mercoledì 30 maggio 2012

50 – ELIAH XANATHOS: NOME IN CODICE LIXAM


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Iron Maiden - The Loneliness of the Long Distance Runner - Somewhere in Time

Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus – Divisione Maccana
day218.year816.Millenium41

Julia Strophes risponde alla chiamata successiva alla morte di Richter, indirizzandoli al distretto Mokabi, verso una delle innumerevoli sedi della Coblast Assay, ora quartier generale dell’Inquisitore.
Brunch geme sul sedile posteriore, mentre Mordecai, sedutogli di fianco, borbotta infastidito per la puzza e la materia organica che ancora gli gocciola di dosso.
Le vie del distretto in cui entrano ricordano a Lixam le strade in cui è cresciuto. Una pioggia leggera incomincia a punteggiare il parabrezza, come quel giorno lontano in cui la sua vita cambiò.

Nato sul mondo imperiale di Canopus e cresciuto nell’omonima città alveare, Eliah Xanathos apprende i rudimenti della vita da soldato dal padre, in forze al Departmento Munitorum del pianeta, e qualche rudimento di chimica dalla madre, che svolge un dignitoso lavoro presso uno dei tanti manufactoria dell’alveare. Abbandonato a sé stesso nell'adolescenza, inizia a frequentare piccoli gruppi di teppisti e criminali, entrandone a fare parte grazie alle armi da fuoco rubate dall'arsenale del padre. Le doti innate nell’uso delle armi, in particolare di quelle laser, la strabiliante mira e l’agilità, lo mettono in luce agli occhi dei Dark Knives, una potente organizzazione criminale che gestisce i più disparati e loschi traffici nelle zone calde della città. Gli echi dell’istruzione e dell’addestramento militare ereditati dalla famiglia lo pongono su un gradino superiore rispetto alla bassa manovalanza criminale e gli consentono di assumere il ruolo privilegiato di agente e contatto con le famiglie nobili, più o meno importanti, invischiate in lucrosi e illeciti affari, che lo arricchiscono di conoscenze e contatti e ne raffinano i modi e la sensibilità. La scalata ai vertici dell’organizzazione è veloce, i modi discreti di Eliah passano inosservati e ingannano: avversari e nemici capiscono troppo tardi la determinazione e le capacità operative che lo contraddistinguono. L’assassinio, mai frutto di violenza ma sottile e discreto, studiato nei minimi particolari e portato a termine con esemplare efficacia, i soldi, il potere e la gloria divengono dolci lusinghe, una droga dalla cui dipendenza non riesce più ad uscire. Nemmeno il misconoscimento ufficiale da parte della famiglia lo distolgono dal caldo e pericoloso abbraccio della vita criminale. In meno di una decina di anni Eliah Xanathos è un nome sussurrato con rispetto fra le strade in cui è cresciuto. Fu allora che una famiglia nobile proveniente da fuori sembrò volergli pestare i piedi. Eliah, inebriato dal senso di onnipotenza, non sospettò minimamente che il guaio che si era presentato fosse molto più grande di lui: la famiglia Abamelik era, in realtà, una copertura per una delicata operazione imperiale, volta ad eliminare un pericoloso cultista infiltratosi nella sua stessa organizzazione, che si sfaldò sotto i colpi precisi e mirati di un avversario al di là delle sue possibilità. Eliah riuscì comunque ad uccidere uno dei temibili killer inviati dalla famiglia avversaria, prima di venire catturato e torturato per diversi giorni.
Sir Lazarev, patriarca della dinastia Abamelik e Adepto al servizio dell’Officio Assassinorum, accertata la sua estraneità all’eresia appena sventata, lo risparmiò infine per una sola questione di convenienza, intenzionato a sostituirlo ad uno degli stessi assassini da lui eliminati. Ormai in mano alla temibile istituzione imperiale, Eliah Xanathos poté soltanto scegliere il proprio nome in codice: Lixam.

