli sguardi terrorizzati della gente in strada, gira l’angolo e percorre di corsa gli ultimi metri che lo dividono dall’ingresso del 3036 di Riel Street.
Il fuggitivo piomba in strada, ma c’è troppa gente in mezzo ai piedi per poterlo colpire.
Merda!
Brunch rinfodera la lama e libera il lasgun: l’uomo corre verso la macchina con la quale è arrivato. Calido mira e aspetta che sulla linea di tiro non ci siano civili. La gente urla intorno a lui, i più scappano, sporcandogli la visuale, altri restano paralizzati alla vista del fucile. A pochi passi dalla portiera una scarica di energia brucia ed accartoccia la testa dell’uomo.
Calido si volta: i suoi tre compagni stanno uscendo. Fa finta di sventagliare il fucile verso la gente in strada, urlando di stare indietro.
“La strada è bloccata, dobbiamo fuggire a piedi!”
Il traffico in Riel Strett è paralizzato. Alcuni veicoli si sono già tamponati, e intorno ai quattro si sta formando il vuoto.
Brunch corre verso la loro auto, raccoglie il suo prezioso lanciagranate e si getta di corsa dietro ai tre compagni, in direzione nord.

lunedì 25 giugno 2012

57 – SU PER LE SCALE


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Maccana day223.year816.Millenium41

I passi di corsa provengono dal corridoio del secondo piano. Una voce femminile ordina di andare su, ma Lixam e Vetok sono in vantaggio di qualche piano rispetto agli inseguitori.
Una porta di metallo chiude l’accesso all’ultima rampa di scale che porta sul tetto. Da sotto incominciano a saettare colpi laser al loro indirizzo.
“Sfondala Lixam, io li tengo a bada!”
Vetok si affaccia per un istante sulla tromba della scala, giusto il tempo di far abbaiare la pistola in echi e rimbombi, e poi ritirarsi al riparo.

Mordecai si infila nell’ingresso, facendo attenzione di non farsi scorgere dai due rimasti in strada. Sale velocemente al secondo piano, il corridoio è vuoto, ma dalle scale che salgono provengono urla, colpi di pistola e scariche laser. Una porta rimane aperta, poco dopo l’imbocco delle scale. Con la pistola in pugno l’agente Moloch si avvicina, concentrandosi: scivola dentro controllando alla sua destra, fa per voltarsi sull’altro fianco, con la pistola innanzi a sé, ma è troppo lento…


Brunch trotterella verso l’angolo del muro che delimita l’isolato, tenendo d’occhio i due tizi e valutandone la pericolosità. È troppo in vista per sparare con il fucile laser, dovrà risolvere la faccenda con la fida spada, ma la cosa non gli dispiace affatto.

Spalle al muro sbircia da dietro l’angolo e dà un’ultima occhiata ai due, che ignorano la sua presenza, poi balza fuori, silenzioso e pronto ad attaccare.

“È aperta!” Con un calcio Lixam spalanca la porta che conduce al tetto, dopo aver fuso con il lasgun la serratura.

“Ne ho preso uno, è ferito!”
L’assassino striscia sul pianerottolo per dare un’occhiata: uno dei due sicari è seduto a terra, sul pianerottolo a metà piano, si tiene una mano premuta sulla coscia, dalla quale perde copiosamente sangue. L’altro, appostato sulle scale sottostanti, mira e spara, colpendolo alla spalla. Lixam si rotola via, ferito, evitando altre scariche che anneriscono le barre di plascrete che formano la ringhiera.

Brunch copre gli ultimi metri di corsa. Uno dei due criminali si volta un attimo prima di finire scaraventato gambe all’aria da una poderosa spallata, l’altro viene colto di sorpresa. La spada rotea sopra la testa del guardsman, e l’avversario alza istintivamente le braccia per proteggersi il volto. La lama cala, però, verso il basso, squarcia la carne e scheggia il femore, tra anca e ginocchio. Un urlo agghiacciante attira l’attenzione dei passanti, mentre Brunch, liberata velocemente la lama, si getta sul secondo tirapiedi, che rotolatosi via, si sta rialzando, con la pistola in pugno.

Vetok scende qualche gradino e spara sull’uomo appostato sulle scale, costringendolo ad arretrare e dando la possibilità a Lixam di finire quello ferito: per un attimo l’assassino fissa negli occhi il bersaglio. Poi preme il grilletto, una, due volte. Il petto dell’uomo viene bruciato in uno sbuffo di fumo e sangue vaporizzato. L’ultimo degli aggressori si volta e scappa, scendendo i gradini di due in due; il chierico si lancia giù dalle scale: da preda è diventato cacciatore, ed ambisce alla preda più preziosa, l’eretica!

