mercoledì 25 gennaio 2012

25 – LA BESTIA ALIENA!

Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Arastus
day111.year816.Millenium41

Il mostruoso bipede azzanna Lixam, lo scuote e lo getta lontano, verso l’angolo del corridoio. L’assassino attutisce l’urto rotolandosi in posizione accucciata, con il fiato corto.

La bestia, di un colore rossiccio, emette un grugnito basso e profondo, e sembra fissare la preda con occhi piccoli e ferali. È una massa di muscoli alta circa un metro, sorretta da due possenti zampe e bilanciata da una coda possente e muscolosa; protuberanze ossee e corni ne costellano il dorso. Gli arti vestigiali anteriori paiono ridicoli al confronto del muso: zanne spaventose che si spalancano su una cloaca grande abbastanza da poter inghiottire la testa di un uomo, da cui una lingua rivoltante e viscida sbava una sostanza densa e giallastra.
Sicuramente è una creatura aliena, allevata dagli orchi e addestrata per soddisfare la loro sete di sangue… Inarrestabile e affamata!
Vetok, riparatosi nella stanza, lascia sfilare il mostro per poterlo prendere alle spalle.
Mordecai e Lixam si lanciano un’occhiata: lo psyker arretra, lasciando spazio per la fuga, e richiama l’attenzione del guardsman; Brunch si prepara a balzare fuori dal laboratorio nel momento in cui l’assassino scatta nella direzione dei due compagni. Gli artigli stridono sul pavimento quando lo squig parte, diretto all’angolo dove un attimo prima Lixam ansimava, sanguinante e attento a scattare al momento giusto. È forte e veloce, ma non agile: impatta con forza sulla parete prima di girarsi e continuare l’inseguimento, e tanto basta a Vetok per sporgersi e inquadrarlo con la sua pistola. I colpi rimbombano nel corridoio, mentre lo squig supera la porta del laboratorio e subisce la carica di Brunch, che, impugnata la spada con due mani, gli trafigge il fianco, sbilanciandolo contro il muro. Lixam, esausto, si volta e punta il fucile laser sul muso della bestia: si deve appoggiare al muro per essere certo di centrare il bersaglio e non il compagno, tanto è forte il dolore che avverte al fianco sinistro. Mordecai, più avanti nel corridoio, controlla, girato l’angolo, il corridoio speculare al primo che dà accesso ad un’altra rampa di scale e al cortile, onde evitare di essere sorpresi alle spalle.
Brunch lotta con lo squig, tenendolo inchiodato al muro e ruotando la spada all’interno delle sue viscere, mentre questo, contorcendosi, cerca di svincolarsi per morderlo, agitando furiosamente la coda.
Lixam preme il grilletto, una, due, tre volte, mentre diversi bossoli dell’Hecutter tintinnano a terra: le contorsioni dello squig si fanno via via più deboli, fin quando Brunch può sfilare la spada e lasciare che il cadavere scivoli a terra. Il corpo è crivellato e dove prima il muso era una tagliola ora è un grumo di carne cotta, le zanne fuse e annerite, irriconoscibili.
”Maledizione! Lo verranno a cercare… Sbrighiamoci!” Brunch fa per voltarsi e tornare al laboratorio quando Mordecai esplode due colpi di pistola. Si ritira in copertura, segnala agli altri la presenza di un nemico, e si riaffaccia per sparare. Vetok aiuta Lixam a rialzarsi. L’assassino gli fa cenno di stare bene e segue il soldato nel laboratorio. Il chierico torna in copertura. 

Brunch ha ragione, sicuramente gli spaziali correranno dietro alla loro preziosa bestia…

mercoledì 18 gennaio 2012

24 – NELLA TANA DEL LUPO

Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Arastus
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La porta a pochi metri dal guardsman si spalanca di colpo, e un uomo vestito con una sorta di camice sporco si lancia all’attacco dei due accoliti. L’assalto è però goffo, Brunch lo evita con facilità, trapassandolo con la spada e balzando, in un unico movimento, davanti alla porta spalancata.