La macchina si ferma davanti al palazzo che ospita l’organizzazione di recupero crediti utilizzata come copertura. I quattro vengono introdotti e accompagnati attraverso un dedalo di corridoi ai piani superiori, dove li aspetta la giovane nobildonna alla quale dovranno fare rapporto.

mercoledì 23 maggio 2012

49 – IN LOTTA CON RICHTER


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus – Divisione Maccana
day218.year816.Millenium41

Il guardsman lotta con il fuggitivo che, seppur ubriaco, mette tutte le forze che ha nel tentare di neutralizzare l’avversario: Brunch riesce a bloccargli il polso e a rendere inutilizzabile la pistola.
Lixam tituba, indeciso se infrangere il vetro e intervenire, mentre gli altri due compagni aggirano cautamente la barricata di fortuna, tenendo sotto tiro il groviglio umano che lotta nel salotto di uno squallido appartamento di periferia.
“A chi hai detto figlio di puttana, eh?”
“A te, maledetto stronzo!”
La spada è inutilizzabile, se non per dare violenti colpi di elsa al volto di Richter, che, anestetizzato dall’alcol, incassa senza dar segni di cedimento. L’uomo cerca di svincolarsi dalla presa di Calido gettandosi a terra, approfittando per mollare la pistola ed estrarre una granata. Brunch la mette chiaramente a fuoco e gli sferra un pugno in faccia, mentre Vetok e Mordecai, istintivamente, fanno due passi indietro, continuando a tenere sotto tiro i combattenti. L’ordigno è di fattura rudimentale, la spoletta ancora in posizione: Brunch, gettata a terra la spada, cerca di bloccare l’ubriaco: “Sai dove te la puoi mettere quella?”
“Non mi farò prendere, sbirro!”
Richter prova a dare una testata in pieno volto a Brunch, che schiva, ma perde momentaneamente la presa sui polsi dell’eretico. Richter tira via la spoletta, ma, al limite della resistenza, si lascia sfuggire di mano l’ordigno, che rimbalza sul pavimento, andando ad infilarsi sotto il tavolo.
Lixam si dà una spinta e risale verso il piano superiore, chierico e psyker corrono verso l’uscita.
Il soldato Calido riesce a piazzare una gomitata su di uno zigomo, poi, afferrato Richter per le spalle mentre questi smanaccia sul pavimento nel tentativo di afferrare la granata, ce lo spinge sopra di forza e gli piomba sulla schiena a ginocchia unite, lasciandolo tramortito. Un attimo prima della deflagrazione si rotola via. Il boato è impressionante: pezzi di tavolo, divano, e resti umani volano per tutta la stanza. La finestra esplode e Brunch viene spinto violentemente contro una parete, ma, grazie al fatto che l’ordigno fosse di rudimentale fattura e che la sua flak armour sia particolarmente resistente a quel tipo di esplosioni, si rialza, dolorante ma incolume, ricoperto di sangue e materiale organico.
All’interno dello stabile qualcuno incomincia a dar segno di aver avvertito l’esplosione, vociando in tono allarmato. Mordecai e Vetok, rientrati nell’alloggio, frugano nel resto dell’appartamento, alla ricerca di indizi. Nell’unica stanza rimasta, quella da letto, rinvengono una foto scattata insieme a Jeesen, risalente ad una decina di anni prima, un armadio contenente vecchie uniformi, qualche trono nascosto in un comodino e diverse lettere di amanti ormai invecchiate, ma nulla di utile al fine delle indagini.
Lixam butta la testa dentro: “È meglio andare, qualcuno sta venendo a vedere che cosa è successo.”
Aiutando l’ancora frastornato Brunch, scendono alla macchina, per poi sgommare via il più velocemente possibile.

