lunedì 20 febbraio 2012

29 – L’INGRESSO NELLA CABALA


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus
day112.year816.Millenium41

C’era un altro problema a cui pensare, un nuovo Inquisitore interessato alla Stella di Tyrant. Sarebbe potuto anche essere un bene, avrebbe potuto fare da esca per snidare il male nascosto, proprio come stava succedendo in quel momento nella Divisione Arastus.
Sorrise a quel pensiero e si rilassò sulla poltrona.
La finestre del suo studio, quasi in cima ad uno dei pinnacoli conosciuti come Spire, affacciavano su Hive Sibellus, bagnata da una nebbia umida di smog e illuminata da mille e più luci al plasma: le spire pigre e luminescenti gli ricordarono il warp e le insidie che questo nasconde. Prese un fascicolo e la scheda personale del nuovo Inquisitore, rilesse gli appunti che aveva apposto, con calligrafia fine e precisa, riandando con la mente al concilio della Cabala di tre anni prima.

Settore Calixis – Scintilla - Luna di Lachesis – Bastione Serpentis
day903.year813.Millenium41

SHYMA' XAVIER YANHU
Ref: Inq/38577091/SXY
Nome: Shymà Xavier Yanhu
Profilo: Inquisitore

"Signori... Che il Cabalae Magistrorum Concilium abbia inizio."
Antone Zerbe, Maestro della Cabala della Stella di Tyrant, si riaccomodò sullo scranno. Nel Bastione Serpentis si sarebbe discusso dell'ingresso di forze fresche all'interno dell'organizzazione: diversi accoliti, agenti e un Inquisitore di fresca nomina.
Lord Aegult Caidin, a capo del Calixian Conclave, la massima autorità dell'Inquisizione, aveva già comunicato il suo benestare all'ingresso di Shymà Xavier Yanhu nella Cabala: trasferitosi da poco nel Segmentum Obscurus, si era sempre interessato alla profezia dell'Hereticus Tenebrae, e aveva deciso di aderire al Collegium Tenebrae.
Anton Zerbe, riflettendo, osservava da dietro la maschera d’oro i colleghi discutere di noiosi argomenti: aveva sentito parlare della profezia sulla quale indagava il giovane Inquisitore, e seppure la pista sembrasse buona non poteva permettersi di distrarre le forze a sua disposizione in tale direzione.
Terminata la parte del concilio riguardante la disposizione e l'utilizzo delle dotazioni militari fornite dal Calixian Conclave, prese la parola per far approvare l'ingresso del nuovo Inquisitore.
"Come sapete stiamo per accogliere un Inquisitore che propone delle tesi innovative sull'origine e la natura della Stella di Tyrant. Ci siamo trovati qui per mettere ai voti la sua adesione alla Cabala. Vi è stato inviato il suo profilo completo, ma se qualcuno avesse domande da porre, prego... Questo è il
momento, dopodiché voteremo."
Dal mormorio di fondo non si levarono voci, ne alcuno pose osservazioni in merito.
"Shymà Xavier Yanhu si è spinto fino al Settore Calixis perché nel corso delle sue indagini ha scoperto correlazioni tra un’antica profezia e la Stella di Tyrant; Il nome Komus, con cui è anche conosciuto questo fenomeno, è emerso anche nello svolgimento di indagini nel Segmentum Terra e nelle frange più esterne dell'Impero. C'è qualche domanda?"
Anton Zerbe aveva già preso la decisione di accettarlo, nonostante il timore che un cane sciolto potesse influenzare o addirittura sbilanciare i sottili e delicati giochi di potere all'interno della Cabala: informatori segreti gli avevano riportato voci secondo cui fosse un radicale, e che simpatizzasse per fazioni e frange al limite dell’eresia, secondo il parere di numerosi puritani. Ovviamente non aveva ritenuto opportuno divulgare queste informazioni ai membri del concilio, almeno per il momento.
Il nuovo Inquisitore sarebbe stato attentamente controllato... Non poteva permettersi alcun rischio.
"Signori... Votiamo!"
Come aveva previsto non ci misero molto a fornire il risultato che si aspettava: 16 a favore, 3 contrari e 1 astenuto.
"Bene. Vi comunicherò al più presto la data precisa della sua consacrazione alla Cabala."
 
Nonostante l’opera di insabbiamento, lui, in poco tempo, era riuscito ad entrare in possesso delle informazioni che Lord Zerbe tanto gelosamente custodiva.
Dopo qualche mese dal suo ingresso nella Cabala, Yanhu si era creato una rete di contatti e collaboratori fidata e sicura. Poi, subito dopo essere stato coinvolto nella vicenda della Divisione Arastus, era scomparso nel nulla.
Del suo passato c’erano ancora molti aspetti oscuri, e sicuramente nascondeva segreti per il futuro.
Restava la certezza che fra tutte le ipotesi, congetture e conclusioni sulla Stella di Tyrant, nessuna era così inquietante e potenzialmente pericolosa come quella del Settimo Figlio del Settimo Figlio.
Per questo motivo doveva saperne di più.
A qualunque costo.