La pistola fa fuoco, e tre proiettili impattano sulla flak armour di Brunch, che grugnisce per il dolore, anche se i proiettili non riescono a forare il sottile strato di plasteel. Il fendente è potente, ma manca il bersaglio. Il soldato fa in tempo a voltarsi per evitare altri colpi di pistola da parte del malvivente ferito e sanguinante, che prova a bersagliarlo da terra. Con un calcio ben dato in faccia lo tramortisce, potendosi concentrare sull’uomo ancora in piedi e in forze.

venerdì 22 giugno 2012

56 – EFFRAZIONE


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Maccana day223.year816.Millenium41

“Sei sicuro che non ci siano allarmi?”
La voce di Vetok è un sussurro nel corridoio del secondo piano.
“La serratura mi pare essere delle più semplici… Non dovrei incontrare difficoltà.”
“Muoviti, allora.”
Lixam, inginocchiato davanti alla serratura, traffica con il combi tool, mentre il prete fa da palo. Con uno scatto leggero la porta si apre. I due restano un attimo in attesa, Lixam spinge dolcemente l’uscio che si spalanca sull’ingresso buio: non scatta alcuna sirena d’allarme, l’effrazione sembra essere perfettamente riuscita. Si infilano velocemente dentro, richiudendosi la porta alle spalle e, con l’aiuto delle torce, si mettono a rovistare alla ricerca di indizi.

“E come hai detto che si chiama l’amica bionda?”

“Mi è parso di sentirla chiamare Fenny…”
“Fenny, eh? Bel nome…”
“Brunch, non le vedo più… Secondo me non tornavano in piazza…”
“Ma no, Mor, saranno qualche macchina più avanti… Se questi idioti si muovessero… Fottuto alveare! Ma come fa la gente a vivere in questo puttanaio?”
La macchina sobbalza quando Brunch inchioda per evitare di tamponare il veicolo davanti.

In casa non sembra esserci granché di interessante, né di valore: vecchie divise della Guardia e foto risalenti al periodo di leva su Tranch. L’ambiente è abbastanza disordinato e sporco. Diverse pistole sono nascoste in punti chiave dell’alloggio, una sotto il letto, un’altra nella zona cucina, nascosta sotto una mensola, l’ultima nel bagno, dietro lo sciacquone; è un comportamento tipico da bounty hunter, di chi si aspetta da un momento all’altro visite indesiderate e vuole essere pronto ad accogliere i graditi ospiti. Ma non c’è nulla che leghi Isha Vent all’armatura trovata a casa di Jeesen.

Lixam, in piedi su una sedia, allenta un pannello del soffitto. Vetok si avvicina. Ne tira fuori una valigetta, dentro ci sono un dataslate e diversi appunti.

Brunch scarta a sinistra, salta con due ruote sul marciapiede e, in mezzo agli insulti della gente a piedi, procede di fianco alle macchine in coda, agitando un braccio fuori dal finestrino e imprecando selvaggiamente. La macchina di Isha non si vede da nessuna parte.

“Dobbiamo tornare indietro, avverto gli altri…” Mordecai si tiene con tutte e due le mani al montante della portiera, mentre il guardsman compie una brusca inversione e torna indietro, in contromano.

Il dataslate contiene sigle, cifre e alcune note. Vetok appoggia sul tavolo la torcia mentre Lixam scarica i dati; prende un quaderno dalla valigetta e lo sfoglia: sembra un diario, ma riporta eventi precedenti al suo trasferimento su Sibellus. Gli occhi attenti scrutano in cerca di segni, di simboli che possano confermare la contaminazione da parte del chaos, senza trovare nulla, se non le crude descrizioni di esecuzioni e regolamenti di conti: Isha è una donna sanguinaria, vendicativa e pericolosa.
Il microbead trilla, la voce di Mordecai gracchia poche parole: “Le abbiamo perse, stiamo tornando indietro.”
Vetok chiude il libricino e lo ributta dentro la valigia, tocca sulla spalla Lixam, sussurrandogli di lasciare perdere, di rimettere tutto nel nascondiglio e di filare via: forse sono stati troppo avventati nel credere di potere entrare così facilmente in casa dell’eretica!

Davanti al 3036 di Riel Street una grossa vettura inchioda, spalancando gli sportelli: scendono quattro uomini, armati e con giubbini di protezione, e una donna dai capelli rossi; due si dirigono verso il retro dell’Habstack 3, mentre la ragazza precede gli altri due su per l’ingresso principale.