lunedì 21 maggio 2012

48 – UN PIANO PERFETTO


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus – Divisione Maccana
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Le invettive ricominciano, facendo desistere il chierico dal cercare di fare ragionare il soggetto ricercato. Nell’attesa che il guardsman e lo psyker arrivino, Lixam si accuccia sull’angolo della porta e, tramite uno specchietto, prova a dare uno sguardo all’interno dell’appartamento: un paio di metri di corridoio che si aprono su una stanza, dove la testa e il fucile dell’uomo, barricato dietro ad un tavolo rovesciato ed un divano, spicca in controluce su di un ampia finestra.
Mordecai gli passa l’attrezzatura, Lixam rotola agilmente davanti al vano della porta, sicuro di poter approfittare dello stato di ubriachezza di Richter per poter passare sano e salvo e infilarsi su per le scale. Brunch prende il posto dell’assassino, e sorride a Vetok: “Funzionano le tue buone maniere, eh?”
”Ehi Richter, fai il bravo. Abbiamo solo bisogno di alcune informazioni su quel tuo amico, Jeesen.” Il chierico riattacca, ottenendo semplicemente un biascicato negarne la conoscenza, seguito da rabbiosi insulti.
”Vuoi provare tu?”
Brunch annuisce: “Ehi andiamo, bello! Tu sei pulito, lo sappiamo, ma devi dirci un paio di cosette se vuoi farla franca del tutto.”
In quel momento Lixam comunica via microbead di essere entrato nell’appartamento al piano sopra, di non aver trovato nessuno e di essere in procinto di calarsi per sorprendere Richter alle spalle attraverso la finestra. Tre voci, quasi in contemporanea, gli confermano di procedere.
Richter tira nel corridoio una bottiglia vuota di liquore, che frantumandosi rilascia un miasma di alcool ed erbe, probabilmente di un Rotgut Booze, termine usato per contraddistinguere la moltitudine di fermentati alcolici a basso costo, forti e realizzati con i più impensabili ingredienti, dei quali pullula ogni angolo dell’impero.
Il guardsman, cercando di conquistarsi emotivamente il soggetto, prova a far leva su un possibile cameratismo da ex-militari.
”Ehi, in quale brigata hai servito?”
”E a te che cazzo te ne frega, maledetto figlio di puttana?”
Il soldato Calido ha un fremito incontrollabile: schizza dentro, fa due passi e si rotola in avanti. Il lasgun di Richter, simile a quello rinvenuto a casa dell’amico, avvampa di energia quando spara, mancandolo, ma  portando via lo stipite alle sue spalle. Segue il ronzio dell’arma che si ricarica, mentre Brunch urla come un ossesso, con la spada in pugno, un attimo prima di spiccare il balzo per superare la barricata di fortuna.
In quel preciso istante Lixam si sporge per guardare dentro la stanza: dannata bestia che non è altro! Era un piano perfetto…
Brunch atterra, agganciando e trascinandosi dietro Richter, che stava cercando di estrarre una pistola.
Mordecai e Vetok, armi in pugno, fanno capolino dall’ingresso.
Guardano Lixam, metà dentro e metà fuori il profilo della finestra, sorpreso e indeciso come loro sul da farsi.