Vetok e Lixam tengono sotto tiro le scale che dal cortile salgono al corridoio: i corpi rotolano giù dalle scale sotto il loro tiro incrociato.
“Direi che ci stiamo facendo notare! Muoviamoci a trovare quella roba.” La voce di Vetok è calma e sicura, Lixam annuisce senza distogliere lo sguardo dal mirino.
“Ci siamo!” La voce di Brunch sembra invece denotare un pericoloso entusiasmo. La stanza in cui entra sembra essere il laboratorio di sintesi dell’obscura: nell’ampio stanzone diversi macchinari sono in funzione. Al centro del pavimento, formato da una griglia metallica, due rampe di scale, interrotte da un pianerottolo, conducono alla parte sottostante del laboratorio. Una saracinesca, chiusa, e due piccole porte di servizio ai lati, danno accesso al cortile in cui i Blood Reavers e gli spaziali ancora si dannano l’anima per rimediare all’esplosione avvenuta poco prima. All’ingresso di Brunch, al piano di sotto, cinque o sei uomini si armano di pistole, dirigendosi verso le scale che conducono di sopra. Mordecai controlla il corridoio, con un occhio rivolto al compagno, che tiratosi indietro per evitare i proiettili, sgancia dalla cintura un paio dei suoi confetti, scagliandoli con un sorriso beato sul volto: le bombe impattano sul pianerottolo in un’ondata di prometheum incendiato, consumando immediatamente tre dei tecnici e avvolgendone un quarto in un abbraccio di fiamme. Le urla di dolore riempiono l’aria, mentre gli ultimi due raggiungono il soldato. Mordecai ne fa fuori uno, mentre il guardsman affronta l’ultimo.

Il trambusto nel cortile sembra aumentare, Vetok e Lixam sentono chiaramente un lieve tremolio sul pavimento e uno spaventoso verso animale che sembra avvicinarsi, risalire la rampa verso il corridoio da cui continuano a mantenere il fuoco di copertura. Si guardano per un momento, riprendendo immediatamente la mira.
Lixam è in ginocchio, l’indice sul grilletto è già quasi a fondo corsa, e una brutta sensazione gli imperla la fronte di sudore. Vetok, in piedi e riparato dallo stipite della porta dalla quale sono penetrati nel covo, mormora inni all’Imperatore.
“Ragazzi, qui abbiamo un problema… A che punto siete lì?”
Improvvisamente qualcosa salta su dai gradini, piombando una decina di metri davanti a loro. E’ qualcosa di mai visto prima, possente, bestiale, e dannatamente veloce… Partono i colpi dell’Hecutter e le scariche del Lasgun, ma un attimo troppo tardi. Il pavimento ora trema sotto i passi di quella cosa che, avvolta da un puzzo bestiale, piomba loro addosso.
Mordecai torna verso i compagni, mentre Brunch estrae la spada dal ventre dell’avversario: entrambi sentono attraverso l’auricolare l’urlo di dolore di Lixam.

mercoledì 11 gennaio 2012

23 – TUTTI DENTRO

Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Arastus
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Lixam si arrampica con facilità fino al balcone del primo piano: secondo i loro calcoli e le osservazioni effettuate dovrebbero penetrare in una zona relativamente tranquilla e poco sorvegliata che, con un po’ di fortuna, potrebbe essere nei pressi del laboratorio in cui la gang sintetizza la droga.

Una porta a vetri dà su un piccolo stanzino. L’assassino incomincia a cercare eventuali allarmi, ma Brunch lo precede: preso dalla smania di entrare finalmente in azione, carica, urlando a testa bassa, la porta finestra, rotolando all’interno della stanza e schiantandosi su una scrivania piena di fogli.
Dannata bestia! È come un bambino…
Gli altri due restano basiti dal gesto, ma alla fine seguono Lixam all’interno. Nella stanza non sembra esserci nulla di interessante, ma fuori dall’unica porta presente si sente un rumore. Prima che qualcuno possa reagire, il guardsman si tira in piedi, con la spada sguainata… Tre passi di rincorsa e si butta, sfondandola, sulla porta. Due Blood Reavers, armati di fucili a pompa, esitano un istante, sorpresi, poi uno dei due apre il fuoco.
Brunch riesce a rotolarsi di lato, ma la rosa di pallettoni lo ferisce ad un fianco; lui, in risposta, scalcia alle gambe il secondo avversario, mandandolo a terra.
Mordecai estrae la pistola, mormorando frasi arcane, fin quando un velo di Immaterium non lo avvolge completamente, fondendo la sua figura allo scenario circostante.
Lixam, inginocchiato, e Vetok, che gli torreggia di sopra, aprono il fuoco sui due criminali dall’apertura della porta. Il corridoio, stante il vociare che proviene da sud, deve essere collegato all’ampio cortile dal quale stava partendo la carovana per l’arena. Le urla e il clamore coprono, per fortuna, la sparatoria e i rumori della lotta.
Un fucile a pompa, impugnato come una clava, cala verso la testa di Brunch, ancora a terra, ma il soldato, ancora una volta, è più veloce ed evita di farsi sfondare il cranio. L’attacco all’arma bianca espone, però, il bastardo, e per Vetok il bersaglio diventa fin troppo facile: due colpi precisi e ravvicinati gli squarciano il petto, mandandolo a sbattere, ormai senza vita, contro la parete antistante. L’altro, rialzatosi in fretta, si getta di corsa verso il fondo del corridoio, urlando, dove una rampa di scale che scende conduce verosimilmente al cortile. Lixam è però veloce nel rotolarsi nel corridoio, trovare la posizione in ginocchio, mirare e fare fuoco: la testa del fuggitivo esplode in una fiammata azzurra, mentre il sangue evapora all’istante in un velo scarlatto, e il corpo si accascia a terra prima di aver raggiunto le scale.
A nord, dopo pochi metri, il corridoio svolta verso ovest, in un altro camminamento lungo quanto l’intero complesso. Brunch, ferito, si ripara dietro quell’angolo. Ci sono due doppie porte chiuse e, lungo il muro perimetrale, ampie vetrate che danno sull’eterna penombra della divisione Arastus.
Mordecai scivola fuori, coperto da Lixam e Vetok, che tengono sotto tiro l’accesso dalle scale.
Il guardsman fa un cenno allo psyker e, tenendo d’occhio le porte del corridoio in cui si trova, aspetta che i poteri del compagno facciano cessare la dolorosa pulsazione al costato e all’addome provocate dal fucile a pompa.