Poco più indietro un’altra vettura si ferma sul marciapiede, facendo stridere le gomme sull’asfalto.
“Sembrava proprio lei, Brunch!”
“Ok! Tu Sali, io penso ai due che stanno passando da dietro.”
I due scendono, dividendosi.
“Uscite da lì, Isha è tornata con gli amici… Sono armati, vengono su da voi: tirate su per il tetto, noi li prendiamo da dietro!”
Mordecai, salendo di corsa su per le scale dell’ingresso,  comunica con il fiatone a Lixam e Vetok l’avvertimento, ricevendo una secca risposta affermativa.

mercoledì 20 giugno 2012

55 – IL GRUPPO SI DIVIDE


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Maccana day223.year816.Millenium41

“Si stanno muovendo. Li seguiamo.”
Lixam si rimette in coda alla macchina di Isha. Le due hanno caricato anche il tatuato. Dopo pochi isolati di marcia sembra chiaro che stiano tornando a casa.
Brunch commenta la notizia con un tono malizioso nella voce, gli altri tre ignorano l’allusione: possibile che debba colorare una situazione del genere con una velata (ma nemmeno poi tanto) componente sessuale? Non bisognava tenerlo rinchiuso alla Coblast Assay… Avrebbero dovuto lasciarlo libero di divertirsi, di svagare la mente… E anche il corpo…
Mordecai sorride, e sorride ancor di più alla luce che scorge 
negli occhi del guardsman: sarà per l’effetto della lho, ma il tono concitato che Brunch utilizza per commentare la circostanza sembra fargli capire che al di là degli impegni e dei sacrifici che la Sacra Inquisizione esige dai propri agenti, la vita, l’esistenza umana trascende sempre lo stretto recinto di pene imposte dall’autorità. Brunch gli sta simpatico, gli è andato a genio dalla prima volta che lo ha visto. E la sensazione è stata reciproca: dei tre compagni è stato quello che più di tutti è stato accondiscendente nei riguardi del pesante fardello del suo gemello Luther; Brunch ha sempre cercato di parlargli, anche se, rendendo ancora più confusa e grottesca la vicenda, lo chiama con un nome diverso, Carlos.
I quattro si trovano seduti al tavolo della taverna vicino all’ingresso del 3036 di Riel Street.
“Ma è ovvio! Si faranno una seratina fra amici… Sesso e droga!”
Brunch tira giù l’amasec al colpo, picchiando il bicchiere sul tavolo e accompagnandolo con un sorriso luminoso.
“Non ci interessa quello che stanno facendo. O meglio, non ci interesano i dettagli che vorresti sapere tu.” Vetok tamburella nervosamente sul tavolo.
“Non credo sia coinvolta nel giro dello spaccio. E poi per quello basterebbe il Magistratum.” Moloch Mordecai respira libero, la situazione gli sembra chiarirsi in testa, man mano che ne analizza i dettagli.
“Se escono tutti e tre proviamo a dare un’occhiata dentro?”
Lixam guarda Vetok e poi gli altri due, reprimendo una risata alla battuta che vede nascere e morire in un istante sulle labbra di Brunch. Vetok, per fortuna, risponde prima: “Sì, direi che conviene cercare di raccogliere il maggior numero possibile di indizi; se non pensa di essere nell’occhio del mirino è probabile che si possa trovare qualcosa di interessante in casa sua.”
La sera lascia il posto alla notte, e i quattro si danno i turni, a due a due, per controllare l’ingresso.
Brunch prende in mano la situazione, eccitato alla vista della rossa e della bionda che compaiono in strada, dirette verso la macchina e accompagnate dallo spacciatore.
“Ci sono… Le seguiamo!”
“Noi entriamo in casa. Fate attenzione…”
Il trio arriva alla macchina, e dopo un gesto a mo’ di saluto il tatuato prosegue a piedi.
“Lo spacciatore se ne va… Non lo seguiamo?” Mordecai è seduto di fianco al posto di guida, Brunch gira le chiavi e risponde con tono che non ammette repliche: “Vaffanculo a quello stronzo. Lo becchiamo poi dopo.”
Lo psyker ha un attimo di esitazione: infila una mano in tasca, poi si ferma. Sa che potrebbe essere un errore, ma alla fine non resiste, e dalla tasca tira fuori un lho stick. “Brunch… Fumi?”
“E bravi i gemellini che pensano al loro vecchio amico Brunch. Certo che sì… E ringrazia anche Carlos!”
Il mezzo si muove, il soldato accende la sigaretta e tira con soddisfazione: “Bene. Vediamo ora dove vanno a divertirsi quelle due puttanelle!”
Mordecai guarda nello specchietto retrovisore la taverna dove sono rimasti in attesa: gli altri due hanno deciso di non perdere tempo e, usciti in strada, si infilano nell’ingresso del 3036 di Riel Street.