giovedì 17 maggio 2012

47 – BUONE E CATTIVE MANIERE


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus – Divisione Maccana
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Al 3412 di Quivvar Street un palazzone anonimo si confonde nel panorama cittadino del Middle Hive.
Il complesso residenziale sembra quasi sonnecchiare indolente mentre i quattro parcheggiano sul lato opposto della strada.
“Visto che prima ha dato buoni risultati direi di continuare con le buone maniere.”
“Bha… Sarà un poco di buono questo Richter… È inutile sprecare troppe gentilezze con certa gente. Meglio fare come Secutor Magnus…”
I quattro scendono, Vetok in testa, seguito da Lixam.
“Brunch resta qui con Mordecai, casomai il signorino decidesse di scappare”. Il chierico sorride senza voltarsi, immaginandosi la faccia delusa del soldato.
Brunch incrocia le braccia, appoggiandosi al veicolo e sbuffando rumorosamente, mentre Lixam manda in cortocircuito il pannello che controlla la serratura del cancello d’ingresso, scivolando dentro prima di Vetok.
Richter abita al quarto piano, ala ovest, appartamento 142. Lungo i corridoi non incontrano anima viva, ma arrivati sul pianerottolo che conduce all’ala ovest sentono in lontananza lamenti ed improperi urlati con ira. Il suono proviene proprio dall’appartamento che stanno cercando, e la voce sembra appartenere ad un uomo in evidente stato di ubriachezza: bestemmie e insulti rivolti all’Imperatore e alle varie istituzioni imperiali compongono la nenia ininterrotta, alternata a propositi di vendetta verso la società, verso i maledetti burocrati affamatori del popolo, e ancora ingiurie per l’odiato capitano di brigata, responsabile del massacro di tutti i suoi compagni per incapacità e inettitudine al comando.
I vicini, forse intimoriti per lo sfogo, o forse non presenti in casa al momento, non si fanno sentire.
I due si dispongono ai lati della porta, poi Vetok picchia il pugno sulla porta: “Richter, arrenditi, sei in trappola! Vieni fuori con le mani in alto e finirà tutto bene.”
La sfilza di insulti cessa di botto, sostituita da un ronzio che sale di intensità: improvvisamente, con un fragore infernale, la porta dell’alloggio esplode, riempiendo il corridoio di polvere e schegge di legno.
“Bastardi! Venite a prendermi se ne avete il coraggio!”
I due agenti si intendono al volo con una sola occhiata: mentre Vetok cerca di calmare a parole il soggetto pericoloso, Lixam si mette in comunicazione con i due compagni rimasti all’esterno: “Ok Brunch, vieni su, proviamo con le cattive maniere! Portate il grappino, credo sarà necessaria un’azione diversiva…”

lunedì 14 maggio 2012

46 – SULLA PISTA GIUSTA


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus – Divisione Maccana day218.year816.Millenium41

Il Tech Priest incomincia a ispezionare a fondo il laboratorio, aiutato da Lixam. Brunch si sofferma ad osservare il fucile laser: stante la sua esperienza di soldato quell’affare deve fare un bel po’ di danni, a patto che non esploda ad ogni colpo. Il guardsman si volta quando sente Mordecai sussurrare parole incomprensibili: un soffio d’aria gli sfiora il volto e agita le vesti dello psyker, che esce dalla breve trance con un sospiro.
“Il fucile e l’ascia arrivano da lontano… Devono aver viaggiato nel warp. Di più non riesco a percepire.”
“Bene. Dai una mano qui, Mor. Io e Brunch facciamo qualche domanda in giro.” Vetok si avvia fuori dalla stanza, certo che un laboratorio simile, per quanto la gente possa essere reticente nel farsi gli affari altrui, abbia attirato l’attenzione e la curiosità di tutto il vicinato. A maggior ragione ora che il proprietario è stato massacrato per ordine dell’Adeptus Mechanicus.
A parte svariate armi, più o meno modificate, le ricerche portano alla luce un vecchio dataslate, rovinato dallo scontro a fuoco: Secutor Magnus riesce comunque ad accedervi e fra i dati rovinati trova una nota relativa all’ascia e all’armatura, che sembrano essere stati venduti a Jeesen da Zeb, un accattone mendicante che ha trovato i pezzi tra le macerie della Divisione Arastus. Lixam fischia piano fra i denti, quando il Tech Priest gli dà la notizia.
Secutor passa alla classificazione dei reperti, seguito con interesse dall’assassino e dallo psyker, mentre, ispezionandoli a fondo, fotografa e registra con la sua voce metallica il procedimento: “… L’accumulatore di energia laser riporta un codice: Dyna-Tuur Modello 7, numero seriale 801928-BH-01923… Dyna-Tuur risiede nel sistema di Lathes… Si presuppone un furto dai mondi dei miei confratrelli… Una sigla è stata incisa rozzamente a posteriori: MX4. Anche l’ascia proviene dalle stesse sacre forge, numero seriale 17493-H1. L’armatura, a prima vista, sembra essere stata realizzata da uomini, necessita di un’indagine più approfondita. Che l’Omnissiah diriga sempre i nostri passi sul sentiero della conoscenza…”