mercoledì 15 febbraio 2012

28 – DA MOX


Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Arastus
day112.year816.Millenium41 

 La tensione incomincia a scendere, l’adrenalina defluisce e la stanchezza si fa sentire. Abbandonato il pick-up in una strada qualsiasi in una zona popolata della Divisione, i quattro si avviano velocemente a piedi, cercando di confondersi con gli abitanti, i lavoratori, gli sbandati di quel luogo dimenticato dall’Imperatore.
Anche la squallida miseria della Divisione Arastus sembra brillare di luci ammiccanti e luoghi di divertimento: sono diversi i locali che offrono da bere e la compagnia di compiacenti entreneuse incrociati durante il cammino e necessariamente ignorati.
Bisogna nascondersi, trovare un posto tranquillo… Non bisogna farsi trovare, tenere un profilo basso e aspettare il contatto con quello smercia armi di Duron Fell.
Il posto ha un insegna su cui a stento si legge “Da Mox”. È fatiscente, le poche stanze vengono affittate a ore dalle puttane del quartiere per quei clienti raffinati che non amano consumare il rapporto in un vicolo, in un androne; la gente è abituata a non fare domande e a farsi i fatti propri.
Mox è un grassone dai capelli unti e di un colore sporco e indefinibile: sono lisci e tirati indietro, e spessi come i baffi mal curati.
I White Skull si sono messi in contatto un’ultima volta, prima di un lungo silenzio radio. Hanno liberato due ostaggi, ma a caro prezzo. Consigliano di sparire dalla circolazione per un po’.
Chiaro. Ora li hanno tutti dietro: i Blood Ravers, gli spaziali e probabilmente gli Enforcer guidati dal corrotto Lionus Heek.
Presa la chiave della stanza salgono per le scale, non prima di aver apprezzato le forme di una biondina stesa su uno dei fatiscenti divani nella zona comune.
Mox nota gli sguardi, e sbraita loro dietro che può fargli avere tutte le puttane che vogliono, liquori di importazione e perfino della roba buona. Sembra un po’ più lucido e sveglio di qualche istante prima, quando ha meccanicamente snocciolato prezzi e regole di buona educazione da rispettare nel suo albergo.
Brunch sorride.
Magari un paio di bei culetti, per la roba siamo già a posto
, pensa e accarezza il borsone a tracolla.
La stanza è al terzo ed ultimo piano, d’angolo. Quattro brande e poco mobilio sono tutto quello che ci si può aspettare in un posto simile. Il guardsman si appropria di una branda e si sistema guidato dall’istinto militare, Mordecai rabbrividisce all’idea di doversi adattare a tanto squallore per più di tre settimane, così come Vetok e Lixam. Loro almeno non hanno un dannato mutante in testa che biascica continuamente cose folli e incomprensibili, ancor di più da quando lo psyker ha incominciato a leggere il grimorio trovato sul suo cadavere.
Brunch sorride e osserva gli altri sistemare ciascuno i propri pochi averi, per lo più armi: si capisce fin troppo facilmente che ha qualcosa che gli frulla in testa. Fa per aprire bocca, ma Vetok, lo ferma: “No, Brunch. Prima facciamo il punto e poi vediamo di capire come si può passare il tempo da queste parti...”

domenica 12 febbraio 2012

27 – SALTO

Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Arastus
day111.year816.Millenium41

Lixam si sporge dal finestrino mentre Vetok salta sul pianale del mezzo e libera l’Heavy Stubber per coprire la fuga.
”Dove sono lo psyker e la dannata bestia?”, urla al compagno, mentre accelera impaziente, con la marcia ingranata e la frizione giù, pronto a schizzare via.
”Brunch, dannato caprone, cosa stai facendo ancora lì dentro?”
Attraverso il micro-bead l’assassino sente dei colpi di pistola e la voce del guardsman imprecare sonoramente, poi Mordecai che avverte Brunch che stanno salendo da tutte le parti.
Le finestre del corridoio in cui si trovano i due danno sul lato della strada dove il vecchio pick-up attenda rombando.
Calido, dopo aver provato a forzare la serratura con le armi da fuoco, in un impeto d’ira, afferra la testa del tecnico preso in ostaggio e gli schianta la faccia sopra il tastierino numerico un paio di volte.
Mordecai guarda attraverso la finestra i compagni in strada, tre metri più sotto; dai due corridoi le urla e i rumori di passi si fanno sempre più forti.
”Siamo tagliati fuori, dobbiamo saltare giù!”
Brunch sorride e prepara la rincorsa, trascinandosi dietro l’ostaggio stordito. Lo psyker lo guarda sbigottito: “Non vorrai mica portarlo con noi?”
“Certo che sì!”, risponde, dandogli due buffetti sulle guance. “Forza bello, tra poco sarà tutto finito, vedrai.”
La rincorsa è breve, giusto la larghezza del corridoio: Brunch, strattonando l’ostaggio, e Mordecai saltano attraverso la finestra. I vetri esplodono sopra Lixam e Vetok, il pick-up sobbalza violentemente all’atterraggio dei due agenti. Il tecnico, trascinato di peso nel gesto folle, viene giù in maniera scomposta, impatta sul bordo del cassone, spezzandosi quasi a metà, e scivola per terra. Vetok batte il pugno sulla cabina di guida e fa giusto in tempo ad afferrarsi al mitragliatore quando il veicolo sobbalza in avanti, accelerando come impazzito.
Dalla finestra infranta sbucano diverse teste, e il chierico, cercando disperatamente di mantenere l’equilibrio, punta la canna nella loro direzione e fa fuoco. Il tiro non è preciso e la sventagliata investe il muro un metro sotto al bersaglio, ma l’effetto intimidatorio è sufficiente per far ritirare in copertura i criminali. Brunch e Mordecai, ancora storditi per la botta, rotolano nel cassone, cercando di afferrarsi a qualche appiglio e di mettersi quanto meno seduti. La seconda sventagliata è più precisa e inquadra il vano della finestra: urla di dolore e schizzi di sangue riempiono il corridoio dal quale sono fuggiti. Lixam guida al limite delle proprie capacità lo scassato mezzo; superando un incrocio vede sulla sua destra un altro squig inseguito da diverse figure. Tira dritto e svolta a sinistra all’incrocio successivo: non ha idea di dove stia andando, ma al momento l’importante è allontanarsi il più in fretta possibile.
”Tutto bene lì dietro?”
Il rantolo di dolore di Brunch gli strappa un sorriso.
Ti sta bene, dannata bestia che non sei altro, pensa, buttando dentro un’altra marcia.