domenica 1 gennaio 2012

22 – ASSALTO

Settore Calixis - Scintilla - Hive Sibellus - Divisione Arastus
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L’aria è piena del vociare dei Blood Reavers e dei motori dei potenti truck adibiti al trasporto delle bestie per il combattimento nell’arena. Brunch, Mordecai e Vetok sono pronti a intervenire, nascosti ad un isolato di distanza dal retro della fortezza. Lixam, non fidandosi delle capacità di Gruncho, ha preferito restare con lui, nei pressi dell’ingresso, per far detonare le cariche al momento giusto.
La trasmittente dell’assassino gracchia prima di portargli la voce di Vetok. “Noi siamo pronti, aspettiamo il tuo segnale.”
“Non ti preoccupare: Gruncho dice che vi accorgerete quando faremo saltare la baracca!”
Il cancello finalmente si apre, lasciando uscire due mezzi civili corazzati alla bell’e meglio, dai cui finestrini spuntano canne di fucili e lasgun, probabilmente scout in perlustrazione.
Sulla soglia finalmente compaiono i fari del primo truck, che si ferma un attimo prima di ingranare la marcia.
“Non ancora, Gruncho…”
“Ehi, guarda che ci vedo benissimo da me, figliolo!”
Il primo mezzo è quasi fuori che già il secondo gli si accoda dietro… Lixam pone una mano sulla spalla dell’omino, che sembra quasi fiutare l’aria. “Stai pronto a dartela a gambe, mi raccomando.”
“Puoi dir giuro, figliolo! Si incazzeranno come vespe, quei figli di puttana… Loro e quelle bestie demoniache… che l’Imperatore mi salvi!”
Il primo mezzo sta svoltando nella via principale, e il muso del secondo si affaccia oltre il cancello: Gruncho, con un sorriso, preme il pulsante del detonatore. Si ode un boato sordo e potente, seguito da un tremolio, poi l’asfalto davanti al cancello esplode verso l’alto, alzando la code del primo truck e il muso del secondo, che finiscono in parte inghiottiti nella voragine. Altri scoppi seguono il primo, e la penombra viene illuminata dalla luce del fuoco.
Le trasmittenti rubate ai due uomini dei Blood Reavers uccisi in precedenza esplodono in una cacofonia di voci, mentre intorno al luogo del disastro sciamano figure armate e intente a cercare di salvare le gabbie e i containers trasportati dai due trucks danneggiati: alcuni fanno chiaramente parte della gang malavitosa, altri sono vestiti da spaziali, come aveva confessato la guardia rapita e torturata. Al sopraggiungere dell’Ogryn si crea un vuoto e Lixam rabbrividisce alla vista di quel colosso.
“Lixam, tutto bene? Noi ci muoviamo, sbrigati!”
“Roger. Arrivo.”
Di Gruncho non c’è più traccia.
Meglio così, zoppo com’è lo avrebbero pinzato subito se fosse rimasto in giro un minuto di più, pensa l’assassino con un sorriso.
Poi si infila al riparo di un edificio, veloce come un’ombra sfuggente, di nuovo in strada. Nessuno si è accorto di lui. Il vociare e gli insulti restano indietro e si fanno lontani mentre aggira l’isolato e raggiunge il resto del gruppo, che con i rampini sta già dando l’assalto alla fortezza dei Blood Reavers.