I vicini, all’inizio omertosi e intimoriti per la presenza del gigante di acciaio e carne, si sbottonano man mano che Vetok domanda con cortesia e Brunch sorride in maniera rassicurante: certo che era un poco di buono! Lui e i suoi compari trafficavano sempre con armi e bevevano e facevano casino fino a tardi. E certo che tutti lo sapevano nel quartiere: dava due soldi a tutti i barboni che gli portavano vecchie armi scassate e chissà cos’altro… Un sacco di gente, ma non so chi fossero, proprio no! Ah già, Richter, il suo amico: abita poco più giù, proprio in questa stessa via, al 3412.
Vetok torna indietro, senza ringraziare, seguito dal compagno: sta già contattando Lorelii Dekanta, che, una volta aggiornata sulle scoperte fatte dal Tech Priest, li autorizza a fare immediatamente visita a Richter.
I quattro partono immediatamente, mentre Secutor Magnus impacchetta le prove per consegnarle alla Senior Explicator per ulteriori indagini. La gente incomincia a buttare fuori la testa dagli usci, spavalda e incuriosita per gli accadimenti, mentre gli Arbites aiutano a caricare sui loro mezzi i reperti e i servitori distrutti durante lo scontro a fuoco.

mercoledì 9 maggio 2012

45 – INDIZI DI ERESIA


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus – Divisione Maccana
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La Divisione Maccana è una zona popolosa del Middle-Hive di Sibellus, a livello terra. Dopo circa un paio di ore di viaggio i quattro agenti trovano Quivvar Street bloccato da un mezzo militare degli Arbites, qualche centinaio di metri prima della loro meta; scesi per chiedere informazioni vengono a sapere che la zona è stata delimitata per ordine dell’Adeptus Mechanicus e che nessuno può passare senza l’autorizzazione del loro agente. Mentre gli Arbites contattano il prete di Marte, i quattro agenti scorgono, in prossimità dell’ingresso al numero 8021, due massicci servitori armati di mitragliatori pesanti; più in là la strada è chiusa da un altro mezzo militare, che impedisce l’accesso alla zona. Dopo qualche minuto i quattro ottengono il lasciapassare e si avviano verso l’ingresso, continuando a tenere d’occhio nervosamente i movimenti dei servitori. A qualche decina di metri dall’arrivo una figura imponente e dinoccolata fa la sua comparsa, facendo cenno di seguirlo all’interno.
Quella che sembra essere una spaziosa abitazione privata è segnata dallo scontro a fuoco avvenuto di recente: diversi cadaveri crivellati sono riversi a terra, così come alcuni servitori in forza al Tech Priest; i segni della sparatoria sono evidenti ovunque, i vetri sono frantumati, i mobili e l’arredamento letteralmente sbriciolato dalla potenza di fuoco dei mitragliatori pesanti.
“Il mio nome è Secutor Magnus, la mia missione era quella di porre termine all’eresia tecnologica rappresentata da Jeesen e dai suoi uomini, come potrete facilmente notare…” La sua voce è metallica, quasi inquietante, così come i suoi tratti: il corpo, come il volto, che sporge dall’ampia tunica rossa, è di scintillante e lucido metallo, grottesco eppure funzionale nel sostituirsi alla debole e fallibile carne. Non è chiaro quale dei corpi indicati dal servo dell’Omnissiah possa essere quello dell’eretico condannato, ma nessuno dei quattro crede possa ormai fare la differenza.
“Una volta piegata la loro resistenza mi sono accorto di essermi imbattuto in qualcosa che avrebbe potuto interessare il vostro Inquisitore.” L’arto meccanico indica alcuni oggetti posti su un bancone da lavoro al fondo dello stanzone in cui si trovano: una piastra bronzea appartenente ad un’armatura feudale, incisa con strani simboli, e una grossa ascia a due mani giacciono di fianco a quello che sembra essere un lasgun, smontato in diverse parti.
“Come potete notare i simboli della piastra mi hanno insospettito, così come quest’arma: nessun uomo ha costruito questo scempio. Il cablaggio e il condensatore sono chiaramente di origine xeno!”
Vetok si avvicina al bancone, facendo attenzione a non toccare gli oggetti posti sopra. Sulla piastra gli strani simboli si rivelano essere degli otto, in numero pari ad otto, interconnessi e allacciati tra loro per chissà quale scopo. Gli altri tre lo guardano, tirando supposizioni a caso.
“Sono i segni di Khorne, non c’è dubbio.”
Nella stanza scende il silenzio, rotto dal gracchiare metallico di Secutor Magnus: “Eresia, non potevo sbagliarmi!”