mercoledì 8 febbraio 2012

26 - IL RATTO DELLA OBSCURA

Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Arastus
day111.year816.Millenium41

Brunch, seguito dall’assassino, rientra nel laboratorio. Lixam, valutata la situazione, mira alle cabine elettriche al piano di sotto: in una cascata di scintille le fa saltare in aria, bloccando l’ampia saracinesca che dà sul cortile. Le luci all’interno del locale si affievoliscono, fino a lasciare il laboratorio avvolto dalla penombra. Grazie ai photovisor i due individuano un superstite al piano di sotto, nascosto e piagnucolante dietro ad uno dei tanti macchinari.
Lixam si avvicina al banco su cui giacciono le fiale di obscura, pronte per essere utilizzate tramite gli injector. Brunch tira in piedi il tecnico, gli ficca una testata e lo trascina verso il compagno: “Andiamo bello, vogliamo tutta la roba!”

Vetok avanza nel corridoio con circospezione, si accuccia in prossimità della fine del passaggio e, nascosto dietro un parapetto, sbircia giù nel cortile: diverse figure, nascoste da spesse volute di fumo, si danno da fare per immobilizzare un’altra di quelle cose feroci venuta su dalle scale. Mentre ricarica la pistola intravede l’Ogryn avvicinarsi allo Squig con fare imperioso e diversi spaziali che, con fruste ad energia, cercano di impedire la fuga di una creatura bizzarra e spaventosa. Saldamente aggrappata al muro grazie ai suoi sei arti chitinosi sembra soffiare come un gatto infuriato in faccia agli uomini che imprecano al suo indirizzo, mentre le scariche di energia scorrono sulla corazza, senza però sortire effetto.
Maledizione, avevano progettato un vero massacro… Quella cosa ci darebbe davvero dei problemi!

Un movimento attira la sua attenzione: il membro della gang impegnato nella sparatoria con Mordecai sbuca sulla camminata, alla sua destra, dalla parte opposta rispetto a dove si è affacciato lui. Titubante lo guarda e fa per scendere le scale.
Click…
Il caricatore va al suo posto. Restano pochi istanti in cui gli occhi si incrociano, poi l’Hecutter intona il suo canto di morte, profondo, pieno: gli occhi si spengono e il corpo si accascia sul posto. Vetok si ritira, non prima di aver notato alcuni uomini indicare la balconata da cui spiava la scena. Ritirandosi avverte il gruppo attraverso il micro-bead.
“Merda, mi hanno visto… Avete la roba?”
“Affermativo! Recupero il pick-up. Vi aspetto fuori.”
Lixam, stringendo i denti per le fitte di dolore al fianco, ripercorre la via d’ingresso, si cala dal balconcino e sparisce nelle ombre delle strade.

Nel corridoio Vetok incontra Brunch e Mordecai, con il prigioniero nel mezzo. Sul muro nel punto in cui si trovano è comparso un pannellino con un rilevatore di impronte digitali.
“Sotto abbiamo preso tutto, ma un uccellino mi ha detto che qui dentro c’è altra obscura, non ancora tagliata, e magari anche dei bei soldini… Non è vero?” Brunch scuote il tecnico, che riesce solo ad emettere un gemito. Vetok, con una rapida occhiata, valuta la borsa piena a tracolla del guardsman e fa un cenno in direzione della via di fuga.
“Andiamo, abbiamo tutto quello che dovevamo prendere.”
Senza voltarsi si infila nella stanza, esce sul balconcino e si cala giù lungo la fune, proprio nel momento in cui Lixam, alla guida del pick-up, gira l’angolo e inchioda davanti a lui.