lunedì 7 maggio 2012

44 – DI NUOVO IN GIOCO


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus
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Il tavolo del Barking Saint sul quale Brunch schianta l’avambraccio dell’avversario sobbalza, rovesciando I bicchieri di amasec, quando il vox-bead trilla, nello stesso momento in cui lo specchio in cui Mordecai esamina i propri occhi, pozzi scuri e tormentati, si brina, poi si gela per il manifestarsi di correnti warp, fino ad esplodere in mille pezzi… Nella stanza accanto Lixam, al suono del comunicatore personale, scosta la coperta e si tira su dalla branda, pronto ad entrare in azione, e Vetok, assorto nella contemplazione della massa brulicante dell’alveare da una delle terrazze più basse del Tricorn Palace, focalizza l’attenzione sulla frequenza chiamante: Lorelii Dekanta.
E’ un brivido di eccitazione che percorre contemporaneamente i quattro agenti e che si scatena alla chiamata della Senior Explicator: dopo giorni e giorni di addestramento e teoria tornano operativi, finalmente gli viene data una opportunità per rimettersi di nuovo in gioco.
Una segnalazione ritenuta interessante e meritevole di approfondimenti è giunta all’Inquisitore da un collaboratore fidato. L’ordine è di presentarsi immediatamente al 8021 di Quivvar Street, Divisione Maccana, nel Middle Hive di Sibellus e di riferire la natura della problematica. Troveranno sul posto il collaboratore, con il quale dovranno identificarsi come agenti dell’Inquisizione tramite la frase in codice “Il fiero fuoco di Sollex non lascia spazio alle ombre.”

Il soldato Calido finisce di allacciarsi la cintura alla vita uscendo dal bar frequentato dai lavoratori dei manufactoria e da piccoli criminali, Mordecai si sciacqua il viso con acqua gelata per scacciare la sensazione della possessione demoniaca di Yaddrack, Lixam raccoglie la borsa e controlla mentalmente le armi che sa già essere pronte e cariche, Vetok si avvia verso le piattaforme di discesa che lo porteranno un chilometro più sotto, a mischiarsi con la cacofonica umanità che l’Imperatore in cui crede ancora protegge, a distanza di millenni dalla ferita che lo costringe immobile sul suo Trono.

Il primo ad arrivare al luogo dell’appuntamento è l’assassino, che sale sull’auto messa a disposizione per la missione. Vetok e Mordecai arrivano all’unisono, e salgono senza dire una parola. Lixam avvia il veicolo e percorre un breve pezzo di strada, andando incontro al guardsman, che procede al trotto verso di loro, con uno sguardo soddisfatto sul volto.
“Maledizione, stavo vincendo giri su giri di bevute con quei quattro cagasotto al Barking Saint…”
“Abbiamo cose più importanti a cui pensare, soldato.”
“Certo che sì! Qualcuno si è ricordato di prendere il mio lanciagranate?”
Lixam sorride, guardandolo nello specchietto retrovisore: “Sì, ma mi devi una bottiglia di Amasec… Ma non quella brodaglia che bevi con i tuoi amichetti al bar!”

mercoledì 2 maggio 2012

43 – FOTTUTO ALVEARE!


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus -
day211.year816.Millenium41

 
Hive Sibellus, la Città, è come una donna che tradisce, oppure come un amico di un tempo lontano che ti pugnala alle spalle. Nessun agente può lasciarsela dietro, ma tutti la odiano per le memorie che conserva. E la ruota della memoria raggiunge e schiaccia tutti, le azioni dannose del passato diventano il modo di comportarsi della Città, come un’amante che colpisce coloro con i quali ha scelto di giacere, e amare, anche fosse solo per pochi istanti, un breve sospiro o interi capitoli di una vita. E colpisce sempre nelle notti scure, in luoghi oscuri, dove la foschia chimica nasconde, altera le distanze, sotto la pioggia gelata e pungente che bagna i malvagi così come i virtuosi.

La folla, le masse, sono costituite dai più variopinti e abbruttiti elementi. Quelli che stanno al di sopra, come i nobili, i capi designati, i politici, sono solo arrampicatori sociali, traditori. Ognuno guarda solo ai propri interessi, e la vera nobiltà d’animo è tanto rara quanto le storie che la riguardano.

Il potere corrompe, e piccoli burocrati o acclamati leader corrotti sono la norma. Questi usano la propria posizione per trarre vantaggi personali e gestire i propri affari, infliggendo miseria e tormenti a chi prova ad opporsi ai loro piani.
Quando gli uomini, a qualsiasi livello di potere, perseguono unicamente i propri scopi, le organizzazioni diventano come un cancro. Nessuno è più sicuro dei propri alleati, i gruppi agiscono contro gli interessi degli altri, e gli obiettivi si perdono nella segretezza e nelle lotte intestine.
Anche la fede sembra essere fragile e dare poche speranze a chi svolge l’incarico di agente. Man mano che passa il tempo e gli occhi si riempiono di orrori sembra divenire solo una facciata, i Santi e l’Imperatore diventano troppo distanti per esaudire le preghiere. Gli agenti si trasformano in agnostici, laici senza fede alcuna, o apostati: compatiti o maledetti dalle masse che si aggrappano alla fede o dagli zeloti che le dominano.
Le droghe utilizzate dalle masse sono una costante presenza nella vita degli agenti, ma rappresentano una falsa difesa dalla crudele realtà. I rituali del fumo, del bere per dimenticare, e il rischio costante dell’assuefazione, ricordano agli agenti i pericoli di abitudini auto-distruttive.

Le vicende quotidiane che prendono vita nelle città alveare dell’Impero assumono connotazioni noir. Gli elementi fondamentali di questa sfumatura noir sono la morte, la cospirazione e il tradimento, il desiderio sessuale. Hive Sibellus, la Città, è un covo brulicante le cui basi poggiano su tali insidiose fondamenta. Omicidio, cospirazione e sesso sono ovunque intrecciati, dai quartieri fognari alle più alte guglie delle famiglie nobili. Gli agenti ricattati che prestano servizio ai margini dell’Inquisizione sono il prodotto di tale ambiente: uomini dalle troppe cicatrici, dai volti arcigni e oscuri passati, donne pericolose e fatali, possibili affaristi senza scrupoli e probabili traditori, costretti a dibattersi, contorcersi, presi all’amo da un maestro più bravo di loro in questa sottile e pericolosa arte.
Sesso, morte e tradimento… Uno, o forse più, di questi elementi non mancano mai, si rincorrono e si intrecciano nei gesti, nelle azioni, negli atti nefandi che si scatenano e si generano nei cuori e nelle menti di donne e uomini. Gelosia, puttane e dame rifiutate. Vendetta, uomini offesi e spietati crimini. La punizione cadrà di certo e presto su qualcuno, da qualche parte, in questo fottuto alveare